Leonardo, il nuovo piano convince mercato e analisti

Gli obiettivi al 2030 del gruppo risultano superiori a quelli del piano precedente e sono comprensivi di ulteriore incremento del ritorno per gli azionisti a fine periodo, con una “chiara” politica di dividendi.
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Il 2025 di Leonardo
Un 2025 con risultati in netta crescita rispetto all’anno precedente per Leonardo, che oggi presenta al mercato anche il nuovo piano al 2030, i cui obiettivi sono stati accolti positivamente a Piazza Affari: +9% per le azioni Leonardo dopo circa un’ora di scambi, salendo così a 65,88 euro.
Analizzando i numeri dello scorso anno, gli ordini hanno raggiunto i 23,8 miliardi di euro, in aumento del 15% sul 2024, con un book-to-bill di circa 1,2 volte. I ricavi si sono attestati a 19,5 miliardi (+11%), mentre l’EBITA è salito del 18% a 1,75 miliardi.
L’utile netto adjusted ha toccato quota 1 miliardo (+19%), e quello netto complessivo si è attestato a 1,3 miliardi (+15%).
Il Free Operating Cash Flow è cresciuto del 21% a 1 miliardo, con un indebitamento netto di gruppo sceso del 44% a 1 miliardo contro gli 1,8 miliardi dell’anno precedente.
Per il 2026, il gruppo prevede ordini intorno ai 25 miliardi, ricavi per circa 21 miliardi, un EBITA di 2,03 miliardi, un Free Operating Cash Flow di 1,11 miliardi e un indebitamento netto ridotto a circa 0,8 miliardi.
Inoltre, il consiglio di amministrazione proporrà la distribuzione di un dividendo di 0,63 euro per azione, in crescita del 21% rispetto al 2024.
Gli obiettivi del nuovo piano
Nell’aggiornamento del piano al 2030 presentato oggi, Leonardo prevede un "ulteriore incremento del ritorno per gli azionisti nell'arco di piano, con una chiara politica di dividendi".
Atteso anche una "riduzione dell'indebitamento", per un target di leva finanziaria "non superiore a 0,8" nel 2028, funzionale "a mantenere l'Investment Grade da parte delle agenzie di credit rating".
La strategia di allocazione del capitale del gruppo prevede "iniziative di investimento a supporto della crescita organica per rafforzare il core business e aprire la strada al futuro di Leonardo" e "opportunità di crescita inorganica focalizzata su aree strategiche di crescita".
Passando ai numeri previsti, l’obiettivo è quello dei 30 miliardi di eurodi ricavi nel 2030, in netto rialzo rispetto ai 19,5 miliardi dello scorso anno, con un Ebita di 3,59 miliardi (1,75 miliardi l'anno scorso) e un free cash flow operativo raddoppiato a 2,06 miliardi (1 miliardo nel 2025).
Nel quinquennio di piano il gruppo stima di raccogliere ordini per complessivi 142 miliardi e la crescita media annua di ricavi e ordini attesa è superiore a quella indicata nel piano 2025-29 presentato un anno fa: il ritmo di avanzamento dei ricavi è stimato al +6,1% per il 2025-30 (+5,8% nel piano precedente) e quello degli ordini al +9% (+7% nel precedente).
Allo stesso modo, per l'Ebita la società stima un incremento medio annuo del 15,5% nel periodo 2025-30 (+13,1% un anno fa) e per il free cash flow operativo invece si conferma una crescita del 15,3% (+15,2% un anno fa).
Le stime, si legge nella nota, si basano su una previsione di budget globale per la sicurezza in aumento da 0,4 trilioni di dollari nel 2020 a oltre 1 trilione nel 2030 e su un impatto economico del cybercrime in aumento da 1 trilione di dollari all'anno nel 2020 a 1 trilione di dollari al mese nel 2030. Leonardo punta a diventare nel 2030 un "player della sicurezza globale" con cybersecurity, high performing computer, AI e dati quali "pilastri strategici".
Accoglienza positiva degli analisti
"Upgrade del piano in linea nel breve, più bullish nella parte finale col contributo del Michelangelo Dome che dovrebbe generare circa 6 miliardi a fine piano", sintetizzano gli analisti di Equita, che sul titolo hanno una raccomandazione buy e un prezzo obiettivo a 64 euro.
“Guidance 2027-2030 aumentate rispetto al business plan precedente: in media ordini dell'11%, ricavi del 7%, Ebita del 7% e free cash flow del 5%, risultando superiori del consensus (in media ordini +6%, ricavi +1%, Ebita +4% e free cash flow +1%) e delle nostre stime", aggiungono gli esperti.
Per JP Morgan, le previsioni al 2026 sull’Ebita (2,03 miliardi) e quelle al 2023 (3,59 miliardi) sono "significativamente al di sopra del consenso".
"Le previsioni per l'esercizio 2026 sono in linea con le nostre stime, mentre gli obiettivi per l'esercizio 2030 sono migliori di circa il 7% se si considera un perimetro comparabile", spiegano da Banca Akros.
“Vantaggio competitivo che vantano in pochi”
“Il nuovo Piano Industriale definisce la traiettoria del gruppo al 2030, guardando ad un maggiore consolidamento del ruolo di player high-tech della sicurezza globale", sottolinea Roberto Cingolani, amministratore delegato e direttore generale di Leonardo, spiegando che questo arriva dopo aver “realizzato tutto quello che avevamo pianificato nel primo Piano Industriale, oltre ogni previsione. Disponiamo di tutte le piattaforme, dal dominio terrestre a quello spaziale, navale, aereo. Abbiamo investito molto sul digitale, l'AI e la cybersecurity” e “oggi possiamo contare su un vantaggio competitivo che vantano in pochi e siamo in grado di sviluppare prodotti e soluzioni per rispondere alle minacce future”.
Il gruppo "si presenta oggi ai mercati come una realtà industriale unica e forte del recente lancio del Michelangelo Dome, concreta applicazione della visione multidominio del gruppo che contribuirà alla costruzione di capacità sovrane e interoperabili", aggiunge Cingolani, sottolineando che si tratta di "un'architettura di difesa integrata e aperta, progettata per rispondere ad uno scenario in cui le minacce alla sicurezza sono sempre più ibride e richiedono soluzioni nuove e pienamente interconnesse"
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