Mercato dell'energia in Europa, cosa cambia dopo la crisi in Medio Oriente

12/05/2026 13:45
Mercato dell'energia in Europa, cosa cambia dopo la crisi in Medio Oriente

Il mercato energetico in Europa รจ sempre piรน esposto ai rischi geopolitici e alla fragilitร  delle forniture di gas. Il mix tra tensioni in Medio Oriente, scorte europee ancora basse e dipendenza dal gas potrebbe riaccendere la volatilitร  sui prezzi dellโ€™elettricitร  e delle quote di CO2 nei prossimi mesi.

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La resilienza dei prezzi elettrici europei potrebbe essere solo temporanea

Il mercato elettrico europeo sta vivendo una fase solo apparentemente stabile. Come si legge nel report di Markets360, la divisione di ricerca di BNP Paribas, i prezzi dellโ€™energia nel breve termine abbiano mostrato una sorprendente resilienza nonostante il rialzo del gas e le tensioni geopolitiche in Medio Oriente. A sostenere il mercato sono stati soprattutto il calo stagionale della domanda e la forte produzione da fonti rinnovabili e nucleari.

Secondo Markets360, la generazione eolica tedesca รจ cresciuta di oltre il 25% su base annua dallโ€™inizio del 2026, con una media vicina ai 18 GW, compensando buona parte dellโ€™impatto dellโ€™aumento del TTF. Anche il solare, pur avendo rallentato ad aprile rispetto allo scorso anno, dovrebbe accelerare nei mesi estivi contribuendo a contenere i prezzi spot dellโ€™elettricitร .

Il report sottolinea perรฒ che questa protezione potrebbe essere soltanto temporanea. Le scorte europee di gas si trovano al 35%, oltre dodici punti percentuali sotto la media quinquennale, mentre il protrarsi delle tensioni nello Stretto di Hormuz rischia di compromettere ulteriormente i flussi di LNG verso lโ€™Europa. In questo scenario, BNP Paribas vede forti rischi rialzisti sui prezzi elettrici europei durante lโ€™inverno, soprattutto nel primo trimestre del 2027, quando la sensibilitร  del mercato alle riserve di gas tende storicamente ad aumentare.

Particolarmente significativo il grafico sottostante che mostra come la crescita della generazione non flessibile abbia temporaneamente attenuato la pressione dei combustibili fossili sui prezzi elettrici europei.

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Il gas torna al centro del mercato energetico europeo

La vera variabile dominante per il mercato energetico europeo รจ tornata a essere il gas. Markets360 evidenzia come, rispetto alla fine del 2025, la correlazione tra prezzi elettrici europei ed EUA si sia drasticamente ridotta, mentre quella con il TTF sia aumentata in modo significativo. In altre parole, รจ il gas a guidare oggi il mercato dellโ€™elettricitร  europea.

Il report spiega che i Paesi maggiormente dipendenti dal gas e con minore capacitร  di sostituzione dei combustibili stanno registrando la maggiore sensibilitร  al rialzo del TTF. Italia e Regno Unito emergono come le aree piรน vulnerabili, con premi di prezzo destinati ad ampliarsi finchรฉ resteranno limitazioni nello Stretto di Hormuz.

Al contrario, la Francia continua a beneficiare della forte disponibilitร  nucleare e della domanda stagionale debole. Questo ha ampliato il differenziale rispetto ai prezzi tedeschi, anche se Markets360 prevede che lo sconto francese tenderร  a ridursi durante i mesi invernali, quando la domanda energetica tornerร  a crescere.

Molto indicativo il grafico qui sotto che evidenzia come la sensibilitร  del mercato elettrico tedesco al gas sia cresciuta rapidamente dallโ€™inizio del conflitto in Medio Oriente, mentre il legame con il mercato carbon si รจ quasi azzerato.

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BNP Paribas segnala anche un ritorno di competitivitร  del carbone. Lโ€™impennata del gas ha infatti riportato il TTF nella fascia alta del cosiddetto โ€œcoal-switching channelโ€, incentivando una maggiore generazione da carbone e lignite. Dal punto di vista operativo, perรฒ, la capacitร  di sostituzione resta limitata, soprattutto nel Nord Europa, dove la disponibilitร  combinata di carbone e lignite in Germania รจ attualmente vicina ai 14 GW.

