L’inflazione USA sale ma in linea con le attese, Wall Street riduce le perdite

L’inflazione USA sale ma in linea con le attese, Wall Street riduce le perdite

Il dato sui prezzi arriva a pochi giorni dalla prima riunione della Federal Reserve guidata da Kevin Warsh, condizionandone inevitabilmente la sua decisione sui tassi di interesse, mentre l’azionario legato ai tecnologici ripiega ancora.

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Inflazione USA in aumento

L’inflazione negli Stati Uniti sale ai massimi da tre anni e, seppur rispettando le previsioni, rende sempre più difficile per la nuova Federal Reserve a guida Kevin Warsh decidere il tanto sbandierato taglio dei tassi alla fine della prossima riunione in agenda per il 17 giugno.

Nel dettaglio, l’indice sui prezzi al consumo ha mostrato un’inflazione annuale aumentata del 4,2% a maggio, in linea con le attese ma in accelerazione rispetto al +3,8% del mese precedente, e dello 0,5% su base mensile, dal +0,6% di aprile.

Il dato core, che esclude cibo ed energia, è salito su base annuale dal 2,8% all’attuale 2,9% e dello +0,2% mensilmente dal +0,3% precedente.

Wall Street oggi

In forte negativo prima del dato, i future di Wall Street recuperavano mezzo punto percentuale, guidati da quelli sul Nasdaq (-0,60%), con i contratti sullo S&P500 (-0,50%) e quelli sul Dow Jones (-0,50%) a rimorchio.

Il dollaro restava debole dell’euro e il cross EUR/USD saliva leggermente a 1,1557, mentre il Bitcoin proseguiva nel suo calo (-2%), scendendo a 61 mila dollari.

Ancora in calo i prezzi dell’oro: prezzo spot a 4.135 dollari e future con scadenza ad agosto a 4.158 dollari l’oncia.

Tornano a salire le quotazioni del petrolio (+1%), con il Brent a 92,70 dollari e il greggio WTI a 89,70 dollari al barile.

L’analisi degli esperti

Per Brian Jacobsen di Annex Wealth Management, "il fatto che i dati sull'inflazione siano in linea con le aspettative non significa che siano positivi", in quanto “l'inflazione complessiva non mostra molte prove che l'aumento dei prezzi delle materie prime energetiche si stia riversando sui prezzi al netto delle componenti volatili”.

"Il tempo stringe per riaprire lo Stretto di Hormuz, con la forza o con una tregua. La Fed non cercherà di prevedere quando ciò accadrà, quindi il Presidente Trump deve fornire certezze prima della riunione", ha aggiunto.

Tiffany Wilding di Pimco, intervenuta su Bloomberg TV, ha affermato che la questione chiave è se l'inflazione sia trainata da shock negativi sul lato dell'offerta o da una forte domanda nell'economia. A suo avviso, i dati sull'inflazione complessiva indicano maggiormente pressioni sul lato dell'offerta, in particolare quelle derivanti dagli sviluppi in Medio Oriente e dagli elevati prezzi della benzina. I dati sull'inflazione al netto delle componenti volatili, tuttavia, sollevano ulteriori interrogativi e rendono il quadro meno chiaro.

John Briggs, responsabile della strategia sui tassi di interesse statunitensi presso Natixis North America, ipotizza che "Il dato leggermente più debole sull'inflazione core su base mensile potrebbe contribuire a rafforzare l'ipotesi che il picco dell'inflazione legata alla guerra sia ormai alle spalle e che il quadro inflazionistico possa migliorare in futuro. Naturalmente, ciò dipende dal fatto che il prezzo del petrolio rimanga stabile in futuro".

Vendite sui tech

Negli ultimi giorni la volatilità è aumentata sui mercati azionari, in quanto gli investitori devono fare i conti con una gamma sempre più ampia di rischi, tra cui le valutazioni elevate nel settore tecnologico, l'escalation delle tensioni in Medio Oriente e le aspettative che la Federal Reserve possa dover aumentare i tassi di interesse per frenare l'inflazione.

