Il razzo Starship non parte, SpaceX scende sotto il prezzo dell’Ipo

Il tredicesimo volo sperimentale è stato sospeso pochi istanti prima del decollo a causa della mancata accensione di alcuni motori. Il titolo SpaceX, già reduce da cinque sedute negative consecutive, è sceso nettamente sotto i 135 dollari dell’IPO. Il rinvio non modifica, almeno per ora, le prospettive economiche e strategiche della società.
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Alcuni motori non si accendono, il sistema blocca il lancio
Starship era pronta a partire giovedì 16 luglio dalla base di Starbase, nel Texas meridionale, per il suo tredicesimo grande volo di prova. All’orario previsto per il decollo, dalla torre di lancio si sono levate grandi nuvole di fumo, ma il razzo è rimasto immobile sulla rampa.
A provocare l’interruzione automatica della procedura è stata la mancata accensione di alcuni motori Raptor del booster Super Heavy.
“Alcuni motori non si sono avviati, facendo scattare l’interruzione automatica del lancio”, ha spiegato Elon Musk in un messaggio pubblicato su X. Il fondatore e amministratore delegato di SpaceX ha successivamente precisato che due motori saranno rimossi e sostituiti e che un nuovo tentativo potrebbe avvenire già all’inizio della prossima settimana.
SpaceX ha quindi iniziato le operazioni di scarico del propellente, mentre i tecnici sono al lavoro per individuare con precisione l’origine del problema.
Il rinvio non è un evento eccezionale nell’industria spaziale. Le procedure di lancio vengono spesso sospese anche per anomalie relativamente circoscritte, proprio per evitare che un problema iniziale possa trasformarsi in un incidente più grave durante il volo.
Il titolo scivola sotto i 135 dollari dell’offerta
Il contrattempo ha tuttavia avuto un impatto immediato sulle quotazioni di SpaceX. Il titolo ha perso oltre il 3% negli scambi successivi alla chiusura di Wall Street, dopo avere terminato la seduta regolare in ribasso del 3% a 131,11 dollari. Sulla piattaforma Blue Ocean, utilizzata per gli scambi nelle ore asiatiche, la flessione ha successivamente superato il 6%.
Le azioni si trovano così nettamente sotto i 135 dollari fissati per l’Ipo di giugno e hanno inanellato cinque sedute consecutive di ribasso. Il ritorno sotto il prezzo dell’offerta ha un evidente significato psicologico. SpaceX aveva debuttato in Borsa con una domanda eccezionale, raccogliendo complessivamente 85,7 miliardi di dollari, comprese le opzioni assegnate alle banche collocatrici. Si è trattato della più grande offerta pubblica iniziale mai realizzata.
Dopo la forte salita delle prime sedute, il titolo ha però progressivamente perso terreno. Il rinvio di Starship ha accentuato una correzione già in corso, riportando l’attenzione degli investitori sui rischi tecnologici incorporati nelle valutazioni della società.
Un incidente minore, Starship è il cuore del progetto SpaceX
Sarebbe tuttavia eccessivo attribuire al rinvio del lancio un significato economico troppo negativo. Il problema si è manifestato prima del decollo e i sistemi di sicurezza hanno funzionato correttamente. Non si è verificata un’esplosione, non è andato perduto il veicolo e SpaceX prevede di poter effettuare un nuovo tentativo nel giro di pochi giorni.
Come ha osservato Adam Jonas, analista di Morgan Stanley, nello sviluppo di Starship devono essere messi in conto ulteriori incidenti e anomalie: «Lo spazio è difficile».
Starship è il veicolo dal quale dipende una parte considerevole delle prospettive industriali della società. Il razzo, alto circa 120 metri, è stato progettato per essere completamente riutilizzabile. Sia il booster Super Heavy, sia la parte superiore Starship dovrebbero poter rientrare sulla Terra ed essere nuovamente impiegati, riducendo drasticamente il costo di ciascun lancio. Nessun’altra società è finora riuscita a realizzare su questa scala un sistema spaziale interamente riutilizzabile.
Starlink, Luna, Marte e data center nello spazio
Il tredicesimo test avrebbe dovuto verificare diversi passaggi cruciali. Il booster avrebbe dovuto completare il decollo, la salita, la separazione degli stadi e una manovra di rientro verso un punto di ammaraggio nel Golfo del Messico. La parte superiore avrebbe invece dovuto collocare nello spazio 20 satelliti Starlink V3 funzionanti, riaccendere in orbita uno dei motori Raptor e completare un rientro controllato nell’Oceano Indiano.
La nuova generazione di satelliti Starlink è più grande e potente di quella attualmente in uso e richiede quindi la capacità di carico di Starship. Il successo del razzo è pertanto essenziale per accelerare l’espansione della rete satellitare, aumentare il numero di clienti e sviluppare servizi come la connessione diretta dei telefoni cellulari ai satelliti.
Starship è inoltre il veicolo scelto dalla Nasa per riportare gli astronauti americani sulla Luna nell’ambito del programma Artemis. SpaceX dispone di contratti con l’agenzia spaziale statunitense per circa 4 miliardi di dollari e dovrebbe partecipare a una missione lunare con equipaggio prevista non prima del 2028.
Per raggiungere l’obiettivo, però, la società dovrà dimostrare di poter effettuare numerosi lanci consecutivi, rifornire il veicolo nello spazio e garantire livelli di affidabilità compatibili con il trasporto di esseri umani.
A più lungo termine, Musk immagina di utilizzare Starship per raggiungere Marte e persino per trasportare nello spazio infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale, compresi grandi data center orbitanti.
Il mercato scommette su tecnologie ancora da dimostrare
È proprio qui che si trova il principale elemento di rischio per gli investitori. Secondo Adam Jonas, le prospettive di SpaceX dipendono da tecnologie che non sono ancora state provate su scala commerciale: la piena riutilizzabilità di Starship, migliaia di lanci ogni anno, i data center nello spazio, la connessione satellitare diretta ai telefoni e la costruzione di grandi infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
Nel 2025 l’intera industria spaziale mondiale ha effettuato circa 330 missioni, oltre la metà delle quali realizzate da SpaceX. Per raggiungere i propri obiettivi, la società dovrebbe moltiplicare ulteriormente un’attività che già oggi non ha confronti.
Jonas continua comunque a raccomandare l’acquisto delle azioni SpaceX, con un target price di 300 dollari. Anche Ken Herbert di RBC mantiene un giudizio Buy, con un obiettivo di 225 dollari, e definisce Starship il “volano” dal quale dipende la creazione di valore della società.
La possibilità di mettere in orbita carichi molto più grandi a costi radicalmente inferiori aprirebbe mercati che oggi non esistono o sono economicamente impraticabili.
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