La Fed non esagera, le borse ripartono


Il future del Dax di Francoforte anticipa un avvio in rialzo del 2%. E’ successo tutto in pochi minuti, prima della conferenza stampa, i mercati avevano reagito pochissimo al comunicato della Federale Reserve, è stato il governatore, con poche parole dette al momento giusto, ad indirizzare il movimento. Corsa nel mondo ad alzare i tassi, ieri India (a sorpresa), Islanda e Brasile, oggi Polonia ed Inghilterra. Sono usciti i risultati del trimestre di Enel, Tim e Moncler.


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A Jerome Powell sono bastate poche frasi, forse addirittura poche parole, per far ripartire un rally di borsa fermatosi già prima della guerra. Il governatore della banca centrale degli Stati Uniti, rispondendo ad una domanda rivoltagli da un giornalista nel corso della conferenza stampa post comunicato su un rialzo tassi da cinquanta punti base più che anticipato, ha detto che i prossimi aumenti dovrebbero essere intorno ai cinquanta punti base, perché “c’è un vasto consenso nel comitato” su questa ipotesi. Già questa affermazione sarebbe potuta bastare, ma Powell è stato ancora più preciso e categorico, “un rialzo di 75 punti base non è un’ipotesi che il comitato sta attivamente prendendo in considerazione”.

E’ vero che nei 47 minuti della conferenza stampa, c’è stato spazio anche per altro, ma al mercato è bastato rimuovere la possibilità dell’aumento di tre quarti di punto percentuale, per ripartire. Il rally è stato ampio e per nulla diversificato. L’S&P500 ed il Dow Jones, in rialzo del 3% e del 2,8%, hanno messo a segno la miglior seduta dal 2020. Sono salite le banche, le società dell’energia, dell’industria ed i tech. Il Nasdaq ha chiuso in rialzo del 3,2%.

Stamattina le borse dell’Asia Pacifico salgono, il future dell’indice Dax di Francoforte guadagna il 2%.

RIALZO TASSI NEGLI STATI UNITI

Il Consiglio dei governatori della Federal Reserve ha votato all'unanimità per approvare un aumento di mezzo punto percentuale del tasso di credito primario all’1,00%.

È la prima volta che la banca centrale statunitense ha aumentato i tassi di mezzo punto dal 2000 e ha portato il tasso sui fondi federali dallo 0,75% all’1,00%. Il Comitato del Federal Reserve System ha poi votato all'unanimità per aumentare il tasso di interesse pagato sui saldi di riserva allo 0,9%.

La Fed rinnoverà all'asta tutti i pagamenti principali dalle partecipazioni di titoli del Tesoro detenuti con scadenza nel mese giugno che superano un limite mensile di USD 30 miliardi e reinvestirà tutti i pagamenti principali dalle partecipazioni della Federal Reserve in titoli di debito di agenzia - MBS.

Richard Carter, head of fixed interest research presso Quilter Cheviot, ha commentato: "È probabile che questo aumento di 50 punti base della Federal Reserve sia seguito da molti altri, a giudicare dal tono della dichiarazione e dal fatto che l'economia statunitense continua a dare il massimo.

L’inflazione supera l'8%, mentre l'ultimo rapporto sull'occupazione ha mostrato che ci sono quasi due posti di lavoro disponibili per ogni lavoratore disoccupato. Queste pressioni non scompariranno presto e quindi la Fed sente il bisogno di agire in modo severo e rapido”.

“La Fed potrebbe accettare scenari intermedi, in cui l’inflazione non torni al 2% ma al 4 o al 4,5% - aggiunge Alessandro Fugnoli, investment strategist di Kairos -. Ma questo significherebbe non estirpare il problema, lasciando i listini instabili per molti anni».

RIALZO TASSI NEL MONDO

In anticipo sulla Fed, ieri è arrivato a sorpresa l’aumento del costo del denaro in India. Al termine di una riunione d’emergenza del board, la banca centrale ha alzato di quaranta punti base il tasso di riferimento, dal 4% al 4,40%.

Nel corso della mattinata, la banca centrale dell’Islanda ha addirittura fatto un balzo di un punto intero, portando i tassi ufficiali da 2,75% a 3,75%.

