Italia, il Pil registra solo un leggero rallentamento nel secondo trimestre

Lโeconomia italiana rallenta meno del previsto e porta la crescita acquisita per il 2026 allo 0,8%. Il dato preliminare dellโIstat mostra un Pil ancora sostenuto dalla domanda interna, mentre restano da chiarire il ruolo dei consumi, degli investimenti e delle scorte.
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Lโavvio del 2026 e i rischi sulla crescita
Lโeconomia italiana ha iniziato il 2026 su basi relativamente solide, con unโespansione trimestrale del Pil sorprendentemente forte, pari allo 0,3%, in cui i consumi privati, gli investimenti fissi lordi e le esportazioni nette hanno compensato lโeffetto negativo delle scorte.
Come si legge nel commento di Paolo Pizzoli, Senior Economist di ING, Lโinizio della guerra in Medio Oriente e la conseguente ondata inflazionistica erano considerati un chiaro ostacolo alla crescita economica, con i consumi privati che apparivano come la componente di domanda piรน probabilemte destinata a indurre un rallentamento della crescita del Pil.
Il Pil rallenta meno delle attese
Secondo le stime preliminari sul Pil pubblicate oggi dallโIstat, il rallentamento รจ stato inferiore alle attese. LโIstat stima che il Pil italiano sia cresciuto dello 0,2% su base trimestrale (dallo 0,3% del primo trimestre) e dellโ1% su base annua (dallo 0,8% del primo trimestre). Come di consueto, spiega Pizzoli, nelle stime preliminari lโIstat non ha reso noto il dettaglio delle singole componenti di domanda, indicando solo che la domanda interna (al lordo delle scorte) รจ stata il motore della crescita trimestrale, mentre le esportazioni nette hanno agito da freno. Dal punto di vista dellโofferta, il valore aggiunto รจ aumentato nei servizi ed รจ diminuito nellโindustria e nellโagricoltura, un andamento sorprendente alla luce dellโ evoluzione della fiducia delle imprese nei vari settori nel corso del trimestre.
Consumi, salari e investimenti
Pizzoli si aspettava che la crescita rallentasse allo 0,1% su base trimestrale, con un andamento dei contributi della domanda sostanzialmente in linea con la ripartizione fornita dallโIstat. In particolare, aveva previsto un andamento stabile dei consumi privati, a riflettere la pressione sul reddito disponibile reale delle famiglie esercitata dallโaumento dellโinflazione. Per la prima volta in 10 trimestri, la crescita salariale del secondo trimestre (al 2,5%) รจ stata inferiore allโinflazione complessiva (al 3%).
Per quanto riguarda le altre componenti della domanda, Pizzoli รจ convinto che le scorte abbiano parzialmente compensato il rallentamento del primo trimestre e che gli investimenti fissi lordi abbiano fornito una spinta positiva, ancora sostenuti dalla scadenza imminente (alla fine di giugno) del piano nazionale di ripresa e resilienza. Sapremo cosa รจ realmente accaduto il 1ยฐ settembre, quando verrร resa nota la stima completa.
La previsione per lโintero anno
Dopo la pubblicazione odierna, la crescita acquisita del Pil nel 2026 รจ ora pari allo 0,8%, il che coincide con la attuale previsione di ING per lโanno. A meno di una sostanziale recrudescenza del conflitto in Medio Oriente, la stima di ING dello 0,8% per la crescita media del Pil nel 2026 appare ora leggermente prudenziale.
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