La volatilità crescente aumenta le opportunità per i mercati


Gli effetti delle decisioni del FOMC li vedremo per un po’ di mesi.

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM


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Serie di dati USA importanti per i mercati in uscita oggi alle 16:00: vendita di nuove case di agosto in USA (stima 700k contro 714 di luglio) e fiducia dei consumatori MoM di settembre (stima 105,9 punti contro 106,1 di agosto).

Indice IFO di settembre leggermente migliore delle attese (85,7 punti contro 85,2 stimato) ma in lieve contrazione rispetto a quello di agosto (85,8 punti).

L'ultima riunione del FOMC si è conclusa mercoledì scorso, ma gli effetti saranno visibili ancora per un po’ di tempo, mentre gli investitori sono alle prese con la probabilità che la posizione di tassi più alti per più tempo della FED possa effettivamente continuare. Come ampiamente previsto, la scorsa settimana la FED ha mantenuto l’obiettivo dei fondi benchmark tra il 5,25% e il 5,50%, livello massimo degli ultimi 22 anni. Ma nella conferenza stampa post-riunione, Powell ha osservato che, poiché l’inflazione rimane al di sopra dell’obiettivo a lungo termine del 2%, la banca centrale sarebbe pronta ad aumentare ulteriormente i tassi, se opportuno. Inoltre, la proiezione “dot-plot” aggiornata prevede un ulteriore aumento quest’anno e di fatto ha eliminato due tagli dal 2024, deludendo gli investitori che speravano in tagli multipli.

Nonostante il peggioramento delle previsioni per i mercati, i rendimenti dei titoli governativi sono diminuiti rispetto ai massimi storici raggiunti a metà settimana, quando il rendimento a 10 anni era salito poco sopra il 4,5%. Riteniamo improbabile comunque un calo costante dei rendimenti data la politica della FED di tassi più alti per più tempo. Mentre i rendimenti dovrebbero diminuire nel lungo periodo, un mercato del lavoro ristretto e un'economia resiliente dovrebbero mantenere la maggior parte dei rendimenti del Tesoro all'interno di un range nel breve termine. I rendimenti potrebbero tuttavia spostarsi leggermente al rialzo, ma questo riteniamo che possa essere limitato, visto che la FED è comunque vicina al picco dei tassi di questo ciclo di rialzi.

Nonostante i recenti commenti della FED, il mercato sembra fiducioso che la banca centrale manterrà i tassi invariati oltre questo mese. Venerdì scorso, gli investitori che scontavano una probabilità implicita che la FED manterrà i tassi al livello attuale fino alla fine del 2023, è cresciuta al 72% (era del 50% circa prima del meeting della FED della scorsa settimana), sulla base dello strumento FedWatch del CME.

Nel corso della settimana saranno diffusi numerosi dati economici che potrebbero offrire ulteriori indizi sul percorso dell’economia USA e dell’inflazione. Questi includono la fiducia dei consumatori di settembre e le vendite di nuove case nel mese agosto, seguite dal rapporto sui beni durevoli sempre di agosto. Importante giovedì la pubblicazione della stima finale del GDP del secondo trimestre, che il mese scorso è stato ridotto al 2,1% dal 2,4%.

Particolarmente interessante sarà osservare i prezzi della spesa per consumi personali (PCE) di venerdì prossimo, il parametro dell'inflazione monitorato più da vicino dalla FED. Il PCE, come altri indicatori di inflazione, ha mostrato un calo delle pressioni sui prezzi per gran parte dell’anno. Ma a luglio, il PCE complessivo è aumentato del 3,3% rispetto allo stesso mese del 2022. Il tasso core seguito da vicino, che esclude la volatilità dei prezzi di cibo ed energia, è aumentato del 4,2% su base annua.

E i mercati? Solo perché complessivamente in questo momento sembrano un po’ ingessati, non significa che non ci siano opportunità molto interessanti. Con la ripresa dei rimborsi dei prestiti studenteschi e il consumatore che già mostra alcuni segni di esaurimento, potrebbe avere senso trarre profitti dalle performance di quest'anno come le compagnie aeree, hotel, ristoranti e tempo libero e costruttori di case e ruotare gli investimenti verso l'energia, alcuni settori dell'assistenza sanitaria, e alcune società dei mercati dei capitali nel settore finanziario.

Crediamo che la qualità debba comunque permeare in ogni caso qualsiasi cambiamento di allocazione. Nel settore energia per esempio, le valutazioni sembrano interessanti, gli utili sono attesi accelerare ora che sono stati superati i difficili confronti rispetto a un anno fa e con i prezzi del petrolio che sono tornati al rialzo, il settore è correlato positivamente ai tassi reali.

Anche nel settore sanitario, riteniamo che ci siano utili sottostimati in segmenti quali fornitori e servizi, mentre è probabile che i produttori di apparecchiature medicali continuino a crescere.

Riteniamo che possa essere convenientemente sfruttato anche il recente ribasso delle small cap, che non riescono proprio a prendersi una pausa dalle flessioni dei prezzi. Le valutazioni relative alle large cap sono tornate ai livelli più bassi dall'inizio del 2002. La marcia verso l'alto dei tassi non ha aiutato, ma ci sembra scontato affermare che qualsiasi chiarimento sulle prospettive economiche e la fine del ciclo di rialzi dei tassi potrebbe essere un catalizzatore per vedere il flusso di denaro tornare. La stagione degli utili offre inoltre alle società a piccola capitalizzazione l’opportunità tanto attesa di registrare una crescita degli utili per azione migliore delle grandi.

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