La stagione degli utili indica prospettive favorevoli alle azioni

Gli utili del 1Q26 sono cresciuti ben al disopra delle attese, consentendo agli analisti di migliorare anche le prospettive. Gli analisti vedono lโS&P 500 in crescita per fine anno e sono sempre positivi sullโAI e sul settore IT
A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM
Oggi รจ una giornata interessante per i mercati, con diversi dati importanti sia dallโEuropa che dagli Stati Uniti. In Europa, Eurostat pubblicherร i dati definitivi sullโinflazione di maggio (CPI e HICP) e un aggiornamento completo sul mercato del lavoro del primo trimestre 2026, inclusi i flussi occupazionali. Sul fronte dellโinflazione, le stime flash avevano mostrato un CPI intorno al 2,6 - 2,7% YoY. I numeri finali ci diranno se la disinflazione sta procedendo senza intoppi o se ci sono sorprese, soprattutto sul lato core (servizi ed energia esclusa). Con lโinflazione ancora sopra il target del 2%, un dato piรน caldo del previsto rafforzerebbe la linea cauta della BCE, mentre un numero in linea o piรน morbido darebbe piรน spazio a un possibile allentamento nei prossimi mesi. Lโeconomia europea sta crescendo poco (+0,2% nel primo trimestre), quindi il mercato del lavoro diventa cruciale. Vedremo se lโoccupazione tiene nonostante la debolezza del PIL e come si stanno muovendo disoccupazione e flussi tra occupati, disoccupati e inattivi.
Negli Stati Uniti invece lโattenzione sarร sul preliminare dellโUniversitร del Michigan relativa al sentiment dei consumatori di giugno. Dopo mesi di incertezza legata a inflazione, politica e tensioni geopolitiche, questo indicatore ci darร unโidea di come si sentono le famiglie americane in questo momento (aspettative di inflazione a 5 anni, condizioni correnti e prospettive future). Un dato in miglioramento sarebbe un segnale positivo per i consumi, che restano il motore principale dellโeconomia USA, mentre un calo ulteriore evidenzierebbe preoccupazioni crescenti tra i consumatori.
Non ci sono dunque dati bomba, come un Non-Farm Payrolls o un CPI americano, ma questi aggiornamenti aiuteranno a capire meglio lo stato di salute dellโEuropa (inflazione + lavoro) e il morale dei consumatori statunitensi. Saranno elementi utili per calibrare le aspettative sulle prossime mosse di BCE e Fed.
Come era nelle attese della vigilia, la BCE ha deciso un aumento di 25 bp dei tre tassi di interesse di riferimento. Il motivo principale sono le pressioni inflazionistiche scatenate dal conflitto in Medio Oriente.
Nello scenario di base delle nuove proiezioni degli esperti dellโEurosistema, lโinflazione complessiva si collocherebbe in media al 3,0% nel 2026, al 2,3% nel 2027 e al 2,0% nel 2028. Lโinflazione al netto della componente energetica e alimentare si porterebbe in media al 2,5% nel 2026 e nel 2027 e al 2,2% nel 2028. Rispetto ai dati di marzo la BCE ha corretto al rialzo le proiezioni per lโinflazione del 2026 e del 2027 nello scenario di base, soprattutto a causa della traiettoria piรน elevata dei prezzi dellโenergia, che in certa misura dovrebbero trasmettersi allโinflazione degli alimentari, dei beni e dei servizi.
Nello scenario di base la crescita economica raggiungerebbe in media lo 0,8% nel 2026, lโ1,2% nel 2027 e lโ1,5% nel 2028. Si tratta di una revisione al ribasso per il 2026 e il 2027 che riflette lโimpatto piรน pronunciato della guerra sui mercati delle materie prime, sui redditi reali e sul clima di fiducia.
Il problema principale รจ che le prospettive restano incerte, con rischi al rialzo per lโinflazione e rischi al ribasso per la crescita economica. Le implicazioni complessive della guerra per lโinflazione e la crescita a medio termine dipendono ovviamente dallโintensitร e dalla durata dello shock sui prezzi dellโenergia, nonchรฉ dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo impatto.
