Il punto di Antonio Tognoli

Secondo Antonio Tognoli, le attese sui mercati azionari per il finire dโanno e il 2022 sono moderatamente positive, grazie soprattutto alle aspettative dei tassi reali che dovrebbero mantenersi negativi per tutto il prossimo anno e per questa via sostenere (tra le altre cose) gli ingenti aumenti del debito pubblico indotti dalla pandemia. Meglio i titoli growth o i titoli value?
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Non cโรจ niente di piรน rischioso della percezione diffusa che non esista alcun rischio (H. Marks).
In uscita oggi alle 11:00 lโindice Zew di dicembre (stima 25,3 punti contro 31,7 di novembre) e il PIL del 3Q Europeo (stima 2,2% uguale al 2Q). Dopo lโinaspettata crescita di novembre lo Zew, che come noto misura la fiducia delle imprese, รจ atteso quindi ritornare appena sopra i livelli di ottobre (22,3). Come abbiamo avuto modo di scrivere, le nostre attese sui mercati azionari per il finire dโanno e il 2022 sono moderatamente positive, grazie soprattutto alle aspettative dei tassi reali che dovrebbero mantenersi negativi per tutto il prossimo anno e per questa via sostenere (tra le altre cose) gli ingenti aumenti del debito pubblico indotti dalla pandemia. La domanda diventa ora se con questo scenario, sia meglio privilegiare i titoli growth o i titoli value. La scelta รจ diventata quanto mai difficile, perchรฉ la differenza tra i due รจ diventata molto sottile. Abbiamo identificato almeno tre macro temi a supporto della nostra tesi:
Financials e utilities
Il calo strutturale dellโimportanza dei settori ad alto tasso di titoli value, fra tutti i financials e le utilities. Prendiamo per esempio le banche. Queste sono alle prese con fattori destinati a cambiarne per sempre il volto: una sempre piรน rigida regolamentazione, lo spread fra tassi attivi e passivi sempre piรน schiacciato che indebolisce il margine di interesse e i nuovi e piรน agili concorrenti (leggi fintech) che stanno emergendo. Questi fattori contribuiscono a rendere il tasso di crescita dei dividendi sempre meno sostenibile, almeno per le banche tradizionali. Per quanto riguarda invece le utilities, la crescita della sensibilitร ambientale imporrร alle imprese tradizionali investimenti crescenti verso le energie rinnovabili. Fondamentale sarร quindi identificare le societร che puntano sullโenergia pulita, ma siamo ancora lontani dalla definizione di strutturati piani di transizione verso lโenergia green. I fattori di incertezza hanno contribuito a ridurre lโimportanza dei due settori allโinterno dei portafogli.
Progressi nelle tecnologie chiave
Gli effetti della โrivoluzione industrialeโ tecnologica che impone cambiamenti sempre piรน pervasivi. I cosiddetti FAANG+M (Facebook, Amazon, Apple, Netflix, Google e Microsoft) hanno fatto da apripista ai progressi incentrati sulle tecnologie chiave, come le connessioni internet ad alta velocitร su dispositivi mobili, lโintelligenza artificiale e lโautomazione, lโanalisi dei big data e lโuso della tecnologia cloud. La trasformazione digitale รจ tuttavia solo allโinizio. Per fare un esempio, pensiamo al mercato globale dellโe-commerce che vale oggi poco piรน di 4 mila miliardi di dollari, ma rappresenta solo il 19% circa delle vendite al dettaglio, nonostante il raddoppio negli ultimi dodici mesi. Le societร che operano in questo settore, che a ragione possono essere definite growth, vista la dimensione raggiunta e i risultati attesi, possono a nostro avviso anche essere definite value.
Beni immateriali
La crescita dei beni immateriali tuttโora sottostimata nel valore delle imprese e rende sempre piรน complesso definire il valore intrinseco di una societร . Per fare un esempio, prendiamo il mercato azionario USA dove la percentuale di beni immateriali rispetto a quelli materiali รจ aumentata del 40% in 30 anni, tanto che oggi entrambe le categorie sono equamente rappresentate. I beni immateriali sono tendenzialmente non fisici e non finanziari, e poichรฉ molti di questi elementi sono difficili da quantificare, il loro โrealeโ valore spesso non compare nei bilanci che in molti casi sono quindi sottostimati. Una condizione che impedisce allโinvestitore di cogliere il reale valore di una societร sul lungo termine.
Siamo sempre piรน convinti che le societร oggetto di investimento debbano possedere alcune caratteristiche che, considerate insieme, consentono non solo un ritorno reddituale superiore al rischio sopportato, ma anche il superamento della distinzione tra titoli value e growth. Queste sono: la produzione di cash flow costante e sostenibile nel tempo, un tasso di crescita ed una redditivitร non inferiore alla media del proprio settore di riferimento, leadership tecnologica.
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