IonQ incassa la fiducia del Pentagono: accordo fino a 300 milioni di dollari

La società americana è stata ammessa insieme a Ibm e Microsoft alla fase finale del programma DARPA, che valuterà la capacità dei computer quantistici di diventare commercialmente competitivi entro il 2033
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Il Pentagono mette alla prova IonQ
Un accordo dal valore potenziale di 300 milioni di dollari e, soprattutto, un importante riconoscimento tecnologico. IonQ, società americana specializzata nei computer quantistici, ha annunciato mercoledì 7 ottobre, dopo la chiusura di Wall Street, di essere stata ammessa alla fase C della Quantum Benchmarking Initiative (QBI), il programma della DARPA, l'agenzia del Dipartimento della Difesa statunitense che finanzia e verifica tecnologie avanzate di interesse strategico.
L'accordo può arrivare a 300 milioni di dollari, ma non si tratta di un finanziamento già interamente assegnato: gli stanziamenti successivi a quello iniziale dipenderanno dalle disponibilità di bilancio e dalle decisioni della DARPA.
La selezione è significativa perché IonQ ha superato due precedenti fasi di valutazione, nelle quali ha presentato prima il progetto tecnologico e poi un piano dettagliato di ricerca e sviluppo. Ora arriva la prova più impegnativa: dimostrare che le macchine funzionano davvero secondo le prestazioni promesse.
Che cosa cerca la DARPA
Avviata nel 2024, la Quantum Benchmarking Initiative punta a stabilire se entro il 2033 sarà possibile costruire computer quantistici industrialmente utili, capaci di risolvere problemi complessi con un valore economico superiore ai costi di realizzazione e funzionamento.
La sfida principale è ottenere sistemi affidabili, in grado di individuare e correggere gli errori che inevitabilmente si producono durante i calcoli quantistici. Una difficoltà enorme, perché i qubit, le unità fondamentali di questi computer, sono estremamente sensibili alle interferenze esterne.
Nella fase C, che proseguirà fino al 2029, gli esperti indipendenti della DARPA non si limiteranno più a esaminare progetti e documentazione, ma sottoporranno a test diretti hardware e software. Per IonQ saranno valutate diverse generazioni dei sistemi Superion, compreso il percorso di sviluppo della nuova macchina Superion 256.
IonQ insieme a IBM, ma senza Rigetti e D-Wave
Insieme a IonQ sono state ammesse alla fase C IBM, Atom Computing e l'australiana Diraq. A queste si aggiungono Microsoft e PsiQuantum, già selezionate attraverso un precedente programma.
Nell'elenco non compaiono invece Rigetti Computing e D-Wave Quantum, altre due società del settore molto seguite a Wall Street. La loro assenza non costituisce una bocciatura definitiva delle rispettive tecnologie: il programma DARPA non è concepito come una gara con un unico vincitore.
Per IonQ, tuttavia, l'ammissione rappresenta un elemento di differenziazione rispetto alle concorrenti quotate.
In Borsa pesano petrolio e rendimenti obbligazionari
La notizia è arrivata al termine di una seduta di Borsa difficile per tutto il settore tech, compreso il comparto quantistico. Mercoledì IonQ ha perso il 4,5% a 41,34 dollari, mentre Rigetti ha ceduto il 3,82% e D-Wave il 3,61%.
A provocare le vendite è stato soprattutto il rialzo dei rendimenti dei Treasury americani, alimentato dall'aumento dei prezzi petroliferi, dai timori inflazionistici e dalle preoccupazioni per il debito pubblico. Il rendimento del titolo decennale statunitense ha temporaneamente raggiunto il 5,36%, massimo dal 2002.
Tassi più elevati penalizzano soprattutto le società tecnologiche il cui valore dipende da ricavi e utili attesi in un futuro lontano. E il quantum computing rientra pienamente in questa categoria.
Il titolo IonQ è particolarmente volatile: negli ultimi sei mesi ha guadagnato il 42%, ma la performance degli ultimi dodici mesi resta negativo del 44%. Nello stesso periodo le quotazioni hanno oscillato fra un minimo di 25,89 e un massimo di 84,64 dollari.
Ricavi in forte crescita, ma perdite gigantesche
Il problema per gli investitori è attribuire un valore ragionevole a un'azienda con prospettive di espansione straordinarie, ma ancora lontana dalla redditività.
Nel secondo trimestre 2026 IonQ ha realizzato ricavi per 80,1 milioni di dollari, in crescita del 287% rispetto all'anno precedente. A settembre la società ha alzato le previsioni di fatturato per l'intero esercizio a 450-460 milioni di dollari, includendo il contributo dell'acquisizione di SkyWater Technology.
Ma le perdite restano enormi. Dopo un rosso di circa 510 milioni nel 2025, le stime indicano risultati negativi per 1,7 miliardi nel 2026 e 1,4 miliardi nel 2027. Numeri che impongono cautela, anche considerando che il risultato contabile può essere influenzato da componenti straordinarie e non monetarie.
Nel breve gli analisti vedono un rialzo del 60%
Con una capitalizzazione di circa 16,4 miliardi di dollari, IonQ incorpora già aspettative molto elevate sul futuro del settore. I 14 analisti che seguono il titolo indicano un prezzo obiettivo medio di 66 dollari raggiungibile nei prossimi 12 mesi, circa il 60% sopra la chiusura di mercoledì.
Il riconoscimento della DARPA rafforza la credibilità del progetto industriale, ma non risolve il dilemma degli investitori: quanto vale oggi un'azienda che potrebbe contribuire a rivoluzionare l'informatica nei prossimi anni, senza che sia ancora possibile stabilire quando questa rivoluzione produrrà profitti consistenti?
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