Il punto di Antonio Tognoli

04/04/2022 06:45
Il punto di Antonio Tognoli

Nei periodi di turbolenza finanziaria lโ€™oro รจ il bene finanziario su cui normalmente si punta per preservare la ricchezza e difendere il potere dโ€™acquisto, qualora si voglia ridurre il rischio complessivo del portafoglio.

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Nessun dato importante in uscita oggi. Come abbiamo piรน volte messo in evidenza, le banche centrali si trovano davanti ad un bivio: favorire la crescita economica e lasciare correre i prezzi alzando i tassi il meno possibile, oppure alzare subito i tassi frenando lโ€™inflazione ma stoppando perรฒ la crescita economica. Al momento i mercati temono lโ€™effetto Paul Volker che da presidente della FED alla fine degli anni โ€™70 alzรฒ i tassi al 20% causando una doppia recessione (ma la storia insegnerร  pur qualcosa). In USA il costo della vita รจ salito a marzo allโ€™8% circa, decisamente oltre lโ€™obiettivo della FED. Lโ€™inflazione da materie prime (energia in testa) e la guerra in Ucraina che per il momento non sembra potersi fermare, offrono un quadro sempre piรน complesso per i mercati.

Nel frattempo perรฒ nelle ultime due settimane abbiamo assistito ad una performance dellโ€™S&P 500 che non ha eguali nella storia, addirittura superiore ai recuperi del 1927, con gli investitori che hanno venduto bond e comprato azioni con lโ€™obiettivo di far fronte ai rendimenti reali negativi. Potrebbe rivelarsi una trappola per gli investitori? Siamo convinti di no. Per due motivi. Il primo รจ che finchรจ i rendimenti reali continueranno a rimanere negativi (e paradossalmente piรน cresce lโ€™inflazione piรน questi aumentano), gli assets rischiosi come le azioni rimagono appetibili. Il secondo perchรฉ la minore crescita degli utili stimata per il 2022 รจ stata messa ormai in conto dai mercati che stanno quindi scommettendo sulla ripresa del 2023 e su condizioni monetarie piรน distese. Eโ€™ comunque prevedibile un periodo di turbolenza finanziaria. E come sempre in queste situazioni lโ€™oro รจ il bene finanziario su cui normalmente si punta per preservare la ricchezza e difendere il potere dโ€™acquisto, qualora si voglia ridurre il rischio complessivo del portafoglio. In altre parole lโ€™oro รจ ancora considerato unโ€™assicurazione sul proprio patrimonio. Potrebbe non essere un caso che la Banca Centrale Russa (la Russia รจ il quinto detentore al mondo di oro) stia acquistando ad un prezzo fissato al giugno scorso tutte le riserve di oro presenti nelle banche del paese con lโ€™obiettivo (forse) di creare uno standard fisso rublo-oro, controllando in questo modo il valore del rublo. I rendimenti reali negativi, favoriscono inoltre i titoli del settore tecnologico i cui utili lavorano nel medio e lungo periodo.

Quando parliamo di oro come bene di investimento, occorre distinguere tra oro fisico e cartaceo. Lโ€™oro fisico รจ quello negoziato sotto forma di lingotti e monete dโ€™oro, che verranno valutati in base al loro peso e alla loro purezza. Lโ€™oro cartaceo รจ invece rappresentato da contratti cartacei relativi a strumenti finanziari legati al prezzo dellโ€™oro (per esempio futures, ETF etc). Possedere oro fisico puรฒ avere degli svantaggi (costi di custodia e di deposito, spese di assicurazione etc) ma consente anche evidenti benefici. Lโ€™oro fisico รจ per esempio esente da IVA, oltre ad essere accettato come valuta nella maggior parte dei paesi del mondo, ed รจ riconducibile ad un proprietario specifico. Caratteristica, questa, che piรน di tutte le altre esprime la capacitร  dellโ€™oro di proteggere la ricchezza. Lโ€™oro finanziario รจ invece piรน sensibile alle speculazioni e ha quindi un rischio intrinseco piรน elevato, nonostante abbia minori costi di gestione (prescinde infatti dalla consegna fisica del bene) e puรฒ essere facilmente scambiato sulle piattaforme di trading. La distinzione potrebbe sembrare oziosa, ma in realtร  in base alle norme di Basilea III e dellโ€™EBA, รจ una discriminante fondamentale per considerare lโ€™oro un asset rischioso o un bene rifugio. Di recente lโ€™UE ha infatti approvato lโ€™adozione del criterio Net Stable Funding Ratio โ€“ NSFR che impone alle banche che hanno in bilancio asset rischiosi di accantonare proporzionalmente riserve facilmente liquidabili e lโ€™EBA considera lโ€™oro cartaceo (a differenza di quello fisico) alla stregua di un asset ad alto rischio. รˆ quindi evidente che le regole incidono in modo determinante sulla capacitร  dellโ€™oro cartaceo di continuare ad essere un โ€œsafe assetโ€, diversamente dallโ€™oro fisico. E questo vale per qualsiasi investitore, istituzionale, professionale o retail.

Chiarito questo, vediamo quali sono le previsioni di andamento dellโ€™oro nei prossimi anni. Se il consensus relativo alle stime del PIL e dellโ€™inflazione sono corrette, i prezzi dellโ€™oro potrebbero aver giร  toccato il minimo di periodo. Certo occorrerร  fare i conti con lโ€™ulteriore e possibile rialzo dei rendimenti obbligazionari, la cui mancata stabilizzazione potrebbe sottoporre il prezzo dellโ€™oro a nuove pressioni. Eโ€™ difficile perรฒ ipotizzare come la crescita delle spese fiscali (che rappresentano una componente fondamentale del piano di ripresa economica) dovuta al maggior costo del debito, possa essere accettata in un contesto di forte aumento dello stock di debito stesso. Lโ€™aumento dei rendimenti obbligazionari potrebbe infatti stoppare la crescita del PIL con evidenti ricadute sullโ€™occupazione (obiettivo della FED). Qualora il freno alla spesa pubblica diventasse una minaccia concreta e iniziasse ad avere effetti negativi sulla ripresa, la FED potrebbe optare per il controllo della curva dei rendimenti, che ricordiamo si รจ invertita (storicamente questo ha segnalato una recessione in arrivo nei successivi 24 mesi 8 volte su 10), mantenendo quelli reali sotto lo zero. Questo scenario, che sembra al momento il piรน probabile, potrebbe essere molto favorevole per il prezzo dellโ€™oro.

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