Secondo la BCE, il Consiglio direttivo resta in una posizione favorevole per affrontare lโincertezza causata dalla guerra. Per definire lโorientamento di politica monetaria adeguato, il Consiglio seguirร attentamente la situazione e adotterร un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono assunte di volta in volta a ogni riunione.
Con quasi tutte le societร dell'indice S&P 500 che hanno giร pubblicato i risultati del primo trimestre 2026, tirando le somme, riteniamo che la stagione degli utili indichi prospettive positive per i mercati azionari. Allo stesso tempo, l'andamento recente del mercato conferma che la volatilitร probabilmente rimarrร una caratteristica distintiva. Non dimentichiamo, come argomentavamo ieri, che la volatilitร man mano che ci avviciniamo alla elezione di midterm tenderร ad aumentare.
Gli utili del primo trimestre dell'indice S&P 500 hanno registrato una crescita di quasi il 25%, ben al di sopra del 14,4% previsto dagli analisti ad aprile, a testimonianza di una dinamica aziendale piรน forte del previsto. Gli analisti hanno reagito rivedendo al rialzo le aspettative per il 2026, secondo Bloomberg. Anche la crescita dei ricavi รจ stata solida, pari all'11,1%, con tutti i settori dell'indice S&P 500 che hanno superato le previsioni iniziali degli analisti, mentre i margini di profitto si sono mantenuti vicini ai massimi storici.
Anche le prospettive generali sugli utili sono migliorate. Dopo una crescita degli utili dell'indice S&P 500 pari a circa l'1% nel 2023 e al 9% nel 2024, le stime di Bloomberg indicano ora una crescita del 12% nel 2025 e del 23% nel 2026, prima di un rallentamento al 15% nel 2027. In parole semplici, le aziende non solo stanno guadagnando di piรน, ma hanno anche registrato un'accelerazione nella crescita degli utili. Il settore tecnologico รจ stato il principale motore di questa crescita, sebbene anche altri settori, tra cui energia, finanza e materiali, abbiano contribuito.
I recenti rialzi dei mercati azionari globali sono stati probabilmente sostenuti da un miglioramento del sentiment geopolitico, compreso l'allentamento delle tensioni in Medio Oriente. Riteniamo che i solidi utili del primo trimestre siano comunque stati il โโprincipale motore della performance delle large-cap statunitensi. L'indice S&P 500 รจ salito del 18% tra aprile e maggio, registrando uno dei rally di 40 giorni piรน forti dal 1950. Sebbene i titoli tecnologici abbiano guidato l'avanzata, il rally si รจ ampliato, con l'indice S&P 500 a ponderazione uguale che ha raggiunto nuovi massimi e oltre il 60% dei suoi componenti scambiato al di sopra della propria media mobile a 200 giorni.
Per gli investitori, questo suggerisce che il rally รจ sostenuto da fondamentali aziendali migliorati piuttosto che dal solo sentiment. I dati di Bloomberg confermano che, dal 1950, movimenti dell'indice S&P 500 di questa portata sono insoliti nel quarto anno di un mercato rialzista, ma sembra crescere la fiducia nella capacitร dell'intelligenza artificiale di supportare la crescita economica e gli utili aziendali futuri.
La media degli analisti mantiene pertanto lโobiettivo di fine anno per l'indice S&P 500 tra 7400 e 7600 punti, ma ribadiscono che รจ probabile un aumento della volatilitร , determinata da fattori quali l'incertezza sulla politica della Fed in primis, gli investimenti in intelligenza artificiale, i rischi geopolitici (incluso il conflitto tra Stati Uniti e Iran), l'elevato numero di offerte pubbliche iniziali (IPO) importanti e le imminenti elezioni di medio termine. Detto questo, gli analisti continuano a considerare i ribassi come opportunitร di acquisto.
Rimangono inoltre positive anche le prospettive sul tema dell'intelligenza artificiale e sul settore IT, pur riconoscendo le valutazioni elevate. Continuano a privilegiare un ribilanciamento verso settori complementari con valutazioni interessanti, tra cui quello finanziario, industriale e delle utility.
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