In arrivo un maxi-premio del 27% con il certificate sui titoli italiani

Il certificate di Barclays con Isin XS3344985737 su BPER Banca, Banca MPS, Stmicroelectronics e Saipem staccherà un maxi-premio del 27% euro (al prezzo di oggi di 100 euro) il prossimo 26 maggio se nessuno dei sottostanti avrà perso oltre il 70% dal livello iniziale. Una condizione fattibile visto che mancano solo tre giorni alla data di valutazione. Basterà comprare il prodotto entro il 25 maggio per avere diritto al "cedolone" e mantenerlo il giorno successivo.
Si passa poi a premi trimestrali con memoria di 1 euro (4 euro in un annuo), se nessuno dei sottostanti sarà crollato alle date di valutazione del 45% dal livello iniziale.
Dopo nove mesi di vita è prevista la possibilità di rimborso anticipato a 100 euro con barriere decrescenti, dello 0,50% ogni tre mesi, dal 100% del livello iniziale alla prima data di valutazione, fino al 92% finale. In caso di rimborso già il 29 gennaio 2027, l’investitore riceverà il maxi-premio di 27 euro, una cedola trimestrale di 1 euro (la prima il 30 ottobre). Comprando il prodotto oggi a 100 euro, il rendimento al momento dell’autocall (tra 8,37 mesi) raggiunge il 28%, pari a un ritorno annualizzato del 40,14%.
Scadenza naturale tra poco meno di cinque anni (30 dicembre 2031) con protezione del capitale fino a cali del 45% dei sottostanti dal valore iniziale.
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Maxicedola di 27 euro per chi compra entro il 25 maggio
La forza del certificate di Barclays con ISIN XS3344985737 è legata all’elevato rendimento, a una barriera molto bassa e all’efficienza fiscale, ovvero la possibilità di utilizzare il maxi-premio del 27% per compensare eventuali minusvalenze in portafoglio (recupero fiscale del 7,02%).
I 27 euro di maxicedola sui 100 euro di acquisto oggi sono pari a un ritorno del 27%. La condizione per lo stacco del “cedolone” dovrebbe essere soddisfatta senza grossi problemi, ovvero nessuno dei sottostanti (BPER Banca, Banca MPS, STMicroelectronics e Saipem) dovrà crollare, nei prossimi tre giorni di Borsa aperta, del 70% dal livello iniziale (il 21 maggio è la data di valutazione).
Per incassare il maxi-premio l’investitore dovrà avere inserito il certificate nel proprio portafoglio entro il 25 maggio e mantenerlo il giorno successivo (il 26 maggio è la data di stacco).
Al momento, un sottostante su quattro si trova oltre il livello iniziale: STMicroelectronics +15,4%, Saipem -0,1%, Banca MPS -6,2%, BPER Banca -8,5% (worst-of) . Di seguito la tabella che mostra i principali livelli di riferimento del certificate:
Un maxi-premio, tre idee di investimento
Sono tre le soluzioni di investimento offerte dal certificate di Barclays con ISIN XS3344985737 e che ogni investitore dovrà valutare da solo o con il proprio consulente.
- COMPENSAZIONE. La prima è quella di compensare eventuali minusvalenze in portafoglio quindi vendere il certificate non appena ha staccato la maxicedola. Essendo le cedole dei certificate considerate “redditi diversi”, si prestano a compensare eventuali perdite fiscali entro un periodo massimo di quattro anni dalla loro realizzazione. Il 26% di compensazione su un premio del 27%, è pari a un recupero “fiscale” del 7,02%, ovviamente si tratta di tasse già pagate per cui si chiede il rimborso a fronte delle minusvalenze registrate ma che, senza una compensazione con plusvalenze da redditi diversi vanno spesso perse.
- CESSIONE PRIMA DELLA SCADENZA. La secondo strategia, più di lungo termine, è quella classica che ci si gioca con i certificate dotati di maxicedola: incassare il maxi-premio e se il prezzo del prodotto (sceso dopo lo stacco del cedolone) dovesse riportarsi sopra al prezzo di carico più il valore della maxicedola incassata e l’eventuale beneficio fiscale, l’investitore si troverà in una posizione di guadagno. Ad aiutare il certificate a portarsi vicino al valore nominale di 100, prima della scadenza, è il meccanismo di autocall, per cui il prodotto verrà rimborsato in anticipo a 100 euro alle date di valutazione a partire da quella del 29 gennaio 2027, se quel giorno tutti e quattro i sottostanti chiuderanno con quotazioni superiori ai valori iniziali. La possibilità del rimborso anticipato si ripresenterà ogni trimestre successivo con barriera decrescente, dello 0,5% al trimestre fino al 92% del livello iniziale. Tanto prima dovesse scattare l’autocall o la cessione sopra il valore di carico, tanto più alto sarebbe il rendimento medio annuo del prodotto. Ad esempio, in caso di rimborso già il 29 gennaio 2027, chi compra oggi il certificate a 100 euro chiuderebbe l’investimento fra meno di nove mesi con 27 euro di maxicedola e 1 euro di premio trimestrale. Il rendimento in 8,37 mesi sarebbe del 28%, pari a un ritorno annualizzato del 40,14% (28%/8,37mesi*12mesi). Ovviamente la probabilità di far scattare l'autocall dipenderà dal movimento dei sottostanti se saranno in grado di portarsi sopra alla barriera di rimborso anticipato.
