Mercati 2026: tra rotazione inflazione e midterm

15/07/2026 06:00
Mercati 2026: tra rotazione inflazione e midterm

La prima metร  del 2026 ha concentrato numerosi eventi e aumentato lโ€™incertezza degli investitori. Restano aperte diverse domande su rotazione dei mercati, investimenti in AI, inflazione, banche centrali ed elezioni di midterm.

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM

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Oggi non รจ una giornata super pesante in termini di dati, ma cโ€™รจ nรฉ comunque uno da tenere dโ€™occhio, che รจ il PPI americano di giugno, atteso alle 14:30 italiane. Dopo il CPI, il mercato vuole capire se le pressioni sui prezzi alla produzione si stanno calmando o se continuano a correre. A maggio il PPI era salito a un robusto +6,5% annuo (dato giร  rivisto al rialzo), quindi gli analisti si aspettano un leggero raffreddamento. Se il numero dovesse uscire piรน basso del previsto, sarebbe una buona notizia, perchรฉ significherebbe che i costi per le aziende stanno rallentando e darebbe un poโ€™ di ossigeno alla Fed, riducendo le probabilitร  di un rialzo dei tassi a breve. Se invece arrivasse forte o sopra le attese, confermerebbe che lโ€™inflazione resta appiccicosa, soprattutto con i prezzi dellโ€™energia ancora sensibili per la situazione in Medio Oriente e i dazi. In quel caso, il dollaro si rafforzerebbe ulteriormente e lโ€™azionario potrebbe soffrire.

Per lโ€™Europa, invece, oggi รจ abbastanza tranquillo. Sono in uscita i dati sul commercio internazionale e qualche dato secondario su imprese e fallimenti. Niente di che, lโ€™appuntamento vero per lโ€™Eurozona รจ venerdรฌ 17 con lโ€™inflazione definitiva YoY di giugno, attesa in rallentamento al +2,8% (dal +3,2% di maggio).

Lโ€™inflazione USA headline รจ scesa al 3,5% su base annua (dal 4,2% di maggio), contro aspettative del +3,8%. Ancora piรน impressionante รจ il dato mensile: -0,4%, il calo piรน forte da aprile 2020. Praticamente un tonfo. Anche il core (quello senza cibo ed energia, che alla Fed interessa di piรน) รจ sceso piรน del previsto: +2,6% annuo contro attese di 2,8%, e praticamente piatto nel mese. Il motivo principale รจ evidente e chiama prezzo della benzina, crollato del 9,7% nel mese, grazie al petrolio piรน basso e alla distensione geopolitica. Questo ha tirato giรน tutto il carrello della spesa.

Per la Fed รจ una boccata dโ€™ossigeno. Dopo qualche mese di preoccupazioni per unโ€™inflazione che sembrava essersi riaccelerata, oggi si torna a vedere una traiettoria piรน sana. Il mercato lโ€™ha presa benissimo: futures in rialzo, rendimenti in calo e dollaro che perde terreno. E si riapre di nuovo la scommessa su un taglio dei tassi entro la fine dellโ€™anno. Ovviamente non รจ ancora tutto risolto โ€” siamo ancora lontani dal 2% โ€” ma la direzione รจ quella giusta. Il calo dellโ€™energia รจ in parte temporaneo, perรฒ il miglioramento del core fa pensare che il raffreddamento sia piรน strutturale di quanto temessero gli investitori. Insomma, un dato โ€œdovishโ€ bello deciso. Azionari e oro contenti, dollaro un poโ€™ meno.

La prima metร  del 2026 ha condensato lโ€™equivalente di un decennio di eventi in soli sei mesi: una guerra in Medio Oriente, uno shock energetico causato dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, nuove minacce di tariffe doganali, preoccupazioni sul Private Credit. Credo che basti. Ovvio quindi che gli investitori si facciano delle domande su cosa li aspetta nei prossimi 12/18 mesi. Crediamo che si preannunci altrettanto movimentata, con le elezioni di midterm, un nuovo presidente della Fed e una rivoluzione dellโ€™AI che evolve di giorno in giorno. Di seguito analizziamo alcune di queste domande chiave che โ€“ crediamo - domineranno il panorama degli investimenti per il resto dellโ€™anno e probabilmente per una buona parte del 2027.