Il mercato delle quote di CO2 resta stabile ma i rischi rialzisti aumentano

Per quanto riguarda le quote di emissione, Markets360 descrive un mercato europeo rimasto sorprendentemente stabile nonostante lโ€™aumento della volatilitร  geopolitica. I prezzi EUA si sono mossi prevalentemente nel range 70-75 euro per tonnellata, mostrando una relativa tenuta anche durante le fasi di maggiore tensione sui mercati energetici.

Secondo BNP Paribas, il motivo principale รจ lโ€™assenza di cambiamenti sostanziali nei fondamentali di domanda e offerta. La Commissione europea, pur sotto pressione politica per contenere i costi energetici e migliorare la competitivitร  industriale, ha finora adottato un approccio prudente. Lโ€™unica modifica concreta รจ stata la rimozione delle regole di invalidazione allโ€™interno della Market Stability Reserve, un intervento che il report giudica poco rilevante nel breve periodo.

Markets360 continua comunque a mantenere una view costruttiva sul carbonio nel medio termine. La banca ritiene infatti che i bilanci EUA tenderanno a irrigidirsi nella seconda parte dellโ€™anno, sostenendo i prezzi soprattutto in concomitanza con i rischi invernali sul gas e con eventuali difficoltร  nel riempimento degli stoccaggi europei.

Il grafico seguente mostra chiaramente questa impostazione: secondo le stime di BNP Paribas, le quote di CO2 potrebbero tornare progressivamente verso area 90 euro per tonnellata nel corso del 2027.

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Un altro elemento importante riguarda la correlazione stagionale tra gas e carbonio. Markets360 spiega che nei mesi estivi gli EUA tendono a sganciarsi dal TTF e a seguire maggiormente il sentiment macroeconomico generale, mentre durante lโ€™inverno il legame con il gas torna a rafforzarsi quando la generazione termoelettrica diventa centrale nel sistema europeo.

Le decisioni politiche europee e il CBAM restano osservati speciali

Una parte rilevante del report รจ dedicata anche ai rischi regolamentari. Markets360 osserva che il conflitto in Medio Oriente e il rialzo dellโ€™energia hanno riacceso il dibattito sulle possibili modifiche allโ€™EU ETS. Per ora Bruxelles ha evitato interventi aggressivi, ma BNP Paribas avverte che eventuali ulteriori tensioni energetiche potrebbero spingere la Commissione a utilizzare il mercato carbon come leva per contenere i costi domestici dellโ€™energia.

Particolare attenzione viene dedicata al CBAM, il meccanismo europeo di aggiustamento del carbonio alle frontiere, entrato nella fase definitiva dallโ€™inizio del 2026. Il prezzo medio ponderato delle aste EUA nel primo trimestre รจ stato fissato a 75,36 euro per tonnellata, livello che determinerร  il costo delle emissioni incorporate nelle importazioni soggette al meccanismo.

Secondo Markets360, eventuali modifiche al phase-out delle allocazioni gratuite potrebbero avere effetti diretti anche sul CBAM. Una riduzione piรน lenta delle quote gratuite diminuirebbe infatti gli obblighi legati al meccanismo di frontiera, ipotesi che BNP Paribas considera plausibile nel quadro della revisione ETS prevista a luglio.

Infine, il report affronta anche il tema del possibile collegamento tra EU ETS e UK ETS. BNP Paribas continua a ritenere probabile una convergenza tra i due sistemi intorno al 2030, ma giudica poco realistico un accordo rapido nel contesto attuale dominato dalla crisi energetica e geopolitica. Il differenziale tra EUA e UKA si รจ infatti ampliato sensibilmente nei mesi recenti, riflettendo la minore probabilitร  di unโ€™integrazione accelerata dei due mercati.

Particolarmente rilevante il grafico sottostante, che mostra come i movimenti del mercato britannico del carbonio continuino a essere guidati soprattutto dalle aspettative politiche legate a un futuro collegamento con il sistema europeo.

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