Intesa Sanpaolo rassicura Piazza Affari


La banca torinese ha risposto alle indiscrezioni di stampa circa le azioni di riduzioni delle attività per il rischio per un totale di 20 miliardi di euro, attirando così acquisti in apertura di seduta odierna.


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Rally Intesa Sanpaolo

Inizio di settimana di slancio a Piazza Affari per Intesa Sanpaolo dopo le precisazioni sulla RWA del gruppo arrivate venerdì a mercato chiuso.

Oggi le azioni della banca torinese guadagnano subito oltre il 2% toccando un massimo di 2,244 euro e recuperando così il calo delle ultime due sedute.

Resta fortemente positivo il bilancio del titolo ISP a Milano, con un +30% arrivato negli ultimi sei mesi e una crescita del 5% da inizio 2023.

Le precisazioni

Nella serata di venerdì Intesa Sanpaolo pubblicava un comunicato stampa nel quale precisava che le azioni di riduzione degli RWA, ossia le attività ponderate per il rischio, attuate nel quarto trimestre dello scorso anno, erano relazionate, in particolare, “alle modifiche normative applicabili a partire dal primo gennaio 2023”, ovvero le ‘Eba guidelines', e sono relative alle “posizioni EVA negativo”, comunque non più giustificate “a fronte del capitale assorbito”, oltre a contribuire alla “significativa creazione e distribuzione di valore per gli azionisti”.

Si tratta di una precisazione della banca pubblicata a seguito di “indiscrezioni di stampa” riferite, in particolare, alla notizia pubblicata nel pomeriggio di venerdì da Bloomberg che aveva attirato forti vendite sul titolo di Intesa, virato in negativo dopo una mattinata in verde.

Il media americano aveva parlato di un taglio degli RWA da parte del gruppo guidato da Carlo Messina, per un totale di 20 miliardi euro, mossa decisa a seguito delle indicazioni della BCE, la quale avrebbe sbagliato i suoi calcoli in merito al rischio con cui Intesa Sanpaolo deve fare i conti.

Miliardi gestibili

Gli analisti di Banca Akros, mantenendo la raccomandazione ‘accumulate’ con prezzo obiettivo a 2,5 euro sul titolo Intesa, sottolineano comunque che, “in termini assoluti, 20 miliardi rappresentano circa il 6% del RWA del gruppo e dovrebbero essere gestibili”.

Da UBS giudicano la banca “ben patrimonializzata” pertanto potrà “completare la seconda tranche di buyback da 1,7 miliardi nonostante il pressing BCE sulla rischiosità degli asset, che la porterà a ridurre gli RWA di circa 20 miliardi”, cifra che, calcolano gli analisti, “equivale a circa il 6% del totale degli asset ponderati per il rischio, vale a dire a 80 punti base in termini di Cet 1”.

Se Intesa prevede che deciderà sull’esecuzione del riacquisto in occasione dell'approvazione dei conti 2022, in calendario il 3 febbraio, da Citi ritengono “il gruppo adeguatamente capitalizzato” e si aspettano “che il buyback venga realizzato nel corso del 2023, dato che il management ha indicato che i principali fattori che potrebbero fermarlo sono legati a sviluppi macro”.

“Riteniamo che il maggiore livello di capitale di fine 2022, aumenti la visibilità sull’esecuzione del buyback da 1,7 miliardi già approvato dalla BCE e che nel caso partisse dovrà essere concluso nel periodo febbraio-maggio 2023”, prevedono da WebSim, mantenendo la raccomandazione ‘interessante’ sul titolo Intesa Sanpaolo, target price 3,0 euro.

La view degli analisti

Nella nota di venerdì Intesa Sanpaolo aveva ricordato che il Cet 1 sarà sopra il 14% a fine 2022 e successivamente al di sopra del target minimo di piano del 12%, scontando anche l’impatto della seconda tranche di buyback.

Valutazione condivisa dagli analisti di UBS, secondo i quali la riduzione degli asset rappresenta “il prezzo che Intesa dovrà pagare per completare il buyback piuttosto che un fattore che lo impedirà, anche se aumenta l’incertezza sulle tempistiche”.

Da WebSim hanno aggiornato le stime per la Cet 1 ratio FL al 13,1% per fine 2022, per tener conto della della riduzione di RWA completata nel quarto trimestre.

Inoltre, proseguono dalla sim, “abbiamo anche leggermente rivisto le stime di utile 23/24 (+0,7%/+0,4%) per tener conto di attese di maggiore margine d’interesse compensato però da attese di inflazione costi”, e a questo punto si attendono “un dividendo 2022 a 0,154 euro per azione”.

Secondo UBS, infine, i dubbi su asset e buyback sono “una nuvola in uno scenario che altrimenti sta migliorando”, in particolare sul fronte della redditività e vedono l’utile 2023 a 5,5 miliardi, mentre, “dati i multipli limitati in base alle attuali previsioni”, ‘vedono’ la presenza di “spazio affinché il valore del titolo diventi sempre più visibile”.

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