Inflazione Eurozona sale ma meno delle attese, Bce tra prudenza e possibili strette

La risalita dellโinflazione nellโEurozona nel mese di marzo complica il percorso della Bce e potrebbe spingere Francoforte a cambiare atteggiamento di politica monetaria nei prossimi mesi.
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Inflazione in rialzo ma inferiore alle attese
A marzo lโinflazione nellโEurozona, secondo le stime preliminari, si รจ attestata al 2,5%, in accelerazione su base annuale dallโ1,9%ย di febbraio (le attese erano fissate a +2,6%). Il dato evidenzia un ritorno sopra il target del 2%ย dellaย Bce. Lโindice core, misurato al netto di energia, alimentari, alcol e tabacco, ha mostrato invece una lieve frenata dal 2,4%ย al 2,3%, segnalando che la componente di fondo resta per ora piรน contenuta rispetto al dato headline. Le aspettative del consensus erano fissate per unโinflazione core al 2,4%ย a/a.
La risalita delle pressioni inflazionistiche non appare perรฒ generalizzata a tutte le componenti. Come sottolinea in una nota Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, il principale driver del rialzo รจ stato il forte rimbalzo dellโenergia, passata dal -3,1%ย di febbraio al +4,9%ย di marzo su base annuale. Al contrario, i prezzi dei servizi hanno mostrato un nuovo rallentamento dal 3,4%ย al 3,2%, mentre la componente alimentare, alcol e tabacco รจ scesa dal 2,5%ย al 2,4%.
Questo significa che, almeno per ora, la nuova accelerazione dellโinflazione europea รจ spiegata soprattutto dallo shock energetico e molto meno da una ripartenza ampia e diffusa delle pressioni interne. Forte aumento anche su base mensile. Le stime indicano un +1,2%ย rispetto a febbraio. La componente che รจ salita di piรน รจ stata quella energetica, con un +6,8%ย m/m.
I numeri odierni, spiega Diodovich, suggeriscono quindi una valutazione molto articolata. Da un lato, il ritorno dellโinflazione generale al 2,5%ย rappresenta un segnale che la Bce non puรฒ ignorare. Dallโaltro, il rallentamento dei servizi e della core inflation indica che le pressioni sottostanti non stanno, almeno per il momento, sfuggendo di mano, ma sappiamo che esiste un ritardo nella trasmissione dellโaumento dei prezzi energetici sulle altre componenti. Dobbiamo tuttavia sottolineare che lโinflazione รจ stata inferiore alle attese di mercato.
In questo contesto, evidenzia Diodovich, il Consiglio direttivo dovrร capire se considerare il dato di marzo come una fiammata temporanea legata allโenergia o come lโinizio di una nuova fase piรน insidiosa per la stabilitร dei prezzi soprattutto con lโincertezza legata alla durata della crisi in Medio Oriente.
La valutazione di IG e la reazione dei mercati
Queste cifre sullโinflazione confermano uno scenario molto piรน complesso per la Bce. Secondo Diodovich, la banca centrale europea difficilmente potrร ignorare il ritorno dellโinflazione sopra il target, ma allo stesso tempo il raffreddamento della componente core e dei servizi suggerisce che non siamo ancora in presenza di una riaccelerazione inflazionistica generalizzata. IG Italia crede quindi che Francoforte manterrร un approccio data-dependent nelle prossime riunioni.
Secondo Diodovich, il dato di marzo aumenta lievemente le probabilitร di una Bce che possa effettuare rialzi del costo del denaro nel medio periodo. Molto dipenderร dalla tenuta dei prezzi energetici nelle prossime settimane e soprattutto dallโeventuale trasmissione dello shock a salari, servizi e aspettative di inflazione. Se il rialzo restasse confinato soprattutto allโenergia, osserva Diodovich, la Bce potrebbe anche scegliere di guardare oltre la volatilitร di breve periodo, mantenendo i tassi di interesse invariati nei prossimi 6-9 mesi. Se invece ci fossero ulteriori escalation della guerra in Medio Oriente, con nuovi incrementi dei costi energetici (Brent sopra $150 al barile, gas naturale TTF sopra โฌ100/MWh) che si estendessero anche alla componente core, allora Francoforte potrebbe essere costretta a rialzare i tassi. IG Italia indica come scenario piรน probabile a giugno, solamente in un caso estremo anche giร nel meeting di fine aprile.
La pubblicazione delle cifre macro sullโinflazione non ha portato variazioni significative sui mercati finanziari. Come si legge nella nota di IG Italia, il mercato stava giร scontando un forte aumento delle pressioni inflazionistiche a marzo, sia per la situazione in Medio Oriente sia per i dati pubblicati a livello nazionale, in particolare in Germania e Francia. Lโinflazione รจ stata inoltre inferiore alle attese.
Il rallentamento della componente core evita per ora scenari di restringimento monetario immediato. Il risultato, conclude Diodovich, รจ un quadro di maggiore incertezza per azionario europeo ed euro, con gli addetti ai lavori che continueranno a monitorare soprattutto energia, servizi e inflazione di fondo.
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