Le big banks USA non deludono: conti da record

I numeri delle grandi banche statunitense fanno entrare nel vivo la stagione degli utili di Wall Street e gli istituti hanno stracciato tutte le previsioni.
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Nel vivo la stagione degli utili di Wall Street
Le grandi banche statunitensi erano attese oggi alla prova degli utili e archiviano un secondo trimestre da record, spingendo il settore a livelli di redditivitร mai visti prima grazie a un eccezionale boom del trading e alla vigorosa ripresa dellโinvestment banking globale.
Nonostante le persistenti preoccupazioni macroeconomiche legate all'inflazione e alle tensioni geopolitiche, i colossi del credito hanno beneficiato di una straordinaria volatilitร dei mercati e della sorprendente resilienza di consumatori e imprese commerciali.
Dietro i profitti stellari e le maxi-operazioni societarie che hanno riacceso il mercato delle fusioni e delle IPO, i grandi leader della finanza americana predicano tuttavia prudenza, paventando rischi latenti pronti a scontrarsi sotto la superficie dell'economia globale.
Una Goldman Sachs da record
Goldman Sachs ha battuto i propri record di trading azionario a Wall Street, registrando 7,42 miliardi di dollari, in un trimestre in cui la divisione equities ha stabilito un record assoluto per qualsiasi istituto finanziario. Il fatturato degli ultimi tre mesi da solo supera quello dellโintero 2019.
Il risultato nel settore equities รจ cresciuto del 72% rispetto allโanno precedente, trainato sia dal finanziamento che dalla realizzazione di profitti nellโorganizzazione di scommesse, come dichiarato dalla banca in una nota diffusa martedรฌ. Anche i trader sui tassi hanno superato le aspettative dopo un deludente primo trimestre, mentre gli investment banker hanno registrato le commissioni piรน alte dal 2021 per consulenza su fusioni e sottoscrizioni.
Analizzando il dettaglio, Goldman ha riportato 4,59 miliardi di dollari di ricavi nel trading sui tassi, mentre le commissioni di investment banking hanno raggiunto 3,4 miliardi, superando le stime degli analisti raccolte da Bloomberg. Si tratta di un trimestre eccezionale per la banca, anche se i trader di Jp Morgan hanno registrato un aumento ancora maggiore: +86% a 6,03 miliardi di dollari.
Gli investment banker della banca sono in testa alle classifiche di settore con un ampio margine: i ricavi nel business di sottoscrizione azionaria sono schizzati del 130% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Goldman detiene piรน di un terzo della quota di mercato delle operazioni di M&A (fusioni e acquisizioni), secondo i dati di Bloomberg, avendo fatto consulenza su operazioni per mille miliardi di dollari questโanno, nel tempo piรน breve mai registrato per una banca.
Anche la divisione asset management risulta in forte crescita: nel secondo trimestre ha riportato 4,04 miliardi in asset sotto gestione, con un aumento di oltre 700 milioni rispetto allโanno precedente.
I risultati includono ricavi netti record di 20,3 miliardi di dollari. Anche le spese sono aumentate, ma la retribuzione del personale รจ cresciuta a un ritmo inferiore rispetto ai ricavi: questi ultimi sono saliti del 39%, mentre i compensi del 30%.
Massimo profitto trimestrale per Jp Morgan
Jp Morgan ha archiviato il secondo trimestre dell'anno registrando il massimo profitto trimestrale mai raggiunto nella storia del settore bancario statunitense.
Il colosso di New York ha chiuso i tre mesi terminati il 30 giugno con un utile netto monstre di 21,2 miliardi (pari a 7,70 dollari per azione), stracciando le previsioni degli analisti. I ricavi complessivi gestiti hanno raggiunto la cifra record di 58,02 miliardi di dollari, spinti da una performance eccezionale dei desk di trading azionario โ i cui ricavi sono letteralmente volati dell'86% su base annua a 6,03 miliardi โ e da un guadagno straordinario di 4,6 miliardi di dollari derivante da un investimento di lunga data in Visa.
Anche il comparto dell'investment banking ha mostrato i muscoli, incassando 3,28 miliardi di dollari in commissioni (+30%), trainato dal risveglio del mercato delle IPO (come la storica quotazione di SpaceX) e delle fusioni aziendali.
Nonostante i conti da record e l'aggiornamento al rialzo della guidance annuale sui ricavi netti da interessi (NII) a 105,5 miliardi di dollari, il titolo della banca ha ceduto il 2,6% nei primi scambi a Wall Street. A pesare sul sentiment degli investitori รจ stato l'aumento delle spese operative trimestrali (salite a 27,3 miliardi) e, soprattutto, l'approccio decisamente guardingo del celebre amministratore delegato Jamie Dimon.
Il CEO ha infatti lanciato un monito sulle prospettive macroeconomiche future, avvertendo che sotto la superficie geopolitica si muovono rischi pesanti come "placche tettoniche", tra cui conflitti internazionali, inflazione persistente e deficit fiscali globali elevati, pronti a generare forti collisioni e interruzioni sui mercati. Sul fronte della governance interna, il trimestre ha segnato anche un passo decisivo verso il futuro post-Dimon con il riassetto dei vertici, che ha visto la nomina di Troy Rohrbaugh e Doug Petno a co-presidenti della societร a seguito del pensionamento della storica dirigente Marianne Lake.
Balzo per lโutile di Wells Fargo
Wells Fargo mette a segno un secondo trimestre da record, registrando un balzo dell'utile netto del 17% a 6,41 miliardi di dollari (2 dollari per azione), trainata dalla forte crescita dei prestiti e dal boom delle attivitร di trading e investment banking.
Sfruttando l'abolizione del tetto massimo sull'attivo introdotta lo scorso anno, il quarto istituto di credito statunitense ha beneficiato della volatilitร dei mercati e di una solida performance creditizia, legata alla resilienza dei consumatori e alla soliditร dei bilanci aziendali.
Nonostante le cautele espresse dall'amministratore delegato Charlie Scharf su inflazione e mercati, la banca ha brillato soprattutto nelle grandi operazioni societarie: le commissioni di investment banking sono volate del 35% a 939 milioni di dollari, grazie a mandati di rilievo come la maxi-IPO di SpaceX e l'acquisizione di Dominion Energy da parte di NextEra, permettendo a Wells Fargo di scalare le classifiche USA del settore M&A fino al quarto posto assoluto.
Record anche per Bank of America
Infine, anche Bank of America ha archiviato un secondo trimestre record, spinta da una straordinaria performance dei suoi desk di trading e dal pieno risveglio del comparto di investment banking.
Sfruttando la forte volatilitร che sta caratterizzando i mercati globali, la seconda banca degli Stati Uniti ha registrato un balzo del 70% nei ricavi da trading azionario (a 3,6 miliardi di dollari) e una crescita del 9% nel margine di interesse netto, salito a quasi 16 miliardi.
A fare da traino ai conti รจ stata anche la ripresa delle grandi operazioni societarie: le commissioni per la consulenza su fusioni e acquisizioni (M&A) sono volate del 68%, mentre la partecipazione a operazioni storiche โ come la maxi-IPO di SpaceX โ ha spinto i ricavi della divisione di investment banking a 2,2 miliardi di dollari complessivi. Risultati che hanno permesso all'istituto di battere ampiamente le stime degli analisti con un utile per azione di 1,21 dollari, confermando la piena resilienza di consumatori e imprese commerciali nonostante le recenti pressioni inflazionistiche legate ai prezzi del carburante.
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