Inwit, voci su ipotesi delisting da Piazza Affari

Indiscrezioni di stampa riporta di un piano attualmente allo studio da due importanti soci del gruppo attivo attiva nel settore delle infrastrutture per le telecomunicazioni elettroniche che coinvolgerebbe anche un fondo sovrano degli Emirati Arabi.
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Delisting per Inwit?
Futuro incerto per Inwit a Piazza Affari. La società quotata su Euronext Milan e attiva nel settore delle infrastrutture per le telecomunicazioni elettroniche potrebbe infatti lasciare la Borsa di Milano. Fonti dell’agenzia Reuters riportano di un piano allo studio dai soci di riferimento del gruppo finalizzato all’uscita del titolo.
A studiare questa eventualità sarebbero il fondo francese Ardia, proprietario del 32% del capitale, e Oak Holdings 1, il veicolo socio Inwit con il 39% e partecipato dal gruppo BlackRock (GIP), Vodafone e KKR.
Il piano dei due soci
I due azionisti starebbero valutando un'offerta per rilevare le azioni in mano al mercato e avrebbero avviato colloqui con alcuni istituti di credito per finanziarla.
Il piano, aggiungono le fonti dell’agenzia, prevederebbe anche l'ingresso nel capitale del fondo sovrano di Abu Dhabi Mubadala, anche se le discussioni non sono ancora concluse.
Bocche cucite da tutti i soggetti coinvolti, mentre un portavoce di Inwit ha dichiarato che la società non ha informazioni in merito.
Il precedente
L’ipotesi delisting non è una novità per Inwit: già a febbraio media francesi avevano parlato di un interesse congiunto di Ardian e Brookfield, anche se, nel frattempo, il quadro si è complicato per lo scontro con i due maggiori clienti, Tim e Fastweb (gruppo Swisscom), che hanno entrambi dato disdetta ai contratti con l'obiettivo di strappare condizioni più vantaggiose.
Proprio su questo fronte è intervenuto Diego Galli, direttore generale della società, in un'intervista pubblicata domenica da La Repubblica.
Il manager ha ribadito che Inwit intende tutelare la validità del contratto quadro (Msa) siglato con Tim e Vodafone, pur dichiarandosi disponibile a un'intesa condivisa che assicuri gli investimenti sul 5G e permetta all'Italia di colmare il divario con gli altri Paesi. La società gestisce oggi 26mila torri, ma secondo Galli al Paese ne servirebbero almeno 7mila in più.
Quanto al progetto di Tim e Fastweb di realizzare in autonomia fino a 6 mila nuovi siti, attualmente all'esame dell'Antitrust, il manager sostiene che Inwit sarebbe in grado di coprire quel fabbisogno con costi inferiori, evitando di moltiplicare le infrastrutture.
Galli ha poi spiegato di non aver ancora avuto contatti con Poste Italiane, primo azionista di Tim, di cui però apprezza il progetto industriale di lungo periodo.
Sulle indiscrezioni relative a una richiesta di Swisscom di ridurre del 25% il canone, il dirigente non è entrato nel merito, ricordando che la vicenda è ormai nelle mani dei legali e che la società confida nelle valutazioni del Tribunale di Milano, dell'Agcm e della Consob. Rimettere in discussione un accordo firmato in buona fede, ha avvertito, creerebbe un precedente pericoloso agli occhi degli investitori infrastrutturali internazionali.
Andamento in borsa
A Milano, intanto, l’indiscrezione mette le ali alle azioni Inwit, in crescita del 4% nei primi minuti di scambi, salendo così fino ad un massimo di 7,37 euro.
Il valore di mercato del gruppo è sceso di circa il 27% nell'ultimo anno, attestandosi a 6,3 miliardi di euro alla chiusura di venerdì, secondo i dati LSEG.
Infine, la settimana scorsa JP Morgan aveva abbassato a 7,50 euro per azione (dai precedenti 8,50 euro) il target price su Inwit, confermando la raccomandazione "Neutral" sul titolo.
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