La rotazione รจ destinata a durare? Sรฌ, secondo il nostro punto di vista. Lโ€™S&P 500 ha guadagnato il 9,6% nella prima metร  dellโ€™anno, un risultato impressionante, ma in ritardo rispetto al suo omologo equal-weighted (+11,1%), al Russell 2000 Index (+21,9%) e allโ€™MSCI All-Country World Index (ACWI) ex-U.S. (+12,2%). รˆ vero, alcune societร  tecnologiche continuano a dominare i movimenti dellโ€™indice (al rialzo o al ribasso) grazie alle loro grandi dimensioni. Eppure le Magnificent 7 hanno chiuso i primi sei mesi in territorio negativo, sottoperformando i settori Real Estate, Consumer Staples e Healthcare. In effetti, sotto la superficie cโ€™รจ stata molta turbolenza e mentre lโ€™S&P 500 ha superato la prima metร  dellโ€™anno con un massimo drawdown del 9,1% a livello di indice, il titolo medio ha registrato un massimo drawdown del 23,0%.

Ci aspettiamo che la rotazione prosegua mentre il capitale si sposta verso industrie e aziende che beneficiano della spesa in AI e dei guadagni di produttivitร . Non ci aspettiamo una diminuzione della volatilitร  allโ€™interno del settore Technology a causa di diversi fattori. Tra questi, utili che deludono rispetto alle elevate aspettative, nuova concorrenza da parte di modelli AI cinesi piรน economici, e/o miglioramenti nellโ€™efficienza che richiedono meno potenza di calcolo rispetto a quanto originariamente stimato, il tutto su uno sfondo di posizionamenti giร  molto affollati. Da qui il nostro invito a una maggiore diversificazione nei portafogli. Nel frattempo, la ripresa del manifatturiero dovrebbe continuare a sostenere le aree pro-cicliche come Industrials, Materials ed Energy.

Siamo al picco degli investimenti in conto capitale (capex)? Improbabile. Pensiamo che ci sia ancora spazio per correre. Con gli hyperscaler che allocano oltre 700 miliardi di dollari in capex questโ€™anno (secondo le proiezioni delle singole aziende), la domanda per gli investitori resta se le stime di spesa siano destinate a scendere da qui in avanti. Non lo crediamo, finchรฉ la domanda di energia supererร  lโ€™offerta. Per ora, lโ€™equazione continua a pendere a favore di ulteriori investimenti (e spiega il rialzo storico dellโ€™86% dei semiconduttori nei primi sei mesi dellโ€™anno). La buona notizia, emersa anche dai risultati del primo trimestre, รจ che stanno aumentando i segnali di ritorni positivi sugli investimenti in AI.

Ciรฒ che resta importante monitorare รจ come viene finanziata la costruzione dei data center per lโ€™AI. Poichรฉ gli impegni di spesa stanno superando gli utili e i free cash flow, gli hyperscaler si sono rivolti allโ€™emissione di debito, che secondo la Bank for International Settlements potrebbe raggiungere i 175 miliardi di dollari questโ€™anno, rispetto ai 105 miliardi del 2025. Un improvviso inasprimento delle condizioni creditizie rappresenta un rischio di coda da tenere dโ€™occhio per le parti piรน indebitate della catena dellโ€™AI.

Abbiamo giร  visto il peggio dellโ€™inflazione? Pensiamo di sรฌ, anche se il percorso delle aspettative di inflazione rimane un aspetto chiave da monitorare. Con il mercato del lavoro che si รจ dimostrato piรน stabile del previsto nella prima metร  dellโ€™anno, sia gli investitori che la Fed di Warsh ora si concentrano sullโ€™inflazione. Le pressioni al rialzo sui prezzi dellโ€™energia dovute alla guerra, le carenze di beni legati allโ€™AI, gli effetti residui delle tariffe e dati economici piรน forti del previsto hanno portato i mercati a prezzare un rialzo dei tassi entro la fine dellโ€™anno.

