In arrivo un maxi-premio del 25,96% con il certificate sui giganti di Piazza Affari

Il certificate di Barclays con Isin XS3184489220 su Unicredit, STMicroelectronics, Saipem e Campari staccherà un maxi-premio del 25,96% euro (al prezzo di oggi di 104 euro) il prossimo 13 ottobre se nessuno dei sottostanti avrà perso oltre il 70% dal livello iniziale. Una condizione fattibile visto che manca un giorno alla data di valutazione di giovedì 8 ottobre. Basterà comprare il prodotto entro il 12 ottobre per avere diritto al "cedolone" e mantenerlo il giorno successivo.
Dal 15 marzo 2027 si passa poi a premi trimestrali con memoria di 1 euro (4 euro in un annuo), se nessuno dei sottostanti sarà crollato alle date di valutazione del 45% dal livello iniziale. Sono in totale 19 le cedole trimestrali offerte dal prodotto, pari a 19 euro di premi, oltre alla maxicedola iniziale di 27 euro. Comprando oggi il certificate a 104 euro il potenziale rendimento a scadenza è del 40,38%, pari all’8,18% annualizzato.
Dopo nove mesi di vita è prevista la possibilità di rimborso anticipato a 100 euro con barriere decrescenti, dello 0,50% ogni tre mesi, dal 100% del livello iniziale alla prima data di valutazione, fino al 92% finale. In caso di rimborso già il 14 giugno 2027, l’investitore riceverà il maxi-premio di 27 euro e due cedole trimestrali di 1 euro. Comprando il prodotto oggi a 104 euro, il rendimento al momento dell’autocall (tra 8,21 mesi) raggiunge il 24,04%, pari a un ritorno annualizzato del 35,12%.
Scadenza naturale tra poco meno di cinque anni (15 settembre 2031) con protezione del capitale fino a cali del 45% dei sottostanti dal valore iniziale.
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Possibile maxicedola per chi compra entro il 12 ottobre
La forza del certificate di Barclays con Isin XS3184489220 è legata all’elevato rendimento, a una barriera molto bassa e all’efficienza fiscale, ovvero la possibilità di utilizzare il maxi-premio del 25,96% per compensare eventuali minusvalenze in portafoglio (recupero fiscale del 6,75%).
I 27 euro di maxicedola sui 104 euro di acquisto oggi sono pari a un ritorno del 25,96%. La condizione per lo stacco del “cedolone” dovrebbe essere soddisfatta senza grossi problemi, ovvero nessuno dei sottostanti (STMicroelectronics, Sandisk e Super Micro Computer) dovrà crollare in Borsa, entro domani, del 70% dal livello iniziale (domani 8 ottobre è la data di valutazione).
Per incassare il maxi-premio l’investitore dovrà avere inserito il certificate nel proprio portafoglio entro il 12 ottobre e mantenerlo il giorno successivo (il 13 ottobre è la data di stacco).
Al momento, tre su quattro sottostanti si trovano oltre il livello iniziale: STMicroelectronics è già volata del +22,2%, Saipem segna un rialzo del +6,4% e Campari del +1,1%, mentre Unicredit (worst of) è in calo del 5,4% dal valore iniziale. Di seguito la tabella che mostra i principali livelli di riferimento del certificate:
Un maxi-premio, tre idee di investimento
Sono tre le soluzioni di investimento offerte dal certificate di Barclays con Isin XS3184489220 e che ogni investitore dovrà valutare da solo o con il proprio consulente.
- COMPENSAZIONE. La prima è quella di compensare eventuali minusvalenze in portafoglio quindi vendere il certificate non appena ha staccato la maxicedola. Essendo le cedole dei certificate considerate “redditi diversi”, si prestano a compensare eventuali perdite fiscali entro un periodo massimo di quattro anni dalla loro realizzazione. Acquistando il certificate oggi a 104 euro, il 26% di compensazione su un premio del 25,96%, è pari a un recupero “fiscale” del 6,75%, ovviamente si tratta di tasse già pagate per cui si chiede il rimborso a fronte delle minusvalenze registrate ma che, senza una compensazione con plusvalenze da redditi diversi vanno spesso perse.
- CESSIONE PRIMA DELLA SCADENZA. La secondo strategia, più di lungo termine, è quella classica che ci si gioca con i certificate dotati di maxicedola: incassare il maxi-premio e se il prezzo del prodotto (sceso dopo lo stacco del cedolone) dovesse riportarsi sopra al prezzo di carico più il valore della maxicedola incassata e l’eventuale beneficio fiscale, l’investitore si troverà in una posizione di guadagno. Ad aiutare il certificate a portarsi vicino al valore nominale di 100, prima della scadenza, è il meccanismo di autocall dopo nove mesi di vita, per cui il prodotto verrà rimborsato in anticipo a 100 euro alle date di valutazione a partire da quella del 14 giugno 2027, se quel giorno tutti e quattro i sottostanti chiuderanno con quotazioni superiori ai valori iniziali. La possibilità del rimborso anticipato si ripresenterà ogni trimestre successivo con barriera decrescente, dello 0,5% al trimestre fino al 92% del livello iniziale dei sottostanti. Tanto prima dovesse scattare l’autocall o la cessione sopra il valore di carico, tanto più alto sarebbe il rendimento medio annuo del prodotto. Ad esempio, in caso di rimborso già il 14 giugno 2027, chi compra oggi il certificate a 104 euro chiuderebbe l’investimento fra poco più di otto mesi (8,21 mesi) con 27 euro di maxicedola e 2 euro di premi trimestrali meno 4 euro di capital loss (100-104 euro di acquisto), in totale 25 euro. Il rendimento in 8,21 mesi sarebbe del 24,04%, pari a un ritorno annualizzato del 35,12% (24,04%/8,21mesi*12mesi). Ovviamente la probabilità di far scattare l'autocall dipenderà dal movimento dei sottostanti se saranno in grado di portarsi sopra alla barriera di rimborso anticipato.
