Mercati, la settimana dei flash PMI prima di Fed e BCE

19/10/2026 06:15
Mercati, la settimana dei flash PMI prima di Fed e BCE

Gli investitori di lungo periodo cominciano ad interrogarsi sul panorama economico e di mercato in vista del 2027 e oltre. Il contesto dei tassi di interesse è atteso rimanere sostanzialmente invariato rispetto a oggi, con la curva che dovrebbe stabilizzarsi

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM

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Settimana che si presenta piuttosto sobria, dominata da CPI, PPI e vendite al dettaglio americani. Non ci saranno “bombe” di calendario, ma alcuni appuntamenti riusciranno comunque a orientare il sentiment, soprattutto nella seconda parte della settimana.

Negli Stati Uniti l’attenzione sarà concentrata soprattutto sul settore immobiliare e sugli indicatori anticipatori. Domani sono attese le housing starts, building permits e pending home sales di settembre. Dati utili per capire se il mercato della casa, ancora sensibile ai tassi elevati, mostra qualche segnale di stabilizzazione o resta debole. Giovedì torneranno le usuali richieste di sussidi di disoccupazione, mentre venerdì arriveranno i flash PMI S&P Global di ottobre insieme al dato finale sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan. Sono proprio i PMI il vero punto di interesse della settimana americana. Dopo i livelli molto elevati di settembre, il mercato vorrà capire se la crescita del settore privato – in particolare nei servizi – mantiene il passo oppure inizia a moderarsi e se le pressioni sui prezzi restano contenute in vista della riunione Fed di fine mese.

Sul fronte europeo il calendario è un po’ più articolato. Domani i dati sul mercato del lavoro britannico e lo ZEW tedesco offriranno qualche indicazione su sentiment e dinamiche occupazionali. Mercoledì sarà la volta dell’inflazione UK di settembre, lettura seguita con attenzione dalla Bank of England. Il vero focus, però, arriva di nuovo venerdì, con le vendite al dettaglio britanniche e soprattutto con i flash PMI di Germania, Eurozona e Regno Unito. Dopo i buoni risultati di settembre, questi indici daranno la prima fotografia sull’avvio del quarto trimestre. Particolare interesse riveste la Germania dove un’eventuale conferma di ripresa manifatturiera e di tenuta dei servizi rafforzerebbe l’idea di soft landing europeo. Un rallentamento, al contrario, potrebbe riaccendere i timori di debolezza ciclica.

Attesa quindi una settimana di verifica più che di svolta. I flash PMI di venerdì – sia americani sia europei – rappresenteranno il principale termometro in tempo reale della congiuntura e potranno influenzare il posizionamento su azioni, euro e tassi in vista delle decisioni di politica monetaria di fine ottobre (27-28 la Fed e 29 la BCE).

Gli investitori di lungo periodo cominciano ad interrogarsi sul panorama economico e di mercato in vista del 2027 e oltre. Nella situazione geo-politica attuale è sicuramente un’impresa ardua. Cominciamo con quello che sappiamo. L'espansione economica trainata dall'offerta sembra poter continuare, spinta dagli investimenti di capitale nello sviluppo dell'IA, da una solida spesa dei consumatori e da venti favorevoli alla politica fiscale, seppur con minore intensità. Questo crea un contesto che per il 2027 dovrebbe mantenere la crescita nominale al di sopra del trend e, soprattutto, al di sopra del costo reale degli interessi sul debito pubblico.

Il contesto dei tassi di interesse è atteso rimanere sostanzialmente invariato rispetto a oggi ma, invece dei forti aumenti che abbiamo sperimentato nel 2026, la curva dovrebbe stabilizzarsi. È probabile che la Fed intervenga con un paio di frenate prima di rivalutare i nuovi trend di inflazione, crescita e occupazione nel corso del 2027. Le preoccupazioni relative al rischio di credito e al finanziamento "circolare" probabilmente aumenteranno man mano che ci addentreremo nello sviluppo dell'IA, ma non prevediamo lo sviluppo di un ciclo di default.

Riteniamo invece piuttosto probabile che il forte aumento dei rendimenti eserciterà pressione soprattutto sui crediti di qualità inferiore nelle aree che faticano a generare il flusso di cassa necessario per pagare gli interessi più elevati. Ci aspettiamo anche un allargamento del mercato, ma la tecnologia manterrà comunque la sua posizione di peso. Con il passaggio dall'addestramento e dall'evoluzione dei grandi modelli linguistici all'intelligenza artificiale agentiva e fisica, è probabile che emergano nuovi leader. Inoltre, prevediamo che le aziende che adottano l'IA, come quelle del settore biotecnologico, dei trasporti, della logistica, della produzione avanzata e della finanza, entrino in nuove fasi di crescita e produttività.

Infine, la crescita complessiva degli utili negli Stati Uniti dovrebbe attestarsi tra il 10% e il 15% nel 2027, circa la metà della crescita registrata finora nel 2026, ma comunque circa il doppio rispetto ai livelli normali. I rischi di credito in evoluzione e i prezzi dell'energia elevati per un periodo prolungato rappresentano i principali rischi per della previsione rialzista per le azioni nel 2027 e oltre.

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