In arrivo un maxi-premio del 28,57% con il certificate sui giganti del Ftse Mib

Comunicazione Pubblicitaria Certificati
01/09/2026 07:30
In arrivo un maxi-premio del 28,57% con il certificate sui giganti del Ftse Mib

Il certificate di Barclays con Isin XS3183930281 su STMicroelectronics, Banca MPS, Saipem e Amplifon staccherà un maxi-premio del 28,57% euro (al prezzo di oggi di 105 euro) il prossimo 8 settembre se nessuno dei sottostanti avrà perso oltre il 70% dal livello iniziale. Una condizione fattibile visto che mancano due giorni alla data di valutazione di giovedì 3 settembre. Basterà comprare il prodotto entro il 7 settembre per avere diritto al "cedolone" e mantenerlo il giorno successivo.

Si passa poi a premi trimestrali con memoria di 1 euro (4 euro in un annuo), se nessuno dei sottostanti sarà crollato alle date di valutazione del 45% dal livello iniziale.

Dopo nove mesi di vita è prevista la possibilità di rimborso anticipato a 100 euro con barriere decrescenti, dello 0,50% ogni tre mesi, dal 100% del livello iniziale alla prima data di valutazione, fino al 92% finale. In caso di rimborso già il 3 maggio 2027, l’investitore riceverà il maxi-premio di 30 euro e due cedole trimestrali di 1 euro. Comprando il prodotto oggi a 105 euro, il rendimento al momento dell’autocall (tra 8,02 mesi) raggiunge il 25,71%, pari a un ritorno annualizzato del 38,48%.

Scadenza naturale tra poco meno di cinque anni (4 agosto 2031) con protezione del capitale fino a cali del 45% dei sottostanti dal valore iniziale.

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Possibile maxicedola per chi compra entro il 7 settembre

La forza del certificate di Barclays con Isin XS3183930281 è legata all’elevato rendimento, a una barriera molto bassa e all’efficienza fiscale, ovvero la possibilità di utilizzare il maxi-premio del 28,57% per compensare eventuali minusvalenze in portafoglio (recupero fiscale del 7,4282%).

I 30 euro di maxicedola sui 105 euro di acquisto oggi sono pari a un ritorno del 28,57%. La condizione per lo stacco del “cedolone” dovrebbe essere soddisfatta senza grossi problemi, ovvero nessuno dei sottostanti (STMicroelectronics, Banca MPS, Saipem e Amplifon) dovrà crollare, nei prossimi due giorni di Borsa aperta, del 70% dal livello iniziale (il 3 settembre è la data di valutazione).

Per incassare il maxi-premio l’investitore dovrà avere inserito il certificate nel proprio portafoglio entro il 7 settembre e mantenerlo il giorno successivo (l’8 settembre è la data di stacco).

Al momento, un sottostante su quattro si trova oltre il livello iniziale: Saipem segna un rialzo del +7,3%, mentre Amplifon cede il -0,2%, Banca MPS il -1% e STMicroelectronics il -3,7%. Di seguito la tabella che mostra i principali livelli di riferimento del certificate:

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Un maxi-premio, tre idee di investimento

Sono tre le soluzioni di investimento offerte dal certificate di Barclays con Isin XS3183930281 e che ogni investitore dovrà valutare da solo o con il proprio consulente.

