Il tech è ripartito, record in borsa

Ieri a Wall Street è stata la miglior seduta da inizio agosto. LS&P500ha chiuso in rialzo dell’1,5%, Nasdaq +2,2%. Indice SOX dell’industria dei semiconduttori +3%. Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in rialzo, future del Dax di Francoforte +0,2%.
Alibaba ha presentato quello che definisce il chip per l'intelligenza artificiale più potente della Cina, il Zhenwu V900, con prestazioni triple rispetto al predecessore: con questo prodotto, la società punta a competere con Nvidia e a sostenere l'espansione dei data center del gruppo
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Le ultime meraviglie sull’intelligenza artificiale, insieme ad una positiva evoluzione dello scenario geo strategico, stanno ridando spinta alle borse. Stanno salendo di più le piazze azionarie a forte contenuto di alta tecnologia, quelle meno esposte ad un andamento del ciclo economico, che comunque, almeno negli Stati Uniti, non dà segni di moderazione. I tassi di mercato, leggermente scesi, soprattutto per effetto della flessione dei prezzi del petrolio, restano non tanto distanti dai massimi di lunghissimo periodo, ma questo elemento potenzialmente negativo, non sembra infastidire il toro.
Ieri a Wall Street è stata la miglior seduta da inizio agosto. L’S&P500 ha chiuso in rialzo dell’1,5%, Nasdaq +2,2%. Indice SOX dell’industria dei semiconduttori +4,3%. Indice Bloomberg Magnificent Seven +3,3%, nuovo massimo storico.
LA MUSA DEL TORO
Meta Platforms ha chiuso in rialzo di oltre il 13%.
Muse, il nuovo assistente di intelligenza artificiale della società, è balzato in cima alle classifiche delle app più scaricate: dal lancio dell'8 settembre ha raccolto oltre 902mila download in sei giorni, più dei 773mila della precedente Meta AI nello stesso arco di tempo, secondo Abe Yousef, analista di Sensor Tower. Da lunedì è la app gratuita più scaricata su App Store e Google Play negli Stati Uniti. Muse è disponibile anche dentro WhatsApp, quindi la base d'uso reale potrebbe essere più ampia.
A differenza di Meta AI, pensata per immagini e video brevi, Muse permette di creare agenti personalizzati che navigano il web per svolgere compiti al posto dell'utente, attingendo ai contenuti social di Facebook e Instagram e collegandosi a Gmail, calendari Apple e Google, OpenTable e altri siti. L'uso base è gratuito, con abbonamenti da 20 o 100 dollari al mese per più token settimanali.
Il successo iniziale sembra dare ragione alla scommessa dell'amministratore delegato Mark Zuckerberg su assistenti IA personalizzati, dopo miliardi investiti in data center e ricerca. Per gli analisti di Evercore ISI, guidati da Mark Mahaney, si tratta di "un segno molto concreto di innovazione di prodotto riuscita”.
Il CHIP PIU’ POTENTE DELLA CINA
Alibaba ha presentato quello che definisce il chip per l'intelligenza artificiale più potente della Cina, il Zhenwu V900, con prestazioni triple rispetto al predecessore: con questo prodotto, la società punta a competere con Nvidia e a sostenere l'espansione dei data center del gruppo. Sviluppato dalla divisione T-Head, può essere collegato in cluster fino a 500mila unità per addestrare modelli di frontiera, ha detto l'amministratore delegato Eddie Wu, che ha fissato l'obiettivo di 20 gigawatt di capacità globale per il cloud entro il 2032.
Alla borsa di Hong Kong, Alibaba ha guadagnato oltre il 5%. Tencent più del 7%. Il gruppo cinese fondato da Jack Ma, che investirà oltre 53 miliardi di dollari in tre anni sull'IA, sviluppa ora anche un modello da 5-10 mila miliardi di parametri, molto più grande della media.
L'evento precede il vertice tra Trump e Xi Jinping, con l'IA tra i temi principali: Washington accusa Alibaba di aver attinto illecitamente a modelli americani, accusa respinta da Pechino.