- SCADENZA. L'ultima strategia, la più paziente è quella di aspettare la scadenza tra poco meno di cinque anni (15 settembre 2031). In quel caso non si punta a un rialzo dei sottostanti ma si aspetta che passi il tempo e che nessuno sfondi la barriera. A scadenza, se nessuno dei sottostanti avrà perso il 45% dal livello iniziale, il certificate verrà rimborsato a 100 euro e avrà staccato tutti i premi, grazie all'effetto memoria. Il guadagno per l'investitore che compra oggi a 104 euro sarebbe pari a 27 euro di maxicedola in arrivo più 19 cedole da 1 euro meno 4 euro di capital loss (100-104 euro di acquisto), in tutto 42 euro su 104 di acquisto pari a un rendimento del 40,38% che spalmato sui 4,94 anni di vita rimanenti del prodotto arriviamo all’8,18% annualizzato.
Premi trimestrali con memoria di 1 euro
Una volta staccato il maxi-premio, dal 15 marzo 2027 l’Isin XS3184489220 pagherà premi trimestrali con memoria dell’1% del nominale (100 euro), condizionati al rispetto di una barriera al 55%, il che vuole dire che sono ammessi ribassi del peggiore dei sottostanti fino a un massimo del 45% del livello iniziale.
Nel caso in cui, a una data di osservazione, anche solo uno dei sottostanti quotasse al di sotto della barriera, il premio non verrà pagato, ma resterà in pancia al prodotto e, grazie all’effetto memoria, verrà corrisposto (insieme alle altre cedole trattenute in memoria) alla prima data di valutazione successiva, in cui il peggiore dei sottostanti sarà tornato sopra la barriera.
Quindi, basterà che nessun sottostante si trovi sotto la barriera all’ultima data di osservazione (15 settembre 2031) per avere la certezza di incassare tutte le 19 cedole trimestrali previste e chiudere l’investimento con 46 euro di premi (contando anche il maxi-premio iniziale di 27 euro). Acquistando il certificato oggi a 104 euro, il rendimento totale è del 40,38% in poco meno di cinque anni (4,94 anni), pari a un ritorno annualizzato dell’8,18%.
Ecco il conto: 27 euro di maxi-premio più 19 euro di premi trimestrali (19 cedole da 1 euro) meno 4 euro di capital loss (differenza tra 100 euro di rimborso e il prezzo attuale di 104 euro), il risultato è 42 euro. Poi dividiamo questo numero per il prezzo di acquisto (usiamo quello attuale) di 104 euro e arriviamo a un rendimento da qui alla scadenza (15 settembre 2031) del 40,38%. Ora annualizziamo il rendimento per capire, all'anno, quanto rende il certificate e confrontarlo con gli altri prodotti sul mercato della stessa tipologia: dividiamo 40,38% per 4,94 (anni di vita residui del prodotto) e arriviamo a un ritorno dell’8,18% annualizzato.
La forza di questo prodotto rimane la probabilità del rimborso anticipato che fa lievitare il rendimento o l’uso efficiente delle maxicedole per compensare le minusvalenze.
Due scenari possibili alla scadenza finale
Qualora durante la vita del certificate non si verificasse il rimborso anticipato, alla scadenza naturale del 15 settembre 2031 gli investitori si troveranno di fronte a due scenari distinti, direttamente legati all’andamento dei sottostanti. La barriera di protezione del capitale è fissata al 55% del valore iniziale e viene osservata unicamente alla scadenza, offrendo protezione contro ribassi fino al 45% dei sottostanti dal livello iniziale.
Nel primo scenario, se alla data di valutazione finale (15 settembre 2031), il peggiore tra i sottostanti si manterrà al di sopra o uguale alla barriera (55%), il certificate verrà rimborsato al valore nominale di 100 euro. A questo importo si sommeranno l’ultima cedola di 1 euro e gli eventuali premi non pagati e trattenuti nella memoria, per un totale di 46 euro. Considerato il prezzo di acquisto di 104 euro, il rendimento complessivo raggiungerebbe il 40,38% in un orizzonte temporale di 4,94 anni (8,18% annualizzato).
