Jackson Hole e l'inflazione mettono la Fed alla prova

Oggi prende il via il simposio di Jackson Hole, che vedrร venerdรฌ 28 il discorso di Warsh. Nelle prossime settimane, gli investitori dovrebbero guardare a osa sta influenzando il rendimento a lungo del Tesoro, lโandamento del Bitcoin e fare unโanalisi della leadership dellโS&P 500
A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM
Oggi si presenta come una giornata di medio peso sul fronte macroeconomico, ma non priva di spunti interessanti, soprattutto perchรฉ si inserisce nel contesto piรน ampio del simposio di Jackson Hole, che prende in via per concludersi il 29 agosto e che ha come tema โFinancial Innovation: Implications for Payment and Policyโ. Il momento piรน atteso dai mercati รจ il discorso di Warsh, previsto per la mattina di venerdรฌ 28 agosto.
Sul fronte americano, lโappuntamento principale resta quello delle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione relative alla settimana del 22 agosto. Il consenso si attesta intorno a 208k, in lieve rialzo rispetto ai 206k della scorsa settimana. Non รจ un dato โstrutturaleโ, ma รจ sempre seguito con attenzione perchรฉ offre unโistantanea aggiornata sulla tenuta del mercato del lavoro. Dopo i numeri deboli di luglio sui non-farm payrolls, qualsiasi segnale di deteriorazione (o, al contrario, di stabilizzazione) potrebbe influenzare le aspettative sulla prossima mossa della Fed. Accanto a questo, arriveranno anche i continuing claims e i dati preliminari sulle scorte allโingrosso e sul commercio di beni di luglio (il deficit commerciale di beni dovrebbe attestarsi intorno ai -100 miliardi di dollari). Si tratta di indicatori secondari, ma utili a completare il quadro sulla dinamica di domanda e offerta interna.
In Europa, il focus si sposta invece sulla fiducia dei consumatori tedeschi misurata dal GFK di settembre. Il consenso punta a un lieve miglioramento a -29,5 dal precedente -29,6. Un movimento marginale, ma che va letto alla luce di un contesto ancora fragile per la Germania. Arriveranno anche i dati sulla crescita della moneta M3 nellโarea euro a luglio (attesa intorno al 3,3%) e, soprattutto, i verbali della riunione di politica monetaria della BCE di luglio. Questi ultimi potrebbero offrire qualche indizio in piรน su come i governatori stanno interpretando il mix di crescita debole e inflazione ancora non completamente sotto controllo.
Lโindice PCE headline รจ salito dello 0,2% su base mensile (dopo il -0,1% di giugno) e resta fermo al 3,7% su base annua. Il core, quello che guarda la Fed escludendo cibo ed energia, ha segnato lo stesso +0,2% mensile e si conferma al 3,3% annuo, praticamente in linea con le attese. Il ritmo mensile รจ moderato, ma non basta a far scendere in modo significativo la lettura annuale, che resta ben sopra il target del 2%. Guardando sotto la superficie, i beni hanno aiutato (-0,1%, trainato soprattutto da energia e benzina), mentre i servizi continuano a spingere, con contributi da finanziari, assicurazioni e housing. Il risultato netto รจ unโinflazione che non accelera ma non scende neanche: sticky, come si diceva da mesi.
Sul fronte della domanda il messaggio รจ piรน soft. Il reddito personale รจ cresciuto dello 0,4%, la spesa nominale dello 0,2%, ma quella reale (depurata dallโinflazione) รจ rimasta praticamente ferma. Dopo i mesi piรน vivaci di maggio e giugno, i consumatori sembrano aver tirato un poโ il freno. Il tasso di risparmio รจ salito intorno al 3%.
Messo insieme, il report dร alla Fed un poโ di spazio di manovra ma non risolve il dilemma. Lโinflazione non รจ ancora sotto controllo e la spesa reale si รจ raffreddata. Un mix che lascia aperto il dibattito tra chi preferisce tenere i tassi fermi e chi vede ancora rischio di rialzo, soprattutto in prossimitร di Jackson Hole.