- SCADENZA. L'ultima strategia, la più paziente è quella di aspettare la scadenza tra poco meno di cinque anni (30 aprile 2031). In quel caso non si punta a un rialzo dei sottostanti ma si aspetta che passi il tempo e che nessuno sfondi la barriera. A scadenza, se nessuno dei sottostanti avrà perso il 45% dal livello iniziale, il certificate verrà rimborsato a 100 euro e avrà staccato tutti i premi, grazie all'effetto memoria. Il guadagno per l'investitore sarebbe pari 27 euro di maxicedola in arrivo più 19 cedole da un euro, in tutto 46 euro su 100 di acquisto pari a un rendimento del 46% che spalmato sui 4,95 anni rimanenti arriviamo al 9,29% annualizzato.
Premi trimestrali con memoria di 1 euro
Una volta staccato il maxi-premio, questo prodotto pagherà premi trimestrali con memoria dell’1% del nominale (100 euro), condizionate al rispetto di una barriera al 55%, il che vuole dire che sono ammessi ribassi del peggiore dei sottostanti fino a un massimo del 45% del livello iniziale.
Nel caso in cui, a una data di osservazione, anche solo uno dei sottostanti quotasse al di sotto della barriera, il premio non verrà pagato, ma resterà in pancia al prodotto e, grazie all’effetto memoria, verrà corrisposto (insieme alle altre cedole trattenute in memoria) alla prima data di valutazione successiva, in cui il peggiore dei sottostanti sarà tornato sopra la barriera.
Quindi, basterà che nessun sottostante si trovi sotto la barriera all’ultima data di osservazione (30 aprile 2031) per avere la certezza di incassare tutte le 19 cedole trimestrali previste e chiudere l’investimento con 46 euro di premi (contando anche il maxi-premio di 27 euro). Acquistando il certificato oggi a 100 euro, il rendimento totale è del 46% in poco meno di cinque anni (4,95 anni), pari a un ritorno annualizzato del 9,29%.
Ecco il conto: 46 euro di premi (19 euro di cedole trimestrali più 27 euro di maxi-premio) poi dividiamo questo numero per il prezzo di acquisto (usiamo quello attuale) di 100 euro e arriviamo a un rendimento da qui alla scadenza (30 aprile 2031) del 46%. Ora annualizziamo il rendimento per capire, all'anno, quanto rende il certificate e confrontarlo con gli altri prodotti sul mercato della stessa tipologia: dividiamo 46% per 4,95 (anni di vita residui del prodotto) e arriviamo a un ritorno del 9,29% annualizzato.
La forza di questo prodotto rimane la probabilità del rimborso anticipato che fa lievitare il rendimento o l’uso efficiente delle maxicedole per compensare le minusvalenze.
Due scenari possibili alla scadenza finale
Qualora durante la vita del certificate non si verificasse il rimborso anticipato, alla scadenza naturale del 30 aprile 2031 gli investitori si troveranno di fronte a due scenari distinti, direttamente legati all’andamento dei sottostanti. La barriera di protezione del capitale è fissata al 55% del valore iniziale e viene osservata unicamente alla scadenza, offrendo protezione contro ribassi fino al 45% dei sottostanti dal livello iniziale.
Nel primo scenario, se alla data di valutazione finale (30 aprile 2031), il peggiore tra i sottostanti si manterrà al di sopra o uguale alla barriera, il certificate verrà rimborsato al valore nominale di 100 euro. A questo importo si sommeranno l’ultima cedola di 1 euro e gli eventuali premi non pagati e trattenuti nella memoria, per un totale di 46 euro. Considerato il prezzo di acquisto di 100 euro, il rendimento complessivo raggiungerebbe il 46% in un orizzonte temporale di 4,95 anni (9,29% annualizzato).
