L’economia dell’Europa fa sempre più fatica a crescere

18/05/2026 06:15
L’economia dell’Europa fa sempre più fatica a crescere

Riteniamo possibile che le minute del FOMC e i titoli dei giornali possano alimentare la volatilità dei mercati finanziari nel corso della settimana. Nelle ultime settimane è emersa la divergenza tra i beneficiari degli investimenti in capitale fisso nell’IA e quasi tutti gli altri segmenti di mercato

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM

Scopri le soluzioni di investimento

Con tutti i certificate di Orafinanza.it


Si apre una settimana ricca di dati macro che forniranno indicazioni sulla salute dell’economia statunitense ed europea. Negli USA, gli highlight includono le minute della riunione FOMC di aprile (mercoledì 20), le vendite di case in sospeso (martedì), i dati sul mercato immobiliare (permessi e avvii di costruzione giovedì) e i PMI flash di maggio. Le minute saranno particolarmente scrutinate per capire i segnali sulla direzione dei tassi in un contesto di inflazione ancora persistente e crescita resiliente.

Dati USA più forti delle attese (soprattutto housing e PMI), confermerebbero un “soft landing” e sosterrebbero gli indici azionari, favorendo settori ciclici e tech. Inoltre, minute “hawkish” o dati robusti USA spingerebbero i rendimenti dei Treasury al rialzo, con effetto contagio sui Bund europei.

In Europa, focus su dati di bilancia commerciale, inflazione armonizzata (finali), produzione industriale e soprattutto i PMI flash preliminari di maggio (manifatturiero e servizi) per Eurozona, Germania e altri paesi principali. L’economia europea mostra una crescita modesta (+0.1% QoQ nel Q1) con pressioni inflattive legate all’energia. PMI sopra 50, rafforzerebbero il sentiment sulla, seppur lenta, ripresa economica, mentre dati deboli peserebbero su banche e industriali. Inflazione o PMI europei più alti del previsto ridurrebbero le aspettative di tagli BCE, sostenendo rendimenti periferici e core. Un quadro di “higher for longer” penalizzerebbe le duration lunghe.

Crediamo che gli investitori testeranno la narrativa di resilienza USA e di fragilità europea. Sorprese positive supporteranno risk-on su equity e flattening delle curve, mentre segnali di surriscaldamento rafforzeranno dollaro e rendimenti.

Ma la settimana che si apre continuerà anche ad essere dominata dai titoli dei giornali, con un sentiment che probabilmente oscillerà tra estremo ottimismo e pessimismo riguardo alla riapertura dello Stretto di Hormuz, il che potrebbe generare una certa volatilità. Gli analisti sono propensi a puntare sui titoli a crescita strutturale – in particolare quelli che beneficiano degli investimenti in IA – ercando comunque di diversificare l’esposizione in vari settori e industrie come energia, materiali e prodotti chimici.

I riferimenti storici al mercato sono quasi tutti iperbolici e di solito inaccurati, soprattutto quelli che citano la bolla tecnologica, motivo per cui generalmente irritano gli investitori. Tuttavia, il 1998 è utile per i confronti. Il default del debito russo e il crollo di Long-Term Capital Management furono violenti shock macroeconomici che alla fine si rivelarono distrazioni a breve termine da un'avanzata ben più ampia guidata dai titoli tecnologici, sebbene le basi di quell'avanzata fossero piuttosto diverse da quelle che si stanno verificando ora.

Oggi, il calo di interesse dovuto all'Iran ha creato una situazione simile. Le notizie geopolitiche continuano ad avere importanza durante la giornata, soprattutto ora che la stagione degli utili sta per concludersi. Il vertice tra Stati Uniti e Cina – che sembra essere andato molto bene - rappresenta un altro importante catalizzatore macroeconomico per l'Iran, il commercio e la tecnologia.

Nonostante la mancanza di progressi nel Golfo Persico, i mercati azionari globali hanno continuato a salire, ma nelle ultime settimane è emersa con chiarezza la divergenza tra i beneficiari degli investimenti in capitale fisso (capex) nel settore dell'intelligenza artificiale (IA) e quasi tutti gli altri segmenti di mercato, in particolare per i fornitori che hanno subito le maggiori strozzature. Continuiamo a ritenere che gli investitori dovrebbero valutare la possibilità di sfruttare il forte slancio dei titoli legati all'intelligenza artificiale, supportato da solidi risultati trimestrali e previsioni positive. È probabile che anche i flussi di capitale continueranno a sostenere questa divergenza, con il ritorno degli investitori retail sul mercato.

Gli utili e il riposizionamento degli investitori non sono stati gli unici fattori a sostenere il mercato. I dati economici, in particolare il solido ultimo rapporto sull'occupazione di aprile, hanno sorpreso positivamente. Considerato il contesto economico resiliente, i risultati aziendali eccezionali e la ripresa dei flussi di acquisto al dettaglio, gli investitori potrebbero valutare la possibilità di orientarsi verso asset più rischiosi e approfittare dei ribassi.

