L’addio di Buffett e la nuova mappa dello smart money tra AI e rotazione settoriale

18/02/2026 13:45
L’addio di Buffett e la nuova mappa dello smart money tra AI e rotazione settoriale

La nuova stagione delle 13F fotografa uno dei trimestri più significativi degli ultimi anni: cautela selettiva, rotazione settoriale e fine dell’era Buffett alla guida di Berkshire Hathaway. Mentre l’intelligenza artificiale entra in una fase più matura e i tagli dei tassi vengono rinviati al 2026, i grandi gestori si dividono tra prese di profitto sui vincitori della corsa AI e nuove scommesse su ciclici, finanziari ed emerging markets. Non è una fuga dall’azionario, ma una ridefinizione delle priorità.

Scopri le soluzioni di investimento

Con tutti i certificate di Orafinanza.it


La stagione delle 13F tra smart money e fine di un’era

La nuova stagione delle 13F, i documenti che rivelano le partecipazioni azionarie detenute dai grandi gestori professionali alla fine di ogni trimestre, si è chiusa con oltre 8.300 fondi istituzionali e 1.116 hedge fund che hanno depositato le posizioni al 31 dicembre 2025. Come si legge nel report di Gabriel Debach, market analyst di eToro, si tratta delle 13F più ricche di significato degli ultimi anni: un trimestre dominato da cautela selettiva, rotazione settoriale e da un evento epocale, l’ultimo filing dell’era Warren Buffett.

Debach invita però a una lettura consapevole. I guru non battono sempre il mercato e le 13F hanno limiti strutturali: non includono posizioni short, non mostrano l’esposizione su asset non statunitensi, non riportano in modo completo i derivati e, soprattutto, sono dati “datati” al termine del trimestre. Sono strumenti utili per leggere le rotazioni e i grandi orientamenti, meno per inseguire il timing.

Il 2025, osserva Debach, è stato un anno molto positivo per gli hedge fund, quarto miglior anno da inizio secolo. Gli equity long/short hanno reso in media +17,3%, superando leggermente l’S&P 500, che ha chiuso a +16,4%. È stato anche un anno di validazione per il concetto di “smart money”. L’ETF Global X Guru (GURU), che replica le posizioni aggregate degli hedge fund sulla base dei 13F, ha chiuso con un +25%, battendo l’S&P 500 e l’iShares MSCI ACWI (+22%). La sovraperformance è stata evidente soprattutto nella seconda metà dell’anno.

Eppure, ricorda Debach, il track record di lungo periodo è più modesto. Dal 2013 il GURU ha sovraperformato l’S&P 500 solo in 6 anni su 13. Su un orizzonte decennale, da febbraio 2016 a febbraio 2026, il GURU ha accumulato +218,8% contro +255,2% dell’S&P 500. La lezione è chiara: replicare passivamente le posizioni aggregate degli hedge fund non garantisce una sovraperformance sistematica. Le 13F non sono una strategia “set and forget”.

Immagine contenuto

Lo sfondo del quarto trimestre 2025, evidenzia Debach, è quello di una vera e propria corsa agli armamenti sull’infrastruttura AI, con impegni di CapEx enormi da parte delle big tech. Il mercato si è concentrato su pochi attori dominanti, mentre le aspettative di taglio dei tassi sono slittate verso il 2026. In questo contesto, i superinvestitori hanno mosso le pedine prima che il sentiment sul software iniziasse a deteriorarsi all’inizio del nuovo anno.

Il “testamento” di Buffett e le scelte divergenti dei grandi fondi

Il filing Q4 2025 di Berkshire Hathaway è, secondo Debach, molto più di un resoconto trimestrale: è il documento finale della gestione di Warren Buffett come ceo, prima del passaggio a Greg Abel dal 1° gennaio 2026.

La sorpresa maggiore è l’ingresso nel New York Times per circa 352 milioni di dollari, pari a poco più di 5 milioni di azioni, che rende Berkshire uno dei principali azionisti con una quota del 3,12%. Un’operazione che, spiega Deabch, sembra una revisione storica. Nel 2019 Buffett aveva liquidato l’editoria tradizionale definendola senza futuro e vendendo le testate di Berkshire per 140 milioni di dollari. Oggi acquista una realtà che non è più solo un giornale: quasi 13 milioni di abbonati, oltre 2 miliardi di dollari di ricavi digitali annui, un modello basato su sottoscrizioni ricorrenti, bundle e pricing power. Il margine operativo adjusted è intorno al 24%, con oltre metà degli utenti che paga per più prodotti. Come osserva Debach, Buffett non ha cambiato idea sui giornali: ha comprato una piattaforma digitale con ricavi ripetibili e brand globale.

Sul fronte opposto, Berkshire ha ridotto Amazon di oltre il 77%, vendendo circa 1,7 miliardi di dollari di azioni. Amazon non è mai stata una posizione core per Buffett, ma il taglio segnala una presa di profitto dopo il massimo storico del 3 novembre e riporta al centro il tema che inquieta il mercato: la corsa ai CapEx. Amazon prevede circa 200 miliardi di dollari di investimenti nel 2026, dopo i 129 miliardi del 2025, superando Google e Microsoft. È il paradosso della stagione per Debach: Amazon è contemporaneamente vista come infrastruttura chiave per l’AI e come potenziale rischio per l’equilibrio finanziario.

Berkshire ha continuato anche a ridurre Apple per il terzo trimestre consecutivo, tagliando l’esposizione del 4,3%. Resta la prima posizione, con circa 60 miliardi di dollari e un peso intorno al 22% del portafoglio equity. Buffett ha citato efficienza fiscale e valutazioni, ma, nota Debach, emergono interrogativi su quanto il trimming sia pura gestione tecnica e quanto disciplina sui multipli.

Immagine contenuto

Anche Bank of America è stata alleggerita, mentre American Express ha superato BAC diventando la seconda posizione in portafoglio. Il segnale più eloquente, secondo Debach, resta però la liquidità: Berkshire siede su una montagna di cash, un messaggio chiaro di massima flessibilità per la nuova gestione.

Mentre Berkshire alleggerisce, altri si muovono in direzione diversa. Bill Ackman ha ruotato verso i Magnificent Seven con selettività: nuova posizione in Meta, aumento su Amazon, taglio drastico di Alphabet. Stanley Druckenmiller ha ampliato e diversificato il portafoglio, incrementando Amazon e Alphabet ma affiancando esposizioni macro come l’ETF finanziario XLF, il Brasile tramite EWZ, Alcoa e l’S&P 500 equal weight. È un posizionamento che, evidenzia Deabch, suggerisce attesa di reflazione e allargamento della leadership oltre le mega cap.

David Tepper ha ridotto Nvidia e AMD dopo i forti rialzi precedenti e aumentato l’esposizione alle compagnie aeree, in particolare American Airlines. Anche qui, secondo Debach, emerge uno schema ricorrente: alleggerire i vincitori della fase euforica dell’AI e tornare su settori ciclici che potrebbero beneficiare di una crescita più diffusa.

Aggregando le mosse, per Debach emergono tre fili conduttori. Primo, non c’è fuga dall’azionario, ma maggiore selettività. Le riduzioni su alcune big tech convivono con acquisti mirati sugli stessi nomi da parte di altri gestori: il mercato è frammentato, non monolitico. Secondo, l’intelligenza artificiale entra in una fase più adulta: non basta la narrativa, servono flussi di cassa concreti. Le prese di profitto su Nvidia o i tagli su Palantir indicano che lo smart money distingue tra storia e ritorno sul capitale. Terzo, riemerge interesse per ciclici, finanziari, materie prime ed emerging markets. Non è un abbandono della tecnologia, ma un tentativo di ampliare il perimetro del rally.

Un mercato meno concentrato, conclude Debach, è paradossalmente un mercato più sano.

La Finestra sui Mercati

Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!

Leggi la nostra guida sugli ETF

Obbligazione Barclays in euro

Rendimento del 9% nei primi due anni, poi variabile.

Chi siamo

Orafinanza.it è il sito d'informazione e approfondimento nel mondo della finanza. Una redazione di giornalisti e analisti finanziari propone quotidianamente idee e approfondimenti per accompagnarti nei tuoi investimenti.

Approfondimenti, guide e tutorial ti renderanno un esperto nel settore della finanza permettendoti di gestire al meglio i tuoi investimenti.

Maggiori Informazioni


Feed Rss

Dubbi o domande?

Scrivici un messaggio e ti risponderemo il prima possibile.




Orafinanza.it
è un progetto di Fucina del Tag srl


V.le Monza, 259
20126 Milano
P.IVA 12077140965


Note legali
Privacy
Cookie Policy
Dichiarazione Accessibilità

OraFinanza.it è una testata giornalistica a tema economico e finanziario. Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 50 del 07/04/2022

La redazione di OraFinanza.it