Stanotte, anche la banca centrale del Brasile ha usato le maniero forti con un’inflazione arrivata al 12,5%: il tasso Selic è stato aumentato dell’autorità monetaria di cento punti base, a 12,75%. Nel comunicato che annuncia una decisione in linea con le previsioni, il comitato per la politica monetaria guidato dal governatore Roberto Campos Neto avverte che il ciclo rialzista non è terminato, sarà probabilmente meno pesante nei prossimi mesi, soprattutto se l’inflazione si raffredderà. Il cross dollaro real, ieri in calo del 2,4%, stamattina scende ancora a 4,92, era 5,8% a inizio anno.

Oggi ci sono le comunicazioni di politica monetaria delle banche centrali della Polonia, della Norvegia e dell’Inghilterra.

E’ completamente cambiato il quadro macroeconomico. Le obbligazioni si stanno rafforzando e salgono le materie prime.

Il Buono del Tesoro degli Stati Uniti si porta a 2,93%, sette punti base lontano dal livello che fa male alle azioni. L’oro è tornato a 1.900 dollari l’oncia ed il suo gemello post moderno, il bitcoin, ieri ha chiuso in rialzo del 5%. In rally ieri il petrolio Brent, +5%. Stamattina il greggio del Mare del Nord tratta a 110,7 dollari. Euro a 1,062 su dollaro, dopo il fortissimo recupero di ieri.

TITOLI

Enel ha chiuso il primo trimestre del 2022 con un Ebitda ordinario a 4,486 miliardi di euro (+6,8% su anno) e una impennata dei ricavi di circa il 90% a 34,958 miliardi grazie soprattutto alle maggiori quantità di energia elettrica prodotte e vendute a prezzi medi crescenti.

La crescita dell'Ebitda ordinario è attribuita alla integrazione e diversificazione geografica del gruppo mentre l'Ebitda è cresciuto del 7,6%. L'utile netto consolidato è salito a 1,4 miliardi circa (+21,6% su anno), quello ordinario, sempre di gruppo, a 1,443 mld (+18,9%)."Nel primo trimestre del 2022, la validità del nostro modello di business ci ha consentito di realizzare solidi risultati in linea con le attese, minimizzando i rischi derivanti dal difficile contesto geopolitico ed economico, anche a tutela dei nostri stakeholder", ha commentato l'AD Francesco Starace. Enel conferma "le guidance su Ebitda e utile netto ordinario per il 2022”. Nel trimestre cresce l'indebitamento finanziario netto a 59,1 miliardi (+13,8%).

Leonardo. S&P Global migliora outlook a 'positivo', conferma ‘BB+/B.

Telecom Italia chiude il primo trimestre con ricavi da servizi pari a 3,4 miliardi di euro, in calo del 2,5% su anno, in linea con il piano, e conferma la guidance sul 2022. L'Ebitda organico scende a 1,4 miliardi di euro (-13,3%) in linea con la guidance. Il risultato netto attribuibile ai soci della controllante si attesta a -0,2 miliardi, in linea con il risultato del primo trimestre 2021. L'indebitamento finanziario netto è stabile a 17,7 miliardi rispetto a fine 2021.

Moncler termina il primo trimestre con ricavi in crescita del 60% a 590 milioni di euro, sopra le attese degli analisti. Il brand Moncler, in particolare, ha registrato ricavi per 473 milioni (+29%) con tutte le regioni in solida crescita a doppia cifra. In ulteriore accelerazione il canale Dtc e gli Usa rispetto ai livelli pre-pandemia, bene anche la Cina nonostante i lockdown nel mese di marzo. I lockdown sono continuati anche ad aprile e attualmente circa il 30% dei negozi a marchio Moncler in Cina è temporaneamente chiuso. Per il brand Stone Island i ricavi si sono attestati a 116,5 milioni. "L'anno è appena iniziato", sottolinea nella nota il presidente e AD Remo Ruffini, citando il protrarsi dell'emergenza sanitaria in alcune parti del mondo e il conflitto in Ucraina. "Ciononostante, rimango fiducioso”.


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