Il punto di Antonio Tognoli

Il rialzo dei tassi a giugno da parte della BCE appare ormai scontato, ma sarร di 25 o 50 bp? Secondo Tognoli l'istituto europeo deve trovare il giusto equilibrio di politica monetaria che freni lโinflazione e allo stesso tempo non comprometta la lenta e zoppicante ripresa.
Disoccupazione della Germania di maggio in uscita oggi alle 9:55 (stima 5% invariato rispetto ad aprile), prezzi al consumo Europei di maggio YoY alle 11:00 (stima 7,7% contro 7,4% di aprile), PMI Chicago di maggio alle 15:45 (stima 55 punti contro 56,4 di aprile), fiducia dei consumatori USA MoM alle 16:00 (stima 103,9 punti contro 107,3 di aprile).
Con unโinflazione oltre il 7% appare ormai scontato che la BCE il 9 giugno prossimo aumenterร i tassi di interesse. Del resto, tutte le principali banche centrali (tranne la Cina) hanno aumentato i tassi dallโinizio del 2022. La domanda รจ se il Consiglio deciderร per 25 bp o 50 bp. In questo momento i mercati stanno scontando un aumento di 25 bp a luglio e altri 100 bp entro la fine del 2022. Diversi esponenti del Consiglio (lโultimo รจ il governatore della Banca di Francia) hanno affermato che un aumento di 50bp si configurerebbe come un inasprimento della politica monetaria, cui la BCE non sta pensando, piuttosto che una normalizzazione verso livelli di tassi neutrali compresi tra lโ1% e il 2% (livello che potrebbe essere raggiunto il prossimo anno). Lโattenzione della BCE, sempre secondo il governatore della Banca di Francia, sarร inoltre massima al fine di evitare ingiustificati allargamenti degli spread nellโarea euro.
La BCE deve trovare il giusto equilibrio di politica monetaria che freni lโinflazione e allo stesso tempo non comprometta la lenta e zoppicante ripresa. Dalla Germania arrivano tuttavia segnali di insofferenza per lโeccessiva timidezza verso il ritorno alla normalitร , sia riguardo alle politiche monetarie, ma soprattutto quelle fiscali (leggi patto di stabilitร e crescita). Eโ chiaro che prima o poi bisognerร trovare una modalitร che consenta di uscire dalla crisi, ma questo รจ un problema prima politico che economico. Lโeconomia subisce infatti gli effetti delle strozzature della catene di approvvigionamento, cosรฌ come subisce quelli della guerra a cominciare dal prezzo dellโenergia e delle derrate alimentari. Temiamo perรฒ che lโaumento dei tassi possa avere un effetto contenuto sulla crescita dei prezzi, ma pesante sulla flessione economica diversamente a situazioni passate piรน o meno simili (per quanto sia possibile trovarne). Con il risultato che potremmo trovarci con unโinflazione che non centra lโobiettivo e unโeconomia in recessione: si chiama stagflazione. Per spiegare questo fenomeno, oltre a rifarci al fatto che la politica monetaria poco puรฒ fare in presenza di inflazione da costi, dobbiamo prendere a prestito anche la teoria elaborata da Thaler e in particolare il concetto di โnudgeโ che potrebbe tradursi come โspinta gentileโ, che funziona non solo nella visione positiva, ma anche al contrario. Lโipotesi รจ che non รจ vero che le persone, anche quando hanno accesso allโinformazione necessaria, decidano sempre nel modo per loro piรน conveniente: le decisioni sono spesso influenzate dal contesto nel quale vengono prese (framing). Da non sottovalutare anche il concetto di โequitร economicaโ, studiato a lungo da Thaler. Questo sostiene che quando la domanda รจ alta, i timori dei consumatori sullโequitร possano portare le aziende a decidere di non alzare i prezzi, ma ciรฒ non accade nei periodi in cui si alzano i costi.
I mercati finanziari non possono essere spiegati solo da un insieme di equazioni matematiche cosรฌ come vorrebbe la teoria del mercato efficiente che, come noto, รจ basata su ipotesi molto lontane dalla realtร . ร praticamente impossibile per un individuo raccogliere tutte le informazioni necessarie ed elaborarle con precisione per assumere una decisione razionale. Gli errori dettati dallโemotivitร prendono spesso il sopravvento nelle scelte finanziarie. E quando questo avviene, i prezzi sui mercati si muovono e si discostano dai loro fondamentali. Lโemotivitร causa frequenti distorsioni dei prezzi sui mercati finanziari e genera numerose opportunitร dโacquisto. Quando si verifica una distorsione comportamentale dei prezzi il mercato smette di essere โefficienteโ e lโinvestitore cosรฌ puรฒ approfittarne. Le distorsioni comportamentali sono quindi la componente principale che utilizzano i gestori attivi per mettere in atto le loro strategie di investimento.
Detto questo, la domanda dโobbligo รจ: dove รจ preferibile investire? Partiamo dalla certezze (poche). A fine settembre il livello dei tassi di interesse sarร maggiore di quello attuale, ovvero il PIL del terzo e quarto trimestre sarร piรน basso di quello attuale. Quali sono quindi gli investimenti compatibili con questo scenario? La certezza per lโEuropa รจ che il piano Next Generation Eu รจ partito e che dovrebbe privilegiare tutte quelle imprese che operano nel settore della digitalizzazione di prodotto e di processo, della cyber security, della trasmissione di dati su rete fissa o mobile. Ma anche tutte le imprese che operano nella rivoluzione verde (che probabilmente vedranno pure aumentati gli investimenti), da quelle locali a quelli nazionali senza dimenticare tutte quelle che operano nel settore delle infrastrutture e della salute. Da privilegiare anche tutte quelle imprese in grado di aumentare i prezzi di vendita ad un aumento dei costi di produzione.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!
