Il punto di Antonio Tognoli

Secondo Tognoli la parola dโordine rimane la diversificazione per fornire un cuscinetto agli asset rischiosi: un paniere globale sulle azioni societarie delle piรน grandi aziende al mondo, lโoro, le materie prime e le valute rifugio, cosรฌ come le azioni delle societร che producono cassa e hanno una redditivitร media superiore a quella del proprio settore di riferimento.
Nessun dato significativo per i mercati in uscita oggi. Le attese sono tutte concentrate sul meeting della BCE di giovedรฌ. Nel frattempo perรฒ dallo scoppio della guerra i tassi Europei sono in discesa, pur in presenza di una altissima volatilitร che vede variazioni di 20-30 centesimi nellโambito della stessa seduta. Il rendimento del Bund decennale รจ tornato negativo (-0,05%) dallo 0,15 della scorsa settimana, mentre quello a due anni รจ arrivato allo -0,70% (era -0,45%). Vistoso anche il calo dei rendimenti del BTP decennale, sceso allโ1,55% dallโ1,85% della scorsa settimana, mentre lo spread si รจ ristretto a circa 150 punti. I mercati sembrano quindi temere piรน le implicazioni negative sulla crescita economica piuttosto che i rischi di inflazione di un conflitto prolungato. In altre parole รจ in atto un repricing accomodante del mercato che ritiene che le banche centrali si muoveranno piรน lentamente di quanto previsto allโinizio dellโanno. Gli investitori prevedono ancora che la Fed aumenterร i tassi a fine mese (anche perchรฉ Powell lo ha detto chiaramente), ma le aspettative su quanto aggressivamente agirร dopo il primo aumento sono diventate piรน moderate. Al momento i trader stanno scontando circa quattro/cinque rialzi dei tassi questโanno, in calo rispetto ai sei/sette di due settimane fa.
Per lโEuropa, le attese sono che la BCE non alzi i tassi dallโattuale minimo storico di -0,5%, da qui alla fine dellโanno (due settimane fa i mercati valutavano un ritorno allo zero entro il 2022). Il contesto รจ in fase di evoluzione ed รจ normale che i piani di intervento debbano cambiare di conseguenza, senza perรฒ che questo implichi lโimpegnarsi in anticipo sulle misure di politica monetaria. Almeno fino a quando gli effetti dellโattuale crisi non saranno piรน chiari. Prima che la Russia invadesse lโUcraina gli investitori si aspettavano che la BCE avrebbe normalizzato la politica monetaria chiudendo gli acquisti prima di quanto previsto sei mesi prima, aumentando in seguito i tassi di interesse entro la fine dellโanno. Ora tutto รจ rimesso in discussione.
Per quanto riguarda gli investimenti in generale e a maggior ragione nella difficile fase attuale, la parola dโordine rimane la diversificazione. Per esempio puntando su un paniere globale che contiene le azioni societarie delle piรน grandi aziende al mondo. Eโ il caso classico dellโindice Msci World su cui sono costruiti molti ETF. Ma anche lโoro, le materie prime e le valute rifugio possono fornire un cuscinetto agli asset rischiosi. Cosรฌ come le azioni delle societร che producono cassa e hanno una redditivitร media superiore a quella del proprio settore di riferimento e che sono quindi in grado di garantire un rendimento stabile legato al dividendo. Aspettiamo comunque domani per capire come potrebbe evolversi la situazione.
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