Il punto di Antonio Tognoli

Tognoli si concentra sulle prossime mosse della Fed e della BCE. Powell prosegue con il rialzo dei tassi, nonostante l'attuale shock geopolitico, mentre la BCE dovrร rivedere lโagenda dei tassi per adattarla agli sviluppi geopolitici.
Vendite al dettaglio Europee MoM di gennaio in uscita alle 11:00 (stima 1,5% contro -3% di dicembre), variazione occupati USA di febbraio (stime 450k contro 467 di gennaio) e tasso di disoccupazione USA di febbraio (stime 3,9% contro 4,0% di gennaio) alle 14:30. Powell prosegue sulla strada tracciata. Lโattuale shock geopolitico non rinvierร lโaumento dei tassi atteso a marzo e previsto in 0,25 bp, ha dichiarato espressamente il presidente della FED davanti alla commissione dei servizi finanziari della Camera dei Rappresentanti USA, forte di un florido mercato del lavoro e di una crescita prezzi che non sembra voler diminuire. Powell ha tenuto inoltre a sottolineare che se lโinflazione sarร piรน elevata del previsto, รจ pronto a muoversi in modo piรน aggressivo, aumentando il FED Funds di oltre 25 bp nelle prossime riunioni. Per Powell lโinflazione รจ comunque prevista scendere durante lโanno grazie ad una domanda aggregata piรน contenuta e una progressiva risoluzione dei problemi sulla supply chain. Secondo il nostro modello, per consentire allโinflazione di scendere al 2,5% (valore del gennaio 2020) sarebbe necessario che i prezzi del petrolio rimanessero sotto gli 85 dollari al barile per il resto dellโanno e che i prezzi dei prodotti agricoli diminuissero del 20% dai livelli attuali. Riteniamo che entrambi gli obiettivi siano, ad oggi, difficilmente raggiungibili. Il presidente della FED ha anche accennato alla riduzione del bilancio della FED, sostenendo che questa non costituirร lo strumento primario nellโazione di inasprimento. In ogni caso la FED procederร in modo agile e usando molta cautela al fine di preservare la stabilitร finanziaria.
In Europa, se prima dello scoppio delle ostilitร le attese indicavano un rialzo dei tassi nei prossimi due anni, ora la BCE dovrร rivedere lโagenda per adattarla agli sviluppi geopolitici. Abbiamo calcolato che lโulteriore spinta alla crescita dei prezzi dovuta alla crisi รจ compresa tra lo 0,3% e lโ1,5% (dipende ovviamente dalla durata del conflitto), con gli effetti che anche nellโipotesi migliore saranno comunque visibili per tutto il 2023. Scontato che i vincoli al commercio avranno un impatto sullโinterscambio tra lโEuropa e la Russia colpendo tutte le aziende che fanno affari con Mosca. Con una crisi dalla durata limitata, secondo le nostre stime la flessione della crescita del PIL Europeo potrebbe essere compresa tra lo 0,3% โ 0,5% (e far attestare la crescita annuale tra il 3,5% e il 3,0%) senza tuttavia far deragliare il ciclo economico. Se viceversa lo scenario rimanesse teso a lungo, allora il nostro modello restituisce una variazione del PIL dellโ1,7% circa (2,0% circa la crescita dellโintero anno), con i paesi piรน colpiti che sarebbero Germania e Italia, andando a vanificare gli effetti del NextGenerationEU. I governi reagirebbero attraverso politiche fiscali piรน generose e di sostegno al consumo, utilizzando per esempio meccanismi europei di finanziamento (i SURE e/o il Meccanismo europeo di stabilitร ) oppure attraverso nuovi strumenti.
Relativamente agli investimenti, le opportunitร di trovare rendimenti positivi aggiustati per lโinflazione rimangono piuttosto limitate, a meno di forti cali dellโinflazione. In altre parole i tassi reali continueranno a rimanere negativi. Chi investe nel reddito fisso ha quindi bisogno di alternative. Chiaro che i titoli protetti dallโinflazione rappresentano una sorta di garanzia contro qualsiasi fallimento di FED o BCE nel contenere lโinflazione. Per lโazionario รจ fondamentale rimanere selettivi utilizzando un approccio bottom up e concentrarsi su utili di alta qualitร con una buona visibilitร . Anche le esposizioni asimmetriche tramite hedge fund e lโacquisto/vendita di volatilitร dovrebbero aiutare a mitigare il rischio.
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