Meta punta sull’AI a pagamento: mercato da 150 miliardi

Alla vigilia dei risultati trimestrali, il gruppo di Mark Zuckerberg annuncia nuovi servizi premium grazie agli agenti digitali della neoacquisita Manus. Rothschild si aspetta una crescita dei ricavi del 18% all’anno per tre anni e alza il target price a 900 dollari
Indice dei contenuti
- 1. In arrivo abbonamenti AI su Instagram, Facebook e WhatsApp
- 2. Manus, il cuore della strategia AI
- 3. Un mercato potenziale da 150 miliardi di dollari
- 4. Dalla pubblicità all’AI: la nuova “demand machine”
- 5. Investimenti elevati, ma con ritorni potenziali
- 6. Analisti positivi sul titolo
- 7. Attese sui conti del quarto trimestre
In arrivo abbonamenti AI su Instagram, Facebook e WhatsApp
Alla vigilia della pubblicazione dei risultati del quarto trimestre 2025, attesi per domani 28 gennaio, Meta Platforms torna sotto i riflettori del mercato. Il gruppo guidato da Mark Zuckerberg ha annunciato l’avvio di una sperimentazione per introdurre servizi di intelligenza artificiale a pagamento all’interno delle proprie piattaforme social, aprendo ufficialmente una nuova fase nella strategia di monetizzazione dell’AI.
L’annuncio, anticipato dalla rivista online TechCrunch e confermato da Meta, arriva in un momento chiave: da un lato i conti trimestrali, dall’altro i massicci investimenti che negli ultimi anni hanno pesato sui margini della società.
Nei prossimi mesi Meta testerà nuovi modelli di abbonamento su Instagram, Facebook e WhatsApp. L’obiettivo è offrire un’esperienza “premium” che includa funzionalità avanzate, maggiore controllo sull’interazione con i contenuti e soprattutto accesso esteso agli strumenti di intelligenza artificiale.
Manus, il cuore della strategia AI
I servizi resteranno gratuiti nella loro versione base, mentre le funzioni più evolute saranno riservate agli utenti paganti. I pacchetti potranno variare da app ad app e includere differenti combinazioni di servizi, secondo un approccio flessibile che Meta intende calibrare in base ai feedback degli utenti.
Gli abbonamenti saranno separati da Meta Verified, il servizio lanciato nel 2023 per creator e aziende.
Al centro del nuovo modello di business c’è Manus, la startup specializzata in agenti digitali che Meta ha acquisito lo scorso dicembre per circa 2 miliardi di dollari. Fondata in Cina e con sede a Singapore, Manus sviluppa AI agent in grado di operare in modo autonomo, coordinando attività complesse e interagendo direttamente con gli utenti.
Un mercato potenziale da 150 miliardi di dollari
In concreto, gli agenti digitali possono realizzare attività come gestire il servizio clienti tramite chat e messaggistica, rispondere automaticamente alle richieste commerciali, organizzare ordini, prenotazioni e pagamenti, supportare campagne di marketing e comunicazione.
Meta intende integrare Manus all’interno delle proprie piattaforme — Instagram e WhatsApp in primis — ma anche vendere abbonamenti standalone alle aziende, creando una nuova linea di ricavi indipendente dalla pubblicità.
Secondo un report diffuso ieri da Rothschild & Co Redburn, l’integrazione di Manus potrebbe rappresentare una svolta strategica per Meta. L’analista James Cordwell stima che la società possa accedere a un mercato potenziale da 150 miliardi di dollari, offrendo servizi di intelligenza artificiale alle piccole e medie imprese.
L’idea è trasformare Meta in una vera e propria piattaforma “agentica” per il business, capace di automatizzare attività operative oggi ad alta intensità di lavoro umano