Il punto di Antonio Tognoli

Secondo Tognoli sia in Europa che in Usa รจ prematuro parlare di recessione, ma l'umore degli investitori รจ velocemente passato dallโottimismo di una crescita sostenibile con unโinflazione solo temporanea, alla paura per una recessione o peggio una stagflazione. Quali sono le strategie di investimento in questo contesto?
Fiducia dei consumatori MoM di marzo USA in uscita oggi alle 16:00 (stima 107 puti contro 110,5 di febbraio). Ci siamo? Ieri i rendimenti della curva USA a breve termine sono risultati piรน elevati rispetto a quelli a lungo termine. La curva si รจ dunque invertita e nelle ultime 8 volte su 10 che questo รจ accaduto, lโinversione ha segnalato una recessione. Di fatto รจ una sfiducia nei confronti della FED e segnala che gli investitori hanno paura che la stessa alzi troppo i tassi nel breve periodo per frenare lโinflazione, soffocando la ripresa ma che sia poi costretta a tagliarli per far riprendere la crescita economica. Cโรจ tuttavia anche un altro fattore di rischio: il margin debt, ovvero il debito contratto dagli investitori con le banche per fare investimenti. Nel 2020, durante la fase acuta della pandemia, il margin debt come percentuale della capitalizzazione di mercato ha avuto unโimpennata, prima di ridursi arretrare allโinizio del 2021. Negli ultimi mesi perรฒ il margin debt รจ tornato a crescere e sta tornando ai massimi del 2020.
Secondo la nostra analisi, รจ ancora prematuro parlare di recessione (vale per gli USA ma anche per lโEuropa), ma รจ decisamente importante notare come lโumore di investitori sia velocemente cambiato nel giro di poche settimane. Siamo passati dallโottimismo di una crescita sostenibile che ci avrebbe traghettato fuori dalla recessione post pandemia con unโinflazione solo temporanea, alla paura per una recessione o peggio una stagflazione. I mercati azionari, soprattutto quello USA, continuano a ritenere che la guerra si risolverร presto: motivo questo che ha riportato le azioni americane ad un livello di prezzo molto vicino a quello pre-invasione e i futures sul petrolio a segnalare un ritorno a prezzi โnormaliโ intorno alla fine dellโanno. Se il mercato avesse ragione, significa che nel 2023 la FED non alzerร i tassi. Anzi, come argomentavamo la scorsa settimana, qualora la crescita economica si riveli meno forte dellโobiettivo, potrebbe anche ridurli. Ovviamene questo dipende da come arriveremo a ridosso del 2023.
Per quanto riguarda la strategia di investimento, siamo convinti che i mercati continueranno ad essere guidati dalla volatilitร . Meglio quindi puntare sui settori piรน difensivi (salute, immobiliare e utility) che hanno evidenziato una maggiore resilienza. Nonostante tendiamo ad escludere una grande crisi energetica a lungo termine in Europa (la piรน esposta ai prezzi dellโenergia), ci aspettiamo che le utility in particolare possano essere sostenute da un rinnovato interesse degli investitori per le energie rinnovabili. La guerra tuttavia andrร a stimolare anche la crescita di altri settori, come per esempio quello delle infrastrutture, della sicurezza informatica e delle spese militari: la Germania per esempio, con una decisione storica, in quattro giorni ha concesso 100 miliardi di euro allโesercito, riconoscendo come la spesa militare fosse insufficiente.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!