  1. COMPENSAZIONE. La prima è quella di compensare eventuali minusvalenze in portafoglio quindi vendere il certificate non appena ha staccato la maxicedola. Essendo le cedole dei certificate considerate “redditi diversi”, si prestano a compensare eventuali perdite fiscali entro un periodo massimo di quattro anni dalla loro realizzazione. Acquistando il certificate oggi a 105 euro, il 26% di compensazione su un premio del 28,57%, è pari a un recupero “fiscale” del 7,4282%, ovviamente si tratta di tasse già pagate per cui si chiede il rimborso a fronte delle minusvalenze registrate ma che, senza una compensazione con plusvalenze da redditi diversi vanno spesso perse.
  2. CESSIONE PRIMA DELLA SCADENZA. La secondo strategia, più di lungo termine, è quella classica che ci si gioca con i certificate dotati di maxicedola: incassare il maxi-premio e se il prezzo del prodotto (sceso dopo lo stacco del cedolone) dovesse riportarsi sopra al prezzo di carico più il valore della maxicedola incassata e l’eventuale beneficio fiscale, l’investitore si troverà in una posizione di guadagno. Ad aiutare il certificate a portarsi vicino al valore nominale di 100, prima della scadenza, è il meccanismo di autocall dopo nove mesi di vita, per cui il prodotto verrà rimborsato in anticipo a 100 euro alle date di valutazione a partire da quella del 3 maggio 2027, se quel giorno tutti e quattro i sottostanti chiuderanno con quotazioni superiori ai valori iniziali. La possibilità del rimborso anticipato si ripresenterà ogni trimestre successivo con barriera decrescente, dello 0,5% al trimestre fino al 92% del livello iniziale dei sottostanti. Tanto prima dovesse scattare l’autocall o la cessione sopra il valore di carico, tanto più alto sarebbe il rendimento medio annuo del prodotto. Ad esempio, in caso di rimborso già il 3 maggio 2027, chi compra oggi il certificate a 105 euro chiuderebbe l’investimento fra poco più di 8 mesi (8,02 mesi) con 30 euro di maxicedola, 2 euro di premi trimestrali e 5 euro di capital loss (100-105 euro di acquisto), in totale 27 euro. Il rendimento in 8,02 mesi sarebbe del 25,71%, pari a unritorno annualizzato del 38,48% (25,71%/8,02mesi*12mesi). Ovviamente la probabilità di far scattare l'autocall dipenderà dal movimento dei sottostanti se saranno in grado di portarsi sopra alla barriera di rimborso anticipato.
  3. SCADENZA. L'ultima strategia, la più paziente è quella di aspettare la scadenza tra poco meno di cinque anni (4 agosto 2031). In quel caso non si punta a un rialzo dei sottostanti ma si aspetta che passi il tempo e che nessuno sfondi la barriera. A scadenza, se nessuno dei sottostanti avrà perso il 45% dal livello iniziale, il certificate verrà rimborsato a 100 euro e avrà staccato tutti i premi, grazie all'effetto memoria. Il guadagno per l'investitore che compra oggi a 105 euro sarebbe pari a 30 euro di maxicedola in arrivo più 19 cedole da 1 euro meno 5 euro di capital loss, in tutto 44 euro su 105 di acquisto pari a un rendimento del 41,90% che spalmato sui 4,92 anni di vita rimanenti del prodotto arriviamo all’8,52% annualizzato.

Premi trimestrali con memoria di 1 euro

Una volta staccato il maxi-premio, l’Isin XS3183930281 pagherà premi trimestrali con memoria dell’1% del nominale (100 euro), condizionati al rispetto di una barriera al 55%, il che vuole dire che sono ammessi ribassi del peggiore dei sottostanti fino a un massimo del 45% del livello iniziale.

Nel caso in cui, a una data di osservazione, anche solo uno dei sottostanti quotasse al di sotto della barriera, il premio non verrà pagato, ma resterà in pancia al prodotto e, grazie all’effetto memoria, verrà corrisposto (insieme alle altre cedole trattenute in memoria) alla prima data di valutazione successiva, in cui il peggiore dei sottostanti sarà tornato sopra la barriera.

Quindi, basterà che nessun sottostante si trovi sotto la barriera all’ultima data di osservazione (4 agosto 2031) per avere la certezza di incassare tutte le 19 cedole trimestrali previste e chiudere l’investimento con 49 euro di premi (contando anche il maxi-premio iniziale di 30 euro). Acquistando il certificato oggi a 105 euro, il rendimento totale è del 41,90% in poco meno di cinque anni (4,92 anni), pari a un ritorno annualizzato dell’8,52%.