Nel secondo scenario, se anche solo uno dei sottostanti a scadenza sarà sceso sotto la barriera, il rimborso del capitale sarebbe commisurato alla performance del titolo peggiore. A questo valore dobbiamo però aggiungere eventuali cedole staccate durante la vita del certificate, che andrebbero così a compensare la perdita sul capitale. Per fare il calcolo esatto, ad oggi impossibile, dovremmo sapere l'ammontare dei premi distribuito.
Attualmente, i sottostanti mostrano un margine di sicurezza rispetto alla barriera: BPER Banca è distante il 39,9%, Banca MPS il 41,3%, STMicroelectronics il 52,3% e Saipem il 45%, rafforzando le probabilità di uno scenario favorevole a scadenza.
Tra risiko bancario, AI e transizione energetica
Tra i protagonisti di Piazza Affari in questo 2026 troviamo proprio BPER Banca, Banca MPS, STMicroelectronics e Saipem, i sottostanti del certificate con Isin XS3344985737. I due istituti di credito restano al centro del consolidamento del settore bancario italiano e delle nuove strategie di crescita legate a wealth management e servizi finanziari, mentre STMicroelectronics guida la sfida europea dei semiconduttori per l’intelligenza artificiale e Saipem quella delle grandi infrastrutture energetiche e della transizione low carbon. Quattro gruppi strategici per il mercato italiano, sostenuti da piani industriali focalizzati su crescita, innovazione, efficienza operativa e redditività.
BPER Banca
BPER Banca punta sull’integrazione di Banca Popolare di Sondrio, sulla crescita nell’asset gathering e sull’efficienza operativa per rafforzare il proprio ruolo tra i principali gruppi bancari italiani. La fusione, efficace dal 20 aprile 2026, rappresenta il principale motore strategico del nuovo corso guidato da Gianni Franco Papa.
Nel primo trimestre 2026 il gruppo ha registrato un utile netto ordinario consolidato di 549 milioni di euro, con ricavi core pari a 1,77 miliardi, sostenuti da un margine di interesse di 1,09 miliardi e da commissioni nette per 680,9 milioni. La solidità patrimoniale resta elevata, con CET1 ratio al 14,9% e crediti deteriorati netti all’1,1%.
Il pilastro della strategia resta l’operazione su Popolare di Sondrio, destinata ad aumentare scala, produttività e capacità commerciale. BPER stima sinergie di costo a regime fino a circa 190 milioni annui ante imposte e sinergie di ricavo fino a circa 100 milioni, soprattutto da wealth management, bancassurance e specialty finance.
Sul fronte commerciale la banca continua a spingere su raccolta gestita, bancassurance e credito a famiglie e imprese. A perimetro omogeneo, le commissioni nette sono salite del 5% annuo, con un contributo significativo dai servizi di investimento e dal comparto assicurativo danni e protezione.
BPER prepara ora l’aggiornamento del piano industriale “B:Dynamic | Full Value 2027”, previsto per il 6 agosto 2026, in un contesto segnato da incertezza macroeconomica, tassi ancora importanti per la redditività bancaria e consolidamento del settore. La sfida sarà trasformare l’integrazione di Sondrio in crescita stabile, mantenendo disciplina sui costi e qualità del credito.
Banca MPS
Banca Monte dei Paschi di Siena punta a trasformarsi in uno dei protagonisti del nuovo risiko bancario italiano. Il nuovo Piano Industriale 2026-2030 traccia una strategia di crescita che punta su tecnologia, ricavi commissionali e consolidamento, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento competitivo del gruppo nei prossimi anni.
Il piano, intitolato “Da radici profonde a nuove frontiere – Una forza competitiva di primo piano nel settore bancario”, rappresenta la roadmap con cui la banca senese intende archiviare definitivamente la lunga fase di ristrutturazione successiva al salvataggio pubblico e tornare a giocare un ruolo centrale nel sistema finanziario italiano.
Uno degli elementi chiave della strategia riguarda il consolidamento con Mediobanca, operazione che nelle intenzioni del management potrebbe dare vita a un nuovo polo bancario nazionale con una forte presenza nel wealth management, nel corporate & investment banking e nei servizi ad alto valore aggiunto. La banca stima sinergie complessive per circa 700 milioni di euro, grazie all’integrazione delle piattaforme operative e allo sviluppo di business complementari.
MPS sottolinea nel piano la forza dei marchi coinvolti, definiti “iconici” e riconosciuti dal mercato come sinonimo di affidabilità. Il modello operativo viene descritto come diversificato e resiliente, con un contributo crescente delle attività meno legate al margine di interesse.
