Italia, segnali contrastanti dai dati sulla fiducia di maggio

L'andamento disomogeneo dei dati sulla fiducia di maggio continua a indicare un rallentamento dell'economia nel corso del secondo trimestre, durante il quale sembra piรน probabile una stagnazione piuttosto che una contrazione. Le persistenti perturbazioni nel commercio di petrolio dovute alla quasi chiusura dello Stretto di Hormuz hanno continuato a pesare sugli indicatori di fiducia italiani a maggio, in modo disomogeneo.
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La fiducia dei consumatori rimbalza ma rimane debole
Dopo un forte calo ad aprile, la fiducia dei consumatori ha registrato un rimbalzo a maggio, recuperando metร del terreno perduto, ma rimane ben al di sotto dei livelli di gennaio e febbraio.
Come si legge nel commento di Paolo Pizzoli, Senior Economist di ING, la maggior parte dei sottoindici รจ migliorata, tranne la valutazione dellโattuale situazione economica italiana. Alla base del miglioramento della fiducia sembra esserci una rivalutazione dellโandamento dellโinflazione e del rischio di un aumento della disoccupazione in futuro, entrambi in netto calo rispetto ad aprile.
Di conseguenza, migliorano anche le intenzioni di acquisto di beni durevoli, pur rimanendo a livelli bassi. I consumatori, spiega Pizzoli, stanno certamente subendo il contraccolpo dellโaccelerazione dellโinflazione, ma sembrano considerarla un fenomeno temporaneo, probabilmente sostenuti da un mercato del lavoro molto resiliente.
Sul fronte delle imprese, il quadro appare piรน cupo per i servizi e lโedilizia e stabile tra i produttori e i dettaglianti.
Quinto calo consecutivo per la fiducia nel settore dei servizi
Il quinto calo consecutivo della fiducia nel settore dei servizi, secondo Pizzoli, รจ determinato da una forte flessione nei comparti del turismo e dei trasporti e magazzinaggio. I servizi di comunicazione e quelli alle imprese hanno invece registrato modesti incrementi.
Tale andamento non sorprende, data la diretta esposizione del turismo allโaumento dei costi di trasporto legato allo stallo dei negoziati sul fronte mediorientale. Il clima negativo nel settore turistico, evidenzia Pizzoli, potrebbe inoltre essere amplificato dal ricordo ancora fresco dei risultati molto positivi registrati a febbraio in occasione dei giochi invernali Milano-Cortina, ora pienamente visibili in un netto miglioramento dei dati della bilancia dei pagamenti della Banca dโItalia.
Dal punto di vista delle intenzioni di prezzo, osserva Pizzoli, dopo lโaccelerazione registrata ad aprile, lโindicatore di riferimento รจ sceso a maggio tornando ai livelli prevalenti nel primo trimestre, prima dello scoppio della guerra in Medio Oriente: un segnale molto timido dei rischi di un raffreddamento degli imminenti effetti di secondo impatto.
La fiducia nel settore delle costruzioni รจ ancora influenzata da fattori speciali
Il calo contenuto della fiducia nel settore delle costruzioni si basa su una fiducia stabile nel settore delle infrastrutture, precisa Pizzoli, che si conferma a livelli elevati, su un leggero miglioramento nel settore residenziale e su un calo nei lavori specializzati.
La spinta agli investimenti infrastrutturali derivante dallโattuazione del piano nazionale di ripresa, ormai molto vicino alla scadenza ufficiale, ha probabilmente raggiunto il suo picco, secondo Pizzoli, mentre il settore residenziale si sta ancora riprendendo dai postumi superbonus.
Stabilitร nel settore manifatturiero, anche nelle intenzioni di prezzo
Sul fronte manifatturiero, sottolinea Pizzoli, la fiducia si sta stabilizzando a un livello leggermente inferiore rispetto al primo trimestre. Dallโinizio dellโanno gli ordini hanno oscillato entro una fascia ristretta, mentre le scorte di prodotti finiti sono aumentate gradualmente nel corso del secondo trimestre, limitando le aspettative di produzione.
La tanto attesa ripresa ciclica nel settore manifatturiero sta subendo ulteriori ritardi a causa delle attuali circostanze geopolitiche. ร interessante notare, evidenzia Pizzoli, che a maggio le intenzioni di prezzo dei produttori si sono confermate al picco di aprile, registrato l'ultima volta alla fine del 2022. I produttori sembrano avere una visione diversa rispetto ai colleghi del settore dei servizi riguardo alla persistenza delle pressioni sui prezzi a seguito dello stallo in Medio Oriente. Non si puรฒ escludere il rischio che, in futuro, si manifestino almeno alcuni effetti di secondo impatto sull'inflazione di fondo.
Nel complesso, conclude Pizzoli, i dati sulla fiducia pubblicati oggi continuano a indicare un certo rallentamento dell'attivitร economica nel secondo trimestre del 2026. La buona notizia รจ che la fiducia dei consumatori non sta crollando, limitando i rischi per i consumi privati. Dopo aver registrato un aumento trimestrale dello 0,2% nel primo trimestre, ING ribadisce la previsione di una crescita del Pil stabile nel secondo trimestre.
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