TRUMP- XI JINPING
Il vertice interessa per ciò che rivela, più che per quel che sarà deciso. “Le due maggiori economie del mondo non arrivano al tavolo soltanto con interessi geopolitici diversi, ma con squilibri macroeconomici quasi opposti. Gli Stati Uniti hanno una domanda interna ancora resiliente e un'inflazione tornata a salire; la Cina, una produzione e un export forti e una domanda interna ancora debole”, commenta Giacomo Calef, co-fondatore, Rheos Partners
Negli Stati Uniti la domanda interna regge. L'inflazione è risalita al 3,4%, spinta soprattutto dall'energia: la benzina è aumentata del 27,4% in un anno, mentre l'inflazione core si ferma al 2,4%. Lo shock energetico ha riacceso la pressione sui prezzi mentre domanda ed economia restavano resilienti, e la Fed è tornata ad alzare i tassi per la prima volta da oltre tre anni. Il problema di Washington è evitare che commercio, energia e tariffe alimentino ancora i prezzi, senza frenare una crescita che non accelera.
La Cina ha il problema opposto, produce come un'economia in espansione e consuma come un'economia in difesa. La capacità industriale non si trasforma in reddito e fiducia delle famiglie: il problema di Pechino è trovare fuori dai confini lo sbocco che la domanda interna non offre.
Per questo, per entrambi, il commercio è diventato parte dell'aggiustamento economico interno, Washington cerca un riequilibrio che non importi altra inflazione, Pechino uno sbocco per ciò che produce. Sono concorrenti che dipendono dalla stabilità della stessa relazione.
In Asia Pacifico, le borse della Cina guadagnano tra lo 0,3% e lo 0,4%. Nel corso della notte, il Taiex di Taipei ha toccato il massimo della storia. In lieve ribasso la borsa dell’India.
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in rialzo, future del Dax di Francoforte +0,2%.
STRATEGIE DI INVESTIMENTO IN BORSA
Tom O'Hara, Investment Director European Equities di GAM, considera "l'attuale stagione degli utili un'opportunità". per cui, la relativa debolezza delle borsa nelle ultime settimane non deve intimorire. A far scendere i prezzi sarebbero state le vendite forzate di fondi speculativi e investitori di breve periodo, non i conti delle imprese. O'Hara dice di puntare sui titoli scesi di prezzi, nonostante stime di utili in miglioramento, sul segmento dell'intelligenza artificiale e società colpite dalle nuove tensioni con l'Iran. Portafoglio invariato sul tema "HALO" (Heavy Assets, Low Obsolescence), sovranità e sicurezza: IA, difesa, energia, semiconduttori, banche), perché "la volatilità di breve termine non modifica il caso fondamentale". Rischio principale: il conflitto in Medio Oriente, per l'effetto su petrolio e inflazione.
PETROLIO E MEDIO ORIENTE
Il greggio tipo Brent è in rialzo dell’1%.
L'amministrazione di Donald Trump ha proposto di investire 5 miliardi di dollari in un nuovo fondo destinato ad aiutare i Paesi del Medio Oriente a ricostruire le infrastrutture energetiche danneggiate durante il conflitto con l'Iran e a ridurre la loro dipendenza dallo Stretto di Hormuz per il trasporto di petrolio e gas. Lo riporta il Wall Street Journal.
L'iniziativa rappresenta un riconoscimento implicito del fatto che il conflitto, in corso da sette mesi, ha destabilizzato il mercato energetico globale e distrutto oleodotti e raffinerie della regione.
INFLAZIONE E TASSI
Il presidente della Federal Reserve Bank di St. Louis, Alberto Musalem, ha dichiarato che potrebbero essere necessari ulteriori rialzi dei tassi di interesse per raggiungere l’obiettivo di inflazione della banca centrale, aggiungendo che la politica monetaria potrebbe continuare a stimolare l'economia anche dopo l'aumento di questo mese.
"Sia la domanda persistente che le dinamiche ricorrenti dell'offerta continuano a mantenere elevati i rischi legati all'inflazione; ritengo che, in assenza di ulteriori misure restrittive per contenere l'inflazione, sia più probabile che questa si attesti ben al di sopra del nostro obiettivo del 2% tra 18 mesi, piuttosto che in linea con tale target", ha affermato in un'intervista alla Reuters.
Musalem, che quest'anno non ha diritto di voto sulle decisioni di politica monetaria, ha affermato che sarebbe "meno traumatico" alzare i tassi di interesse prima e in modo graduale, piuttosto che ricorrere a interventi più drastici in una fase successiva.
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