Crediamo che siano diverse le cose che gli investitori debbano tenere sottโocchio nelle prossime settimane. Tra queste:
Cosa sta influenzando i rendimenti dei titoli del Tesoro a lungo termine. Il recente aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro a lungo termine, che hanno raggiunto i massimi pluriennali, non significa necessariamente che gli investitori si aspettino un'era di inflazione piรน elevata. Anzi, in realtร le aspettative di inflazione sono inferiori rispetto a marzo e vicine al minimo degli ultimi due o tre anni. Le aspettative di inflazione si stanno comportando in modo molto stabile. Tuttavia, l'incertezza sull'inflazione รจ un fattore chiave, soprattutto alla luce delle preoccupazioni fiscali e sta spingendo gli investitori a richiedere un premio a termine piรน elevato, ovvero un rendimento maggiore per l'acquisto di obbligazioni a piรน lunga scadenza.
La distinzione tra aspettative e incertezza รจ importante. Anche se l'inflazione mostra segnali di un trend al ribasso, le preoccupazioni fiscali e l'incertezza sulle prospettive a lungo termine dovrebbero mantenere i rendimenti elevati. Ma sebbene i rendimenti probabilmente rimarranno alti piรน a lungo, ciรฒ non significa necessariamente che aumenteranno significativamente da qui in avanti;
Una scarica di adrenalina e un sospiro di sollievo per molti investitori in Bitcoin. Nelle scorse settimane il Bitcoin ha registrato il suo maggiore guadagno settimanale in oltre due anni, uscendo da una lunga fase laterale. Gli investitori in Bitcoin hanno ricevuto il catalizzatore che aspettavano quando il Dipartimento del Tesoro ha annunciato l'intenzione di ampliare il programma di riacquisto di obbligazioni per contenere i rendimenti. Da quel momento il Bitcoin รจ balzato del 20% e di oltre il 23% nell'arco della scorsa settimana. La chiusura delle posizioni short ha contribuito ad alimentare il rally e, secondo alcune stime, circa 500 milioni di dollari di posizioni short su Bitcoin sono stati liquidati in pochi minuti, con il prezzo che ha superato i 67.000 dollari un paio d'ore dopo l'annuncio del Tesoro. Anche il calo del dollaro statunitense, la spinta di Trump per l'approvazione del Clarity Act nel corso della giornata e altri sviluppi normativi sono stati citati come catalizzatori. Qualunque siano le ragioni, gli investitori sono tornati a investire, almeno per qualche giorno;
Analisi della leadership dell'S&P 500. Uno sguardo piรน attento rivela che i settori sanitario, energetico e dei materiali hanno guidato l'S&P 500 nell'ultimo mese. Con i prezzi del petrolio elevati da mesi, non sorprende che i titoli energetici abbiano registrato una forte crescita ultimamente. Alla chiusura del mercato di ieri, il settore energetico era in rialzo del 45% dall'inizio dell'anno e aveva guadagnato lโ8% ad agosto, con il 62% dei titoli del settore ai massimi delle ultime quattro settimane e un terzo ai massimi delle ultime 52 settimane. A titolo di confronto, l'S&P 500 nel suo complesso ha visto solo il 12% dei suoi componenti ai massimi delle ultime quattro settimane e appena il 3% ai massimi delle ultime 52 settimane, registrando un solido, ma decisamente meno impressionante, rialzo del 12% dall'inizio dell'anno. Nel frattempo, piรน di un titolo su cinque del settore sanitario dell'S&P 500 era ai massimi delle ultime quattro settimane e il 12% aveva raggiunto i massimi delle ultime 52 settimane. Nessuna delle societร del settore dei materiali incluse nell'indice ha registrato un massimo a 52 settimane, ma il 24% ha raggiunto il massimo a quattro settimane.
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