Job report Usa oltre le attese, Fed più vicina a un rialzo dei tassi

05/06/2026 13:15
Job report Usa oltre le attese, Fed più vicina a un rialzo dei tassi

Il mercato del lavoro americano sorprende ancora. A maggio l’economia statunitense ha creato molti più posti di lavoro del previsto, mentre la disoccupazione è rimasta stabile e le revisioni dei mesi precedenti hanno rafforzato ulteriormente il quadro. Un segnale di resilienza che riduce le aspettative di tagli dei tassi da parte della Fed e riporta al centro dello scenario l’ipotesi di una politica monetaria restrittiva più a lungo, sostenendo dollaro e rendimenti dei Treasury.

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Report sul lavoro Usa più forte delle attese

L’US Bureau of Labor Statistics ha comunicato che, nel mese di maggio, l’occupazione nei settori non agricoli è aumentata di 172 mila unità, un dato decisamente superiore alle attese del consensus, che indicavano una crescita più contenuta, compresa tra circa 85 mila e 105 mila nuovi impieghi. Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 4,3%, in linea con le aspettative del mercato.

Come si legge nel commento a cura di Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, Il dato headline conferma quindi una dinamica occupazionale più solida del previsto. L’economia americana continua a creare posti di lavoro a un ritmo superiore a quello atteso dagli analisti, riducendo notevolmente i timori di un rapido deterioramento del mercato del lavoro.

Non mancano però alcuni elementi meno brillanti. L’occupazione nelle attività finanziarie è scesa di 22 mila unità a maggio ed è in calo di 107 mila posti rispetto al picco recente di maggio 2025. Il settore trasporti e magazzinaggio è rimasto sostanzialmente invariato nel mese, ma resta in flessione di 92 mila unità rispetto al massimo di febbraio 2025. Si tratta di dettagli importanti, spiega Diodovich, perché mostrano un mercato del lavoro ancora positivo nel complesso, ma non omogeneo tra i diversi comparti.

Le revisioni dei mesi precedenti sono state molto positive. Il dato di marzo è stato rivisto al rialzo di 29 mila unità, da +185 mila a +214 mila, mentre quello di aprile è stato rivisto al rialzo di 64 mila unità, da +115 mila a +179 mila. Nel complesso, marzo e aprile mostrano quindi 93 mila posti di lavoro in più rispetto alle stime precedenti. Questo, evidenzia Diodovich, rafforza ulteriormente la lettura positiva del report, perché non solo il dato di maggio batte le attese, ma anche il quadro dei mesi precedenti appare più robusto di quanto inizialmente stimato.

Il tasso di disoccupazione è rimasto fermo al 4,3% e si muove da luglio 2025 in un intervallo ristretto tra il 4,3% e il 4,5%. Il numero dei disoccupati, pari a 7,3 milioni, è cambiato poco nel mese. Il tasso di partecipazione alla forza lavoro è rimasto invariato al 61,8%, mentre il rapporto occupati/popolazione è salito lievemente al 59,2%.

Da monitorare anche la componente della disoccupazione di lunga durata. Il numero di persone senza lavoro da 27 settimane o più è rimasto sostanzialmente stabile a 2 milioni, ma risulta in aumento di 524 mila unità su base annua e rappresenta il 27,5% del totale dei disoccupati. È un segnale che, precisa Diodovich, invita a non leggere il report in modo eccessivamente trionfalistico: il mercato del lavoro tiene, ma una parte della forza lavoro continua a incontrare difficoltà nel rientrare stabilmente nell’occupazione.

Il numero di persone impiegate part-time per ragioni economiche si è attestato a 4,8 milioni, sostanzialmente invariato rispetto al mese precedente. Questi lavoratori avrebbero preferito un impiego a tempo pieno, ma lavorano part-time perché le ore sono state ridotte o perché non sono riusciti a trovare un lavoro full-time. Anche questo dato, sottolinea Diodovich, conferma un quadro sfumato: la creazione di posti resta solida, ma non cancella del tutto alcune fragilità interne.

Salari in linea: meno pressione inflazionistica

A maggio, la retribuzione oraria media nel settore privato è aumentata di 12 centesimi, pari a +0,3% mese su mese, raggiungendo 37,53 dollari. Su base annua, la crescita salariale si è attestata al 3,4%.

Il dato sui salari è risultato in linea con le aspettative. La crescita annua conferma un rallentamento rispetto al 3,6% registrato in aprile. Questo aspetto, osserva Diodovich, impedisce di leggere il report come un segnale di forte surriscaldamento inflazionistico. Il mercato del lavoro crea più posti del previsto, ma i salari non stanno accelerando in modo preoccupante.

Per la Fed, puntualizza Diodovich, il dato complessivo riduce le possibilità di un taglio e aumenta lievemente le chance di un rialzo del costo del denaro nel medio/lungo periodo. Una creazione di 172 mila posti di lavoro, accompagnata da forti revisioni positive dei mesi precedenti e da una disoccupazione stabile al 4,3%, rende più difficile sostenere che l’economia americana stia entrando in una fase di brusco rallentamento. Allo stesso tempo, salari al 3,4% annuo e ore lavorate stabili indicano che le pressioni dal costo del lavoro restano contenute rispetto alle fasi più calde del ciclo.

Dollaro sostenuto: il mercato guarda alla forza dei payroll e alle revisioni positive

La lettura di mercato è stata molto positiva per il dollaro. Il dato di maggio mostra una sorpresa positiva più ampia: nuovi occupati ben sopra consensus, revisioni al rialzo molto consistenti e disoccupazione stabile.

Questa combinazione, conclude Diodovich, può sostenere il dollaro e i rendimenti governativi Usa, perché porta la Fed ad avere un atteggiamento meno dovish e più restrittivo. Gli investitori potrebbero interpretare il report come la conferma che il mercato del lavoro americano non sta cedendo, nonostante il rallentamento di alcuni settori e le incertezze macroeconomiche. Il cambio euro/dollaro è sceso dopo il report sul lavoro da 1,1635 a 1,16. La coppia valutaria dollaro/yen è salita da 159,90 a 160,08.

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