Il punto di Antonio Tognoli

03/02/2022 08:30
Il punto di Antonio Tognoli

Oggi la riunione BCE. Antonio Tognoli non si aspetta che la strategia della BCE cambi: la crescita dei prezzi รจ temporanea e destinata ad essere gradualmente riassorbita nel corso dellโ€™anno ed รจ attesa tornare nellโ€™intorno del 2% nel 2023-24.

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In uscita oggi alle 14:30 le richieste dei sussidi alla disoccupazione WoW USA (stima 245k contro 260k della scorsa settimana), alle 15:45 il PMI servizi di gennaio in USA di gennaio (stima 50,9 punti contro 57,6 di dicembre), alle 16 ISM non manifatturiero USA di gennaio (stima 59,3 punti contro 62 di dicembre).

Oggi รจ il turno della BCE. Le attese sono per un nulla di fatto, dopo che a dicembre i governatori hanno deciso la fine del PEPP al 31 marzo, prorogando al tempo stesso lโ€™orizzonte temporale del programma di reinvestimenti almeno fino alla fine del 2024. E questo nonostante gli stessi abbiano riconosciuto che lโ€™inflazione verrร  riassorbita in modo piรน lento di quanto previsto inizialmente. Anche di fronte al dato di gennaio, dove lโ€™inflazione dellโ€™Eurozona ha superato le attese degli analisti di oltre mezzo punto, non ci aspettiamo che la strategia della BCE cambi: la crescita dei prezzi รจ temporanea e destinata ad essere gradualmente riassorbita nel corso dellโ€™anno ed รจ attesa tornare nellโ€™intorno del 2% nel 2023-24. Eโ€™ quindi probabile che la presidente ribadirร  che un aumento dei tassi nel 2022 non sia al momento previsto. Con tutta probabilitร  grande attenzione verrร  posta anche agli effetti dellโ€™inasprirsi delle condizioni finanziarie, delle vicende geopolitiche e sui primi timidi segnali di un miglioramento dei colli di bottiglia che tuttโ€™ora attanagliano gli approvvigionamenti. Siamo quindi convinti che la BCE manterrร  la rotta stabilita, pronta perรฒ ad adeguare la politica monetaria nel caso le condizioni generali dovessero deragliare troppo dagli obiettivi.

I mercati stanno tuttavia sfidando la BCE, prezzando ben due rialzi giร  nel 2022. I mercati, si sa, hanno sempre ragione ma talvolta esasperano le tendenze.

Lo scorso anno la crescita economica Europea รจ stata particolarmente robusta, grazie allโ€™incremento della domanda che ha consentito a numerose aziende di trasferire sui prezzi finali di vendita gli aumenti delle materie prime, mantenendo invariati i margini (i profitti aziendali netti del 2021 stimiamo siano cresciuti del 50% circa rispetto al 2020). Nel corso del 2022 lโ€™attenuazione delle pressioni inflattive, ancorchรจ graduale, dovrebbe consentire unโ€™ulteriore crescita dei profitti di circa lโ€™8-10%. Non registriamo al momento pressioni inflattive da salari. Lo scenario รจ compatibile con una politica monetaria che rimane accomodante per il 2022 e che accompagna lโ€™economia al pieno recupero. Lโ€™Europa รจ inoltre meglio posizionata rispetto agli USA per beneficiare della riorganizzazione delle catene di approvvigionamento, che molti paesi stanno riconfigurando a causa sia della pandemia che delle tensioni geopolitiche, in particolare le societร  di macchinari e strumenti utilizzati nei processi produttivi, cosรฌ come le aziende di attrezzature per semiconduttori. Quindi, secondo le nostre stime i mercati non stanno prezzando correttamente lโ€™aumento dei tassi, che riteniamo potrebbe verificarsi solamente in presenza di ulteriori forti strozzature nelle catene dellโ€™offerta e/o una crescita dei consumi maggiore delle attese e/o forti rivendicazioni salariali che comportino un ulteriore forte shock dellโ€™inflazione.

Inoltre a partire dal 2022, le aziende Europee potranno anche beneficiare degli stimoli del Multilateral Facility Framework (MFF) e del Next Generation EU, che metteranno a disposizione per gli investimenti complessivamente circa 1.800 miliardi di euro fino al 2027. Una larga parte di questi sarร  indirizzata a progetti destinati a traghettare il cambiamento climatico: lโ€™Europa ha molte aziende leader mondiali nelle tecnologie sostenibili che potrebbero beneficiarne.

Dando uno sguardo ai mercati azionari, evidenziamo come a gennaio il divario tra i multipli Europei e quelli USA si sia ulteriormente ampliato: il P/E medio 2022 dei titoli che compongono lโ€™S&P 500 risultava pari a 22,2x, mentre quello dei titoli che compongono lโ€™Eurostocks 600 risultava pari a 17,5x. In base alle nostre stime, riteniamo che i mercati europei possano sovraperformare il mercato USA in termini relativi. Siamo tuttavia convinti che lโ€™elevata incertezza che caratterizza lo scenario economico e politico e che ha comportato un aumento della volatilitร , difficilmente possa schiarirsi a breve. Motivo per il quale crediamo che la volatilitร  possa mantenersi elevata per gran parte dellโ€™anno. Per coprirsi da eventuali bottom/sell-off, una buona strategia potrebbe essere quella di comprare volatilitร , operando sul mercato della opzioni.

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