Asset gathering, wealth management, corporate & investment banking e private banking dovrebbero arrivare a generare circa il 44% dei ricavi complessivi del gruppo entro il 2030. La banca punta, infatti, a ridurre progressivamente la dipendenza dall’andamento dei tassi d’interesse, aumentando il peso delle commissioni e delle attività di consulenza finanziaria.
Sul fronte tecnologico il gruppo prevede oltre un miliardo di euro di investimenti IT nell’arco del piano. Le risorse saranno destinate allo sviluppo della piattaforma digitale, all’automazione dei processi e all’integrazione dell’intelligenza artificiale nei servizi bancari e nelle attività operative. Il management considera la trasformazione digitale un passaggio centrale per migliorare efficienza, qualità del servizio e capacità commerciale.
Gli obiettivi finanziari indicano un margine di intermediazione in crescita fino a 9,5 miliardi di euro nel 2030, con un tasso medio annuo del 4,6%. Le commissioni sono attese in aumento con un CAGR del 5,6% tra il 2025 e il 2030. Il cost/income ratio dovrebbe scendere dal 46% previsto per il 2025 al 38% a fine piano, mentre l’utile netto adjusted è stimato a 3,7 miliardi nel 2030 dopo i 3,3 miliardi previsti nel 2028.
Anche la redditività è attesa in miglioramento, con un ROTE adjusted previsto al 18% nel 2030. La qualità dell’attivo continuerà a rafforzarsi con un net NPE ratio stimato all’1% entro fine piano.
La banca punta inoltre a mantenere una posizione patrimoniale solida lungo tutto l’orizzonte industriale, con un Cet1 ratio intorno al 16% e un buffer di capitale di circa 3 miliardi di euro, elemento che dovrebbe garantire flessibilità sia per eventuali operazioni straordinarie sia per la remunerazione degli azionisti. Il piano prevede infatti distribuzioni complessive fino a 16 miliardi di euro entro il 2030.
Nel private markets le masse gestite dovrebbero raddoppiare passando da circa 2,5 miliardi nel 2025 a 5 miliardi nel 2030. Per la divisione Corporate & Investment Banking il gruppo prevede un margine di intermediazione vicino a 1,3 miliardi e un utile ante imposte di circa 800 milioni entro fine piano, accompagnati da una crescita degli impieghi da 22 a 27 miliardi di euro.
STMicroelectronics
STMicroelectronics punta sull’intelligenza artificiale, sui data center e sulla transizione elettrica dell’automotive per rilanciare la crescita dopo un 2025 segnato dal rallentamento della domanda industriale e del settore auto. Il gruppo italo-francese dei semiconduttori sta portando avanti un piano di investimenti miliardario che punta a rafforzare la leadership europea nelle tecnologie strategiche, con particolare attenzione ai chip in carburo di silicio, ai sensori e alla fotonica per l’AI.
Nel primo trimestre del 2026 STMicroelectronics ha registrato ricavi per 3,1 miliardi di dollari, con segnali di ripresa in diversi segmenti chiave grazie alla crescita della domanda legata ai data center, alle infrastrutture AI e ai dispositivi elettronici avanzati. Il management guidato da Jean-Marc Chery ha indicato nell’intelligenza artificiale e nelle applicazioni cloud uno dei principali motori di sviluppo dei prossimi anni, con ricavi collegati ai data center attesi oltre i 500 milioni di dollari già nel 2026.
Uno dei pilastri della strategia resta il carburo di silicio (SiC), tecnologia fondamentale per le auto elettriche e per l’efficienza energetica. STM sta investendo sulla produzione di wafer da 200 millimetri e sulla nuova fabbrica di Catania, progetto sostenuto anche dal governo italiano con circa 2 miliardi di euro di incentivi pubblici nell’ambito del rafforzamento della filiera europea dei semiconduttori. L’impianto siciliano dovrebbe entrare progressivamente a regime a partire dal 2026 e rappresenta una delle più importanti iniziative industriali europee nel settore dei chip.
STM sta inoltre accelerando sull’automazione industriale e sull’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi. Il gruppo ha annunciato un ampio programma di riorganizzazione industriale e riduzione dei costi che prevede investimenti nelle tecnologie avanzate, nella manifattura su wafer da 300 millimetri e nella digitalizzazione degli impianti europei. Il piano include anche una riduzione dell’organico globale fino a 2.800 uscite volontarie entro il 2027.
Sul fronte strategico STM sta ampliando la presenza nei sensori e nei microcontrollori grazie all’acquisizione del business MEMS di NXP, operazione che rafforza soprattutto il posizionamento nell’automotive e nei sistemi avanzati di assistenza alla guida. Il gruppo lavora inoltre con Nvidia nello sviluppo di piattaforme dedicate alla robotica e ai sistemi di “physical AI”, segmento considerato tra quelli a più elevato potenziale di crescita nei prossimi anni.
