In quali settori investire per i prossimi anni?


Nello scenario di incertezza occorre allungare l’orizzonte temporale dell’investimento. Quali settori saranno premianti nel lungo periodo? Tognoli ne individua tre.

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM


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Serie di dati USA in uscita oggi alle 15:45: PMI composito USA di settembre in uscita (stima 50,6 punti contro 50,2 di agosto), PMI servizi di settembre (stima 50,3 punti contro 50,5 di agosto) e PMI manifatturiero sempre di settembre (stima 47,9 punti invariato rispetto ad agosto).

Ieri le richieste di sussidi settimanali alla disoccupazione sono risultati minori rispetto alla stima (201k contro 225 attesi e 221k della scorsa settimana). Decisamente peggiore rispetto alle stime il PhillyFed di settembre (-13,5 punti contro -0,7 punti stimato e +12 di agosto) a conferma delle difficoltà in cui versa in questo momento congiunturale la manifattura USA.

Più volte nel corso della conferenza stampa, Powell ha osservato come l’attività economica sia stata più forte del previsto, riconoscendo come gli sforzi storicamente aggressivi di inasprimento della politica monetaria degli ultimi 18 mesi abbiano contribuito a ridurre l'inflazione dai picchi della scorsa estate.

E’ chiaro come comunque la FED voglia vedere prove convincenti che i tassi abbiano raggiunto il livello appropriato al fine di riportare la crescita dei prezzi al 2%. La FED sta osservando da vicino il mercato del lavoro e l'inflazione, ed entrambi si stanno muovendo nella giusta direzione, ma non ancora dove la FED vuole che siano.

L’aggiornamento dei “dot plot” ha ulteriormente rafforzato le prospettive di un ulteriore aumento dei tassi quest’anno, seguito da due tagli nel 2024, due in meno rispetto a quanto indicato durante l’ultimo aggiornamento di giugno. Ciò porterebbe il tasso dei intorno al 5,1%. Vero è che se la politica monetaria è guidata dai dati, ceteris paribus, anche il possibile rialzo e i due possibili ribassi dei tassi dipenderanno dai dati. Quindi di fatto è una non notizia, che però i mercati non mancano di prezzare.

Nonostante il tono aggressivo della dichiarazione dei membri del FOMC, seguito dalle osservazioni di Powell, gli investitori rimangono relativamente fiduciosi che la FED abbia quasi finito di aumentare i tassi. Mercoledì sera e dopo il wait and see, gli investitori scontavano una probabilità implicita del 73% che la FED mantenga i tassi al livello attuale anche nel meeting del 1 novembre, anche sulla base dello strumento FedWatch del CME, che una settimana fa indicava la percentuale al 57%.

In questo scenario di incertezza circa l’evoluzione della politica monetaria e di riflesso dell’economia reale, crediamo che mai come ora occorra allungare l’orizzonte temporale di un investimento azionario.

Ci siamo quindi chiesti quale settore potesse attirare gli investimenti pubblici e privati, se la crescita economica indotta da questi potesse essere sostenibile e se gli investitori di lungo periodo possano avere un rendimento complessivo mediamente superiore alla media. Ne abbiamo trovati tre: acqua, agricoltura sostenibile e biodiversità.

Il primo, l’acqua, è noto come sia la risorsa più importante sulla terra e vanti caratteristiche a prova di inflazione e recessione, oltre ad essere un input chiave per molte industrie. Tuttavia, secondo le Nazioni Unite, cinque regioni su 11 si trovano ad affrontare condizioni elevate o estreme di scarsità idrica. L’acqua può offrire risultati di chiaro impatto negli investimenti, che vanno dallo stoccaggio, ai trasporti, alle infrastrutture (servizi, attrezzature e materiali), alla depurazione e alla conservazione. Gli investitori possono trovare esposizione tramite fondi tematici sull’acqua e investimenti focalizzati sull’ambiente, che possono includere temi come energia pulita, trasporti puliti, adattamento climatico, efficienza delle risorse e altro ancora.

Il secondo, l’agricoltura sostenibile, ovvero quella volta a proteggere l’ambiente, favorire ed espandere le risorse naturali e sfruttare al meglio le risorse non rinnovabili, ha visto crescere le opportunità di investimento. Mentre siamo alle prese con l’utilizzo di meno acqua, preservando gli impollinatori rimanenti delle piante, decarbonizzando l’agricoltura e migliorando i rendimenti dei raccolti e la densità nutrizionale (entrambi influenzati dai cambiamenti climatici), esiste un panorama sempre più innovativo a cui gli investitori possono partecipare. L’Inflation Reduction Act (IRA) prevede decine di milioni di dollari in accantonamenti per il progresso delle pratiche agricole rigenerative e, entro il 2030, oltre 195 miliardi di dollari in opportunità di business. Inoltre, circa 4,3 milioni di posti di lavoro potranno derivare dalle tecnologie dell’agricoltura di precisione. Gli investitori possono ottenere visibilità anche attraverso fondi ambientali più ampi come nell’ambito dei fondi tematici mirati.

Il terzo, la biodiversità: ovvero la varietà della vita nel mondo o in un particolare habitat o ecosistema, che è considerata uno dei quattro principali rischi globali per le imprese nel prossimo decennio. Sebbene le strategie incentrate sulla biodiversità non abbiano ancora proliferato nel mercato, esistono molti segnali incoraggianti. Le aziende che si sono assunte la responsabilità del proprio impatto sulla biodiversità e sugli ecosistemi sono state premiate attraverso un rapporto prezzo/utili (P/E) mediamente più elevato rispetto alla media. Le emissioni obbligazionarie legate agli obiettivi di biodiversità, sono sulla buona strada per definire il 2023 un anno record. Inoltre, crediamo che nei prossimi 10 anni, il mercato degli investimenti nella biodiversità possa agevolmente superare i 400 miliardi di dollari. Questo tema è certamente un ambito che gli investitori devono considerare.

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