Ecco il conto: 49 euro di premi (19 euro di cedole trimestrali più 30 euro di maxi-premio) meno 5 euro di capital loss (differenza tra 100 euro di rimborso e il prezzo attuale di 105 euro), il risultato è 44 euro. Poi dividiamo questo numero per il prezzo di acquisto (usiamo quello attuale) di 105 euro e arriviamo a un rendimento da qui alla scadenza (4 agosto 2031) del 41,9%. Ora annualizziamo il rendimento per capire, all'anno, quanto rende il certificate e confrontarlo con gli altri prodotti sul mercato della stessa tipologia: dividiamo 41,9% per 4,92 (anni di vita residui del prodotto) e arriviamo a un ritorno dell’8,52% annualizzato.

La forza di questo prodotto rimane la probabilità del rimborso anticipato che fa lievitare il rendimento o l’uso efficiente delle maxicedole per compensare le minusvalenze.

Due scenari possibili alla scadenza finale

Qualora durante la vita del certificate con Isin XS3183930281 non si verificasse il rimborso anticipato, alla scadenza naturale del 4 agosto 2031 gli investitori si troveranno di fronte a due scenari distinti, direttamente legati all’andamento dei sottostanti. La barriera di protezione del capitale è fissata al 55% del valore iniziale e viene osservata unicamente alla scadenza, offrendo protezione contro ribassi fino al 45% dei sottostanti dal livello iniziale.

Nel primo scenario, se alla data di valutazione finale (4 agosto 2031), il peggiore tra i sottostanti si manterrà al di sopra o uguale alla barriera (55%), il certificate verrà rimborsato al valore nominale di 100 euro. A questo importo si sommeranno l’ultima cedola di 1 euro e gli eventuali premi non pagati e trattenuti nella memoria, per un totale di 49 euro. Considerato il prezzo di acquisto di 105 euro, il rendimento complessivo raggiungerebbe il 41,90% in un orizzonte temporale di 4,92 anni (8,52% annualizzato).

Nel secondo scenario, se anche solo uno dei sottostanti a scadenza sarà sceso sotto la barriera (55%), il rimborso del capitale sarebbe commisurato alla performance del titolo peggiore. A questo valore dobbiamo però aggiungere eventuali cedole staccate durante la vita del certificate, che andrebbero così a compensare la perdita sul capitale. Per fare il calcolo esatto, ad oggi impossibile, dovremmo sapere l'ammontare dei premi distribuito.

Attualmente, i sottostanti mostrano un margine di sicurezza rispetto alla barriera: STMicroelectronics è distante il 41,1%, Banca MPS il +%, Saipem il +% e Amplifon il +%, rafforzando le probabilità di uno scenario favorevole a scadenza.

I quattro protagonisti del paniere

STMicroelectronics – Semiconduttori

STMicroelectronics è uno dei principali gruppi europei dei semiconduttori, con una presenza rilevante nei segmenti automotive, industria, power electronics, sensori e connettività. Nel secondo trimestre 2026 ha registrato ricavi per 3,49 miliardi di dollari, in crescita del 26% annuo, con margine lordo al 34,8%, utile operativo di 187 milioni e utile netto di 222 milioni; per il terzo trimestre la guidance indica ricavi per circa 3,70 miliardi e margine lordo al 37%. Sul fronte strategico, il gruppo sta rafforzando l'esposizione ai data center e all'AI e porta avanti l'integrazione delle attività MEMS acquisite da NXP, mentre a giugno ha collocato 1,5 miliardi di dollari di bond convertibili. I driver principali restano la ripresa della domanda automotive e industriale, la normalizzazione delle scorte, il recupero dei margini e la crescita delle applicazioni legate all'intelligenza artificiale.