Detto questo, riteniamo che lโ€™inflazione abbia probabilmente raggiunto il picco (il dato di ieri lo conferma), poichรฉ i prezzi dellโ€™energia sono rapidamente tornati ai livelli pre-guerra nelle ultime settimane. Le aspettative di inflazione a lungo termine sono scese di pari passo e restano ancorate vicino allโ€™obiettivo del 2% della Fed. La crescita salariale รจ sana ma ben lontana dai livelli del 2021-2022, riducendo le probabilitร  di una cosiddetta โ€œspirale salari-prezziโ€. Nuove escalation delle tensioni in Medio Oriente, un altro prolungato picco dei prezzi energetici o segnali di surriscaldamento del mercato del lavoro sarebbero motivi che spingerebbero gli analisti a rivedere lโ€™outlook.

Cosa significano i cambiamenti nelle aspettative delle banche centrali globali per gli investitori? Dipende. Si prevedeva che la divergenza nella politica monetaria globale avrebbe caratterizzato il 2026, con la Fed in modalitร  di tagli e il resto del mondo (escluso il Giappone) in attesa. A causa della guerra, i calcoli sono cambiati. Importanti banche centrali sia nei Mercati Emergenti (Indonesia, Filippine, Sudafrica, Colombia e altri) sia nei Mercati Sviluppati (Eurozona, Giappone, Australia, Norvegia) hanno attuato rialzi dei tassi negli scorsi mesi. Per gli investitori, i differenziali nei tassi di interesse globali potrebbero favorire un dollaro piรน debole, mentre le banche centrali estere alzeranno i tassi. In alternativa, una Fed molto piรน hawkish del previsto rispetto al resto del mondo implicherebbe un dollaro piรน forte. In entrambi i casi, ci aspettiamo comunque un sostegno strutturale sottostante al dollaro grazie alla resiliente crescita statunitense. Al 57% delle riserve valutarie nel primo trimestre 2026 (secondo il FMI), il dollaro resta la valuta di riserva mondiale. Lasciate quindi perdere โ€“ almeno per il momento - le preoccupazioni sul deprezzamento del dollaro.

In che modo le elezioni di midterm influenzeranno i mercati? Una correzione pre-elettorale non sarebbe fuori dallโ€™ordinario. Nel breve termine, il periodo che precede le elezioni di midterm puรฒ essere piรน volatile, prima del tipico sollievo dallโ€™incertezza politica post-elettorale. Guardando alle elezioni di midterm dal 1950 in poi, lโ€™S&P 500 ha registrato un drawdown medio del 12,7% tra lโ€™inizio di giugno e la fine di ottobre. Una correzione nei prossimi mesi quindi non ci sorprenderebbe, mentre il mercato recupera ampiezza e cerca nuovi catalizzatori dopo il forte rally.

Guardando oltre il 3 novembre, per quanto sia allettante cercare di sincronizzare le decisioni di investimento in base ai possibili risultati elettorali, la storia ci insegna che ossessionarsi sugli esiti di Washington non รจ un buon strumento di market timing nรฉ una valida strategia di investimento. Ciรฒ che guida i mercati nel tempo non รจ il partito al potere, bensรฌ la traiettoria della crescita, degli utili, dei tassi di interesse, della liquiditร  e di altri fattori fondamentali. Lasciamo che i 24 nuovi massimi storici dellโ€™S&P 500 registrati nella prima metร  di questโ€™anno siano quindi un gentile promemoria dove, anche nel mezzo dellโ€™incertezza, i mercati azionari tendono a guardare avanti a ciรฒ che conta davvero, ossia i profitti futuri, che continuano a essere rivisti al rialzo.

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