Il punto sul mercato

Secondo Tognoli i mercati conoscono le politiche monetarie delle banche centrali e tendono a scontare in anticipo le informazioni, allora significa che potremmo non essere troppo distanti da una fase di ripresa delle quotazioni
Produzione industriale Europea MoM di aprile in uscita oggi alle 11:00 (stima 0,5% contro -1,8% di marzo), vendite al dettaglio USA MoM di maggio alle 14:30 (stima 0,2% contro 0,9% di aprile) e scorte dellโindustria USA MoM di aprile alle 16:00 (stima 1,2% contro 2% di marzo).
I mercati non hanno preso bene gli annunciati aumenti dei tassi di interesse, nonostante fossero stati ampiamente avvisati. Il punto รจ che le banche centrali rivedono in modo peggiorativo quasi ad ogni meeting le stime di crescita economica e lโinflazione (sia quella USA che Europea). E questo, a mio giudizio, ha diverse implicazioni che comportano un aumento del premio per il rischio. Tra queste: la costante revisione al ribasso delle stime degli utili societari da parte degli analisti e la credibilitร nellโazione delle banche centrali. Lโaumento del premio per il rischio comporta un maggior rendimento richiesto che, a paritร di condizioni, puรฒ essere soddisfatto solo a prezzi piรน bassi. Ma le condizioni non sono pari, perchรฉ secondo il nostro modello la flessione prevista degli utili societari delle societร USA (S&P 500) nel 2023 รจ pari a circa il 13% rispetto al 2022 (dopo una crescita del 5% nel 2022 rispetto al 2021). Ai livelli attuali di indice e con un PIL atteso nel 2023 in crescita dello 0,3% (piรน basso delle stime dalle FED), significa prevedere unโulteriore flessione dellโindice compresa tra il 5% e il 10% dai livelli attuali. Ma tutto questo i mercati lo conoscono e quindi tendono, almeno in teoria come noto, ad incorporare nei prezzi le aspettative negative. Ma se i mercati conoscono le politiche monetarie delle banche centrali e tendono a scontare in anticipo le informazioni, allora significa che potremmo non essere troppo distanti da una fase di ripresa delle quotazioni. Ovviamente a meno di ulteriori flessioni nelle stime del PIL e/o dellโinflazione. Certo, nelle oscillazioni giornaliere รจ possibile che i prezzi scendano o salgano in modo violento a causa della forte volatilitร . La molla che potrebbe far scattare la ripresa potrebbe essere la fine della guerra tra Russia ed Ucraina (gli effetti a medio termine sarebbero comunque tutti da valutare).
E veniamo alle banche centrali. Nel corso del tempo queste sono state chiamate ad aggiustare problemi che la politica monetaria non puรฒ risolvere. Ci hanno messo una pezza, questo รจ vero, ma il problema รจ prima di tutto politico. Se guardiamo allโEuropa per esempio, le attese degli investitori riguardano i dettagli dellโannunciato fondo salvaspread (che la Lagarde ha evitato di fornire nellโultimo meeting), la revisione del patto di stabilitร e crescita (nessuno sa nulla), lโemissione di Eurobond e la garanzia unica Europea sui depositi bancari (qui buio totale) etc. Siccome di stupido nella Commissione Europea non cโรจ nessuno, i mercati si chiedono per quale motivo non vengono immediatamente rese operative. E si danno anche una risposta che nella maggioranza dei casi non รจ positiva, ma nellโattesa vendono.
Questo non vuol dire stare fuori dai mercati azionari, ma significa che occorre essere cauti negli investimenti. Secondo il nostro modello, al momento conviene mantenere posizioni su titoli azionari di qualitร piรน elevata, con un beta minore di 1 e orientati alla generazione di cassa e reddito. Tra i temi che vediamo con maggiore favore ci sono le societร ESG compliant: le spinte per rendere istituzionali i fattori ESG tendono infatti ad aumentare. Due sono le aree in cui riteniamo si concentreranno gli investimenti: le tematiche specificamente ESG e lโimplementazione di regolamentazioni e good practices. Poi ci sono gli investimenti del NGeu che dovrebbero dare un spinta alla crescita di medio termine.
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