Saipem
Saipem punta sull’espansione nell’ingegneria offshore, sulle grandi infrastrutture energetiche e sulla transizione energetica per consolidare la crescita dopo il forte recupero della redditività registrato negli ultimi esercizi. Il gruppo guidato da Alessandro Puliti sta rafforzando il posizionamento nei mercati strategici del Medio Oriente, dell’America Latina e dell’offshore deepwater, con una crescente esposizione ai progetti legati al gas naturale, all’eolico offshore e alle tecnologie low carbon.
Nel primo trimestre del 2026 Saipem ha registrato ricavi per 3,5 miliardi di euro, con un Ebitda adjusted salito a 434 milioni (+24%) e un utile netto di 78 milioni. Il portafoglio ordini si mantiene vicino ai 30 miliardi di euro, sostenuto soprattutto dall’Engineering & Construction offshore e dai grandi contratti internazionali. Il management ha confermato la guidance 2026, che prevede ricavi per circa 15,5 miliardi e un Ebitda vicino a 1,9 miliardi di euro.
Uno dei pilastri della strategia resta l’offshore energetico, segmento in cui Saipem continua a rafforzare la leadership globale grazie alla flotta di navi specializzate e alle competenze nell’EPCI, ossia ingegneria, approvvigionamento, costruzione e installazione. Il gruppo è particolarmente attivo nei grandi progetti offshore in Arabia Saudita, Guyana e Medio Oriente, aree considerate centrali per gli investimenti energetici globali dei prossimi anni.
Saipem sta inoltre accelerando sulla transizione energetica e sulle attività a basse emissioni, con investimenti nell’eolico offshore, nella cattura della CO2, nell’idrogeno e nelle infrastrutture sostenibili. Il piano industriale punta ad aumentare progressivamente il peso delle attività low e zero carbon nel portafoglio ordini, facendo leva sulle competenze tecnologiche maturate nell’oil & gas tradizionale.
Il gruppo continua anche a migliorare la generazione di cassa e la struttura patrimoniale. La posizione finanziaria netta pre-IFRS 16 è tornata ampiamente positiva, superando 1,2 miliardi di euro nel primo trimestre 2026, mentre il free cash flow resta uno degli obiettivi centrali del piano strategico. Dopo gli anni della crisi e della ricapitalizzazione, Saipem punta ora a consolidare margini e redditività in uno scenario caratterizzato da elevati investimenti globali nelle infrastrutture energetiche.
Il parere degli analisti sui quattro sottostanti
Il sentiment degli analisti sui quattro titoli sottostanti si conferma complessivamente positivo, rafforzando ulteriormente le prospettive favorevoli per il prodotto.
BPER Banca è seguita da 15 analisti: di questi, 12 raccomandano l’acquisto (buy), 3 suggeriscono di mantenere la posizione (hold) e nessuno ha un giudizio di vendita (sell). Il target price medio si attesta a 14,03 euro, che implica un potenziale upside del 71% rispetto alla quotazione attuale a Piazza Affari.
Anche su Banca MPS il sentiment si presenta positivo: su 14 analisti che monitorano il titolo, 10 consigliano buy, 4 suggeriscono hold e nessuno dice sell. Il prezzo obiettivo medio è di 10,62 euro, che implica un potenziale di crescita del 28% rispetto ai valori correnti a Piazza Affari.
Quadro simile per STMicroelectronics, coperto da 24 analisti: 15 raccomandano buy, 7 indicano hold e 2 consigliano sell. Il target price medio è pari a 46,88 euro.
Infine, su Saipem, tra i 20 analisti che monitorano il titolo, 14 consigliano buy, 5 suggeriscono hold e 1 sell. Il prezzo obiettivo medio è di 4,71 euro, con un potenziale upside del 3% rispetto alla quotazione attuale a Piazza Affari.
La combinazione tra distanza dalle barriere e prospettive positive degli analisti dovrebbe offrire una cornice di relativa tranquillità per gli investitori che valutano l'acquisto del certificate con Isin XS3344985737.
Attenzione: Il Certificate XS3344985737 è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7.
Ricordiamo che investire in certificati espone l’investitore al rischio fallimento dell’emittente e a quello di azzeramento di un sottostante, casi che possono comportare la perdita dell’intero investimento.
Barclays gode di un buon rating: I potenziali rendimenti indicati sono sempre al lordo della tassazione.
Prima di ogni investimento leggere sempre tutti i documenti scaricabili dalla pagina del prodotto dell’emittente.
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