Nel secondo scenario, se anche solo uno dei sottostanti a scadenza sarà sceso sotto la barriera (55%), il rimborso del capitale sarebbe commisurato alla performance del titolo peggiore. A questo valore dobbiamo però aggiungere eventuali cedole staccate durante la vita del certificate, che andrebbero così a compensare la perdita sul capitale. Per fare il calcolo esatto, ad oggi impossibile, dovremmo sapere l'ammontare dei premi distribuito.
Attualmente, i sottostanti mostrano un margine di sicurezza rispetto alla barriera: Unicredit è distante il 41,8%, STMicroelectronics il 55%, Saipem il 48,3% e Campari il 45,6%, rafforzando le probabilità di uno scenario favorevole a scadenza.
I quattro protagonisti del paniere
UniCredit — Bancario
UniCredit è uno dei principali gruppi bancari europei, con una presenza rilevante in Italia, Germania e nell’Europa centro-orientale. Nel secondo trimestre 2026 ha registrato un utile netto di 2,9 miliardi di euro, portando il risultato del primo semestre a 6,3 miliardi, con RoTE al 23,7% e CET1 ratio al 14,3%. Il dossier centrale resta Commerzbank: dopo l’offerta volontaria, UniCredit ha portato la propria posizione complessiva al 47,59% del capitale, pari potenzialmente al 49,65% dei diritti di voto, mentre a settembre il CdA ha deliberato l’aumento di capitale funzionale all’operazione. La BCE ha inoltre autorizzato l’applicazione del Danish Compromise, con un beneficio stimato di circa 52 punti base sul CET1. I driver principali restano redditività, distribuzioni agli azionisti, solidità patrimoniale e possibile consolidamento bancario europeo.
STMicroelectronics — Semiconduttori
STMicroelectronics è uno dei principali gruppi europei dei semiconduttori, con una presenza rilevante nei segmenti automotive, industriale, power electronics, sensori e connettività. Nel secondo trimestre 2026 ha registrato ricavi per 3,49 miliardi di dollari, in crescita del 26% annuo, con margine lordo al 34,8% e utile netto di 222 milioni; per il terzo trimestre la guidance indica ricavi per circa 3,70 miliardi e margine lordo al 37%. Il gruppo ha alzato l’ambizione sui ricavi Data Center a oltre 1 miliardo nel 2026 e ben oltre 2 miliardi nel 2027, mentre a settembre ha presentato un nuovo centro R&D Digital Twin in Lombardia. I driver principali restano la crescita dell’AI infrastructure, la ripresa della domanda automotive e industriale, la normalizzazione delle scorte e il recupero dei margini.
Saipem — Ingegneria e servizi per l’energia
Saipem è uno dei principali operatori globali nell’ingegneria e nella realizzazione di grandi progetti energetici offshore e onshore. Nel primo semestre 2026 ha registrato ricavi per 7,35 miliardi di euro, EBITDA adjusted di 836 milioni e nuovi ordini per 5,7 miliardi, con una posizione finanziaria pre-IFRS 16 positiva per oltre 1 miliardo. A settembre il gruppo si è aggiudicato un nuovo contratto offshore in Angola da circa 350 milioni di dollari e ha completato la cessione delle attività di shallow-water drilling in Arabia Saudita ad ADES, focalizzando maggiormente il portafoglio sui segmenti deepwater e harsh-environment. Il principale dossier strategico resta la fusione con Subsea7, mentre i driver sono backlog, investimenti offshore, generazione di cassa e domanda legata alla sicurezza energetica.
Campari — Spirits e bevande premium
Campari è uno dei principali gruppi globali nel settore degli spirits premium, con un portafoglio che comprende Aperol, Campari, Espolòn, Wild Turkey, Courvoisier e Grand Marnier. Nel primo semestre 2026 ha registrato vendite nette per 1,51 miliardi di euro, in crescita organica del 2,7%, con EBIT adjusted a 358 milioni, +8,5% organico, EBITDA adjusted a 430 milioni e utile netto adjusted a 226 milioni. Il gruppo ha confermato una crescita organica delle vendite di circa il 3% per l’intero esercizio e ha migliorato le attese sulla marginalità. Sul fronte strategico prosegue la razionalizzazione del portafoglio, dopo la cessione di Averna e Zedda Piras e con ulteriori asset non core in fase di dismissione; a giugno Campari ha inoltre rifinanziato il debito con un bond da 600 milioni. I driver principali restano la crescita di Aperol ed Espolòn, il mix premium, la disciplina sui costi, l’impatto di dazi e cambi e la capacità di ridurre la leva finanziaria.
Attenzione: Il Certificate XS3184489220 è soggetto ad un livello di rischio pari a 5 su una scala da 1 a 7.
Ricordiamo che investire in certificati espone l’investitore al rischio fallimento dell’emittente e a quello di azzeramento di un sottostante, casi che possono comportare la perdita dell’intero investimento.
Barclays Bank Plc gode di un buon rating: I potenziali rendimenti indicati sono sempre al lordo della tassazione.
Prima di ogni investimento leggere sempre tutti i documenti scaricabili dalla pagina del prodotto dell’emittente.
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