L'inflazione corre, tutta colpa della supply chain

Quanto prima si sbloccheranno le strozzature nella supply chain, tanto minore sarร il rischio per lโeconomia.
A cura di Eric Winograd, Susan Hutman, Robert Hopper presso AllianceBernstein
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I problemi delle filiere sono alla base dellโimpennata dei prezzi dei beni
Dopo anni di attesa, lโinflazione รจ tornata e, nonostante le rassicurazioni dei mesi scorsi, da temporanea si รจ trasformata in una lunga permanenza a causa della domanda sostenuta e delle struzzature lungo le filiere produttive. Eric Winograd, Susan Hutman, Robert Hopper di AllianceBernstein si domandano allora in che misura i problemi della supply chain minaccino le nostre prospettive economiche.
Lโinflazione dei beni e quella dei servizi hanno seguito traiettorie separate per circa 10 anni; la componente dei beni ha evidenziato una tendenza al ribasso, mentre quella dei servizi รจ rimasta stabile intorno al 2,5%. Poi a metร 2020 lโinflazione dei beni ha registrato unโimpennata a due cifra a causa di una combinazione di domanda inespressa e di interruzioni delle filiere produttive. โUn fatto del tutto inedito nella storia economica moderna - spiega il team - e che sta provocando un aumento significativo dellโinflazione complessiva e di fondoโ.
Come raffreddare allora lโinflazione? Servirebbe โrisolvere i problemi della supply chainโ, afferma il team, secondo cui le difficoltร lungo le filiere non possono essere imputabili esclusivamente alle carenze di manodopera dovuta allo scarso interesse dei lavoratori verso i loro impieghi precedenti.
Per misurare i problemi della supply chain, Winograd, Hutman e Hopper si affidano ai dati mensili dell'Institute for Supply Management sullโarretrato di ordini che, dopo il picco segnato a giugno, โrimane ancora al di sopra della norma a causa delle diffuse segnalazioni di difficoltร nellโapprovvigionamento di parti e materiali, dellโaumento dei prezzi delle materie prime e dei problemi di trasporto, in aggiunta alla difficoltร di richiamare e trattenere i dipendentiโ.
Districare gli sviluppi della supply chain
Gli esperti di AB hanno realizzato un indicatore aggregato (Aggregate Supply Chain Indicator) che utilizza dati giornalieri per misurare lo stato di salute della supply chain: in questo modo si possono rilevare cambiamenti inerenti alle filiere produttive piรน velocemente dei dati tradizionali.
Il grafico mostra che, dopo unโimpennata durante la pandemia, lโindicatore sembra essersi stabilizzato, seppure su livelli elevati. โIl contributo piรน rilevante allโimpennata รจ giunto dai prezzi dei container per le spedizioni, che stanno diminuendo ma sono ancora piuttosto altiโ, nota il team di AB.
I problemi della supply chain preoccupano i dirigenti
Un altro strumento utilizzato da AllianceBernstein per valutare le pressioni sulla supply chain รจ stato analizzare quanto spesso i dirigenti delle imprese parlano di problemi della supply chain e in che toni. Grazie a una soluzione basata sui big-data, AllianceBernstein ha analizzato 4.000 trimestrali sugli utili statunitensi dal 2010 ad oggi andando alla ricerca di menzioni riguardanti filiere, logistica, trasporto e spedizioni. Ebbene, รจ emerso che โnel 2020 e 2021 i dirigenti delle imprese hanno accennato a problemi della supply chain piรน spesso che in qualsiasi altro momento degli ultimi dieci anni, con toni decisamente piรน negativiโ e da inizio anno questa tendenza รจ stata piรน marcata per i settori automotive, commercio al dettaglio, tecnologia, servizi di trasporto e materiali.
Stesso problema, ma cause diverse da un settore allโaltro. I vincoli maggiori sono giunti dallโinadeguatezza dei fornitori per le carenze di componenti, che hanno impedito in molti casi alle imprese di far fronte alla ripresa della domanda con unโespansione dellโofferta. Per i settori del trasporto, ospitalitร , ristorazione e tempo libero, la difficoltร maggiore รจ stata lโincapacitร di trovare nuovo personale, insieme allโaumento del costo del lavoro. Infine, i problemi logistici (ad esempio lโincapacitร di spostare le merci da un punto allโaltro o un incremento sostanziale dei costi di trasporto) ha penalizzato i settori delle vendite al dettaglio, in particolare di generi alimentari.
Questi vincoli โcontinuano a offuscare le previsioni sui margini delle imprese, le cui stime sono diventate molto meno ottimistiche nel corso dellโannoโ, ma secondo quanto afferma il team di AB โle prospettive sui margini post-COVID-19 sono comunque positive per la maggior parte dei settori, e le aspettative per il 2022 rimangono superiori a quelle del 2019 e 2020โ.
La pandemia ha costretto quasi tutti i paesi del mondo a lockdown e chiusure che hanno fortemente vulnerato la catena mondiale degli approvvigionamenti con chiare ripercussioni sui margini aziendali e sullโinflazione. Tuttavia, almeno per ora, le famiglie dispongono di denaro a sufficienza per continuare a consumare nonostante i prezzi in aumento. โQuesto significa - conclude il team - che i problemi delle filiere produttive non hanno inciso sensibilmente sulle nostre prospettive di crescita globaleโ. Serve comunque stare in allerta e individuare eventuali segnali di rifiuto da parte dei consumatori: se apparissero prima della risoluzione dei problemi delle filiere potrebbero far peggiorare le prospettive di crescita. โEcco perchรฉ riteniamo estremamente importante monitorare la supply chain: quanto prima si sblocca, tanto minore sarร il rischio per lโeconomiaโ.
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