Italia, a maggio il mercato del lavoro rallenta il passo ma non cambia direzione

Il mercato del lavoro italiano resta vicino ai massimi storici e continua a mostrare una struttura piรน solida rispetto al passato recente. Il dato di maggio introduce una pausa, ma non rompe la tendenza: meno contratti temporanei, piรน lavoro stabile, disoccupazione ai minimi e una partecipazione ancora da rafforzare.
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Luci e ombre del lavoro in Italia
A maggio 2026 il mercato del lavoro italiano rallenta il passo ma non cambia direzione. L'occupazione arretra leggermente su base mensile, con 22mila occupati in meno e un tasso di occupazione che scende al 63,0%,ย ma il dettaglio racconta un mercato che continua a cambiare composizione piรน che direzione.
Come si legge nel commento di Gabriel Debach, market analyst di eToro, La frenata del mese รจ concentrata nei contratti a termine, in calo di 81mila unitร , mentre crescono sia i dipendenti permanenti, +44mila, sia gli autonomi, +15mila. Maggio non segnala dunque un deterioramento generalizzato, ma una rotazione interna verso piรน stabilitร e meno precarietร .
La fotografia annuale resta positiva per Debach.ย Rispetto a maggio 2025 l'Italia conta 228mila occupati in piรน, una crescita trainata dai permanenti, +275mila, e dagli autonomi, +198mila, a fronte di un calo dei dipendenti a termine di 244mila unitร . ร questo il tratto piรน interessante del dato, non solo piรน occupazione rispetto a un anno fa, ma una qualitร contrattuale mediamente piรน solida.
Anche la disoccupazione conferma un quadro favorevole. Il tasso generale scende al 5,0%, il livello piรน basso della serie disponibile dal 2004. La disoccupazione giovanile arretra al 15,1% (nuovo minimo), in calo di 1,3 punti sul mese e di 7,2 punti rispetto a maggio 2025. Anche la disoccupazione femminile, al 5,4%, tocca il minimo nei dati disponibili, un segnale statisticamente forte se si considera il calo di 1,8 punti su base annua.
La nota meno brillante arriva dagli inattivi. A maggio gli inattivi tra 15 e 64 anni aumentano di 59mila unitร e il tasso di inattivitร sale al 33,6%.ย Questo, osserva Debach, invita a leggere il calo della disoccupazione con equilibrio: una parte del miglioramento riflette certamente la tenuta della domanda di lavoro, ma la crescita degli inattivi suggerisce che non tutta la riduzione delle persone in cerca di impiego deriva da nuovo assorbimento occupazionale. Il mercato del lavoro appare piรน stabile, ma resta ancora incompleto nella partecipazione.
Governo Meloni e serie storica
C'รจ poi un dato di cornice che vale la pena mettere in fila con i numeri di maggio.ย Il governo Meloni ha raggiunto i 43 mesi di rilevazione Istat sull'occupazione, superando i 42 mesi del governo Berlusconi IV e diventando l'esecutivo piรน longevo tra quelli messi a confronto nell'attuale ciclo repubblicano. Ed รจ un record che, evidenzia Debach, si accompagna a un profilo occupazionale distintivo. Il tasso di occupazione medio del periodo รจ pari al 62,1%, il piรน alto tra i governi considerati, con una disoccupazione media al 6,6%, la piรน bassa della serie, seguita a distanza dall'8,0% di Berlusconi IV e dall'8,8% di Draghi. Anche la disoccupazione giovanile media, al 20,7%, รจ la piรน contenuta, contro il 26,4% di Draghi e valori superiori al 40% per Letta e Renzi.
Il tratto piรน significativo riguarda perรฒ la qualitร della crescita occupazionale. Dal primo all'ultimo dato disponibile del governo Meloni, sottolinea Debach, il tasso di occupazione passa dal 60,6% al 63,0%, un progresso di 2,4 punti, secondo solo ai 3,5 punti guadagnati durante il governo Draghi, ma ottenuto con un mix contrattuale piรน solido.ย Nel periodo Meloni i dipendenti crescono di 705mila unitร , la sintesi di un aumento dei permanenti di 1 milione 337mila e di un calo dei contratti a termine di 632mila, entrambe le variazioni piรน ampie tra tutti i governi analizzati.ย Il rapporto tra permanenti e totale dipendenti passa dall'83,5% all'87,4%, un guadagno di 3,9 punti che rappresenta la performance migliore dell'intera serie storica esaminata. Per ogni due nuovi dipendenti permanenti, quasi un contratto a termine รจ scomparso, un rapporto di circa 0,47. Anche il lavoro indipendente mostra un'inversione di tendenza. Dopo il calo diffuso nella maggior parte dei governi precedenti, conclude Debach, gli indipendenti aumentano di 377mila unitร , il miglior risultato della serie tra i governi analizzati, superiore anche alle 72mila unitร guadagnate durante il governo Draghi.
Elaborazione eToro, dati Istat (dati aggiornati a maggio 2026)
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