Anche la tanto pubblicizzata quotazione in borsa di SpaceX prevista per venerdì, dal valore di 1.750 miliardi di dollari e che punta a raccogliere la cifra record di 75 miliardi di dollari, potrebbe mettere sotto pressione i titoli statunitensi, mentre crescono i timori per l’eccessivo ottimismo nel settore tecnologico.

Incertezza confermata dagli andamenti negativi nel pre market di alcuni grandi protagonisti del comparto come Nvidia (-2%), Micron Technology (-3%) e Broadcom (-2%) che la settimana scorsa sera stata protagonista a causa di previsioni deludenti diffusi dall’azienda.

Dal fronte degli utili, dopo la chiusura del mercato Oracle pubblicherà i risultati trimestrali e gli investitori presteranno attenzione ai dettagli del business cloud dell’azienda, che conta OpenAI tra i suoi clienti più importanti, in un contesto di fluttuazioni nel settore dell’IA.

Tra entusiasmo e paure di un crollo

“Non solo oscilliamo tra un accordo o meno con gli Stati Uniti e l’Iran, ma i mercati stanno anche oscillando tra l’entusiasmo per l’IA in stile 1999 e le paure di un crollo tecnologico come nel 2000”, ha osservato Jim Reid di Deutsche Bank AG. “Tutto ciò che ci serve ora è un dato volatile sull’indice dei prezzi al consumo (CPI) degli Stati Uniti oggi per mantenere il pattern”.

"Il settore tecnologico è sotto pressione a causa di una combinazione di aspettative di tassi più elevati, che riducono il valore attuale degli utili più lontani, e di preoccupazioni relative alle valutazioni elevate e alle incertezze sulla monetizzazione dell'intelligenza artificiale", spiega Mark Haefele, direttore degli investimenti presso UBS Global Wealth Management, aggiungendo che “il posizionamento degli investitori in alcune parti del settore potrebbe anche essersi esteso dopo il forte rally".

“È chiaro che il tema legato all’IA sta subendo un parziale disimpegno”, secondo Andrea Gabellone, responsabile delle azioni globali di KBC Securities, il quale ritiene che questa situazione “Non sia strutturale, solo una rotazione temporanea lontano dai titoli ad alto momentum, e forse anche legata alle numerose IPO di alto profilo che stanno arrivando”.

“Attualmente osserviamo una correzione sana in alcune parti del mercato che potrebbero essere salite troppo e troppo in fretta”, ha dichiarato Stephan Kemper, chief investment strategist di BNP Paribas Wealth Management. “Non c’è nemmeno un trigger per aggiornare ulteriormente le aspettative sugli utili. Abbiamo buone possibilità che l’attuale ambiente di trading altalenante rimanga in vigore per qualche tempo”.

Notizie societarie e pre market USA

Pfizer (+0,10%): secondo indiscrezioni pubblicate dall’agenzia Reuters, il Ceo Albert Bourla avrebbe scritto una lettera indirizzata al cancelliere tedesco Friedrich Merz nella quale l'azienda farmaceutica avvisa che sta riesaminando i tempi e la portata degli investimenti previsti nel Paese, citando le proposte politiche del governo volte a ridurre i prezzi dei farmaci.

KKR (-1%): insieme a Energy Capital Partners sarebbe in trattative per l’acquisizione dell’irlandese DCC, valutandola oltre 5 miliardi di sterline (6,69 miliardi di dollari), secondo quanto riportato da Sky News.

Shattuck Labs (-5%): offerte circa 10,9 milioni di azioni a 4 dollari ognuna, prezzo che comprende uno sconto del 6,3% rispetto alla chiusura di ieri del titolo.

Ares Management (-1%): annunciata la raccolta di 8 ,5 miliardi di dollari, evidenziando l'interesse degli investitori per le strategie di credito privato nonostante i timori.

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