Banca Monte dei Paschi di Siena – Settore bancario

Banca MPS è uno dei principali gruppi bancari italiani e, dopo il lungo percorso di ristrutturazione e rafforzamento patrimoniale, è diventata uno dei protagonisti del consolidamento del settore. Il gruppo ha pubblicato il 7 agosto i risultati del primo semestre 2026, confermando una solida redditività e un'elevata dotazione di capitale. Il dossier strategico resta soprattutto quello delle aggregazioni bancarie: dopo l'operazione su Mediobanca, MPS si trova al centro di un quadro di consolidamento particolarmente dinamico, con diverse ipotesi e iniziative societarie emerse nel corso del 2026. I driver del titolo sono quindi la generazione di capitale, la dinamica del margine d'interesse e delle commissioni, le distribuzioni agli azionisti e soprattutto l'evoluzione delle operazioni straordinarie, che possono modificare significativamente dimensioni e profilo del gruppo.

Saipem – Ingegneria e servizi per l'energia

Saipem è uno dei principali operatori mondiali nell'ingegneria e nella realizzazione di grandi progetti energetici offshore e onshore, con attività anche nel drilling e nelle infrastrutture. Nel primo semestre 2026 ha registrato ricavi per 7,35 miliardi di euro, in crescita dell'1,9%, EBITDA adjusted di 836 milioni, +9,4%, e nuovi ordini per 5,7 miliardi; la posizione finanziaria pre-IFRS 16 presentava inoltre cassa netta per oltre 1 miliardo. Il principale dossier resta la fusione con Subsea7, destinata a creare un operatore di scala globale nei servizi offshore: negli Stati Uniti è terminato il periodo di attesa previsto dalla normativa antitrust, mentre restano necessarie alcune autorizzazioni regolamentari in altre giurisdizioni. I driver principali sono il portafoglio ordini, gli investimenti offshore di oil major e NOC, la generazione di cassa, l'impatto delle tensioni in Medio Oriente e l'esecuzione della fusione con Subsea7.

Amplifon – Hearing care

Amplifon è il leader globale nel retail specializzato nell'hearing care, con una rete internazionale dedicata alla distribuzione e personalizzazione di soluzioni per l'udito. Nel primo semestre 2026 ha registrato ricavi per 1,19 miliardi di euro, con crescita organica del 3,5%, EBITDA adjusted di 298 milioni, +3,6%, e margine salito al 25,1%; nel secondo trimestre la crescita organica ha accelerato al 4,7% e l'utile netto adjusted è aumentato del 17,1%. Il dossier centrale è l'acquisizione di GN Hearing, valutata circa 2,3 miliardi, che trasformerebbe Amplifon in un gruppo verticalmente integrato tra produzione e distribuzione di apparecchi acustici; il closing è previsto entro fine 2026 e la società stima sinergie nette di EBITDA per 60-80 milioni a regime entro il 2029. Ad agosto Amplifon ha inoltre completato la cessione delle attività in India. I driver principali sono la crescita organica, il miglioramento dei margini, l'integrazione di GN Hearing, la realizzazione delle sinergie e l'evoluzione della leva finanziaria dopo l'operazione.

Attenzione: Il Certificate XS3183930281 è soggetto ad un livello di rischio pari a 5 su una scala da 1 a 7.

Ricordiamo che investire in certificati espone l’investitore al rischio fallimento dell’emittente e a quello di azzeramento di un sottostante, casi che possono comportare la perdita dell’intero investimento.
Barclays gode di un buon rating: I potenziali rendimenti indicati sono sempre al lordo della tassazione.
Prima di ogni investimento leggere sempre tutti i documenti scaricabili dalla pagina del prodotto dell’emittente.

Questo articolo è stato scritto grazie alla sponsorizzazione di un emittente o di un intermediario. Le informazioni in esso contenute non devono essere considerate né interpretate come consulenza in materia di investimenti. Eventuali punti di vista e/o opinioni espressi non sono intesi e non devono essere interpretate come raccomandazioni o consigli di investimento, fiscali e/o legali. Orafinanza.it non si assume alcuna responsabilità per azioni, costi, spese, danni e perdite subiti a seguito di informazioni, punti di vista o opinioni presenti su questo sito. Prima di intraprendere decisioni di investimento, invitiamo gli utenti a leggere la documentazione regolamentare sempre disponibile per legge sul sito dell'emittente ed ottenere una consulenza professionale.

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