Dal 1998, la funzione di reazione del mercato azionario è cambiata. Gli asset rischiosi vengono scambiati sempre più spesso in seguito a notizie positive piuttosto che negative, il che indica che la probabilità, implicita nel mercato, di una recessione globale indotta da conflitti ha iniziato ad affievolirsi. Il rischio di una nuova escalation non va tuttavia ignorato, ma può essere coperto in modo più diretto attraverso posizioni lunghe in titoli energetici o altre materie prime legate all'intelligenza artificiale, piuttosto che tramite una riduzione automatica del rischio azionario.

Il messaggio più importante è che lo slancio positivo rimane supportato dai fondamentali e dai flussi di investimento. Il rally dei semiconduttori, con un aumento di circa il 65% rispetto ai minimi di marzo, ricorda il rialzo di circa il 70% registrato tra i minimi di ottobre 1998 e la fine di novembre dello stesso anno. L'attuale avanzamento è stato trainato da revisioni al rialzo degli utili per azione (EPS) piuttosto che da una significativa rivalutazione del rapporto prezzo/utili. Questo è importante perché i rally possono durare più a lungo e in misura maggiore di quanto gli investitori si aspettino, quando lo slancio dei prezzi, le revisioni positive degli utili e il posizionamento si muovono tutti nella stessa direzione.

Anche il contesto dei flussi di investimento appare più favorevole rispetto ai precedenti rally. Il rimbalzo successivo al Giorno della Liberazione, nell'aprile 2025, fu trainato dagli investitori al dettaglio, successivamente seguiti dagli investitori istituzionali. L'attuale rally sembra invece essere stato guidato da un rinnovato coinvolgimento degli investitori istituzionali, mentre la partecipazione degli investitori al dettaglio è rimasta più contenuta. La velocità del rimbalzo, combinata con solidi risultati trimestrali, effetti di crescita patrimoniale, fattori stagionali favorevoli e il supporto dei rimborsi fiscali, ha creato un terreno fertile per gli afflussi di capitali al dettaglio, che potrebbero così estendere il trend positivo.

Continuiamo comunque a mettere in guardia gli investitori dal seguire indiscriminatamente il mercato o il settore dei semiconduttori e siamo altrettanto cauti nel puntare contro ulteriori rialzi nelle aziende di intelligenza artificiale e semiconduttori, dove i risultati trimestrali sono ancora in miglioramento e i flussi di investimento al dettaglio sono in aumento. Ci aspettiamo opportunità per sfruttare i ribassi in modo opportunistico e questo rimane il nostro approccio preferito per continuare a incrementare l'esposizione agli asset rischiosi sul mercato.

Negli Stati Uniti, il contesto macroeconomico dovrebbe continuare a fornire slancio al rally. L'indice Citigroup Economic Surprise Index è balzato in avanti nelle ultime settimane e gli ultimi dati sull'occupazione rappresentano l'ennesima notizia rassicurante. Il trend dell'occupazione non sanitaria da inizio anno è proseguito, il che è importante perché la stragrande maggioranza dei nuovi posti di lavoro netti creati negli ultimi due anni si è concentrata nel settore sanitario o in quello pubblico. La crescente resilienza del mercato del lavoro di quest'anno è quindi un segnale positivo.

Il rapporto sull'occupazione si è aggiunto alla lista di motivi per cui è improbabile che si assista a un taglio dei tassi di interesse all'inizio del mandato di Warsh, ma la soglia per un rialzo dei tassi sembra già alta, anche senza che i dati sull'inflazione inizino a mostrare segni di surriscaldamento. È chiaro che la solidità del mercato del lavoro rafforza l'idea che l'economia statunitense possa assorbire condizioni finanziarie più restrittive e picchi episodici dei prezzi dell'energia senza un rallentamento significativo. L'incredibile forza degli utili aziendali – i dati sull'utile per azione (EPS) del primo trimestre per le società dell'indice S&P 500 si attestano al 27,7% – suggerisce che le aziende che beneficiano maggiormente della crescita strutturale potrebbero continuare a essere leader.

La Finestra sui Mercati

Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!

Leggi la nostra guida sugli ETF

Obbligazione sul rendimento del BTP all'8,25%

Cedole annue condizionate e richiamabile

Chi siamo

Orafinanza.it è il sito d'informazione e approfondimento nel mondo della finanza. Una redazione di giornalisti e analisti finanziari propone quotidianamente idee e approfondimenti per accompagnarti nei tuoi investimenti.

Approfondimenti, guide e tutorial ti renderanno un esperto nel settore della finanza permettendoti di gestire al meglio i tuoi investimenti.

Maggiori Informazioni


Feed Rss

Dubbi o domande?

Scrivici un messaggio e ti risponderemo il prima possibile.




Orafinanza.it
è un progetto di Fucina del Tag srl


V.le Monza, 259
20126 Milano
P.IVA 12077140965


Note legali
Privacy
Cookie Policy
Dichiarazione Accessibilità

OraFinanza.it è una testata giornalistica a tema economico e finanziario. Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 50 del 07/04/2022

La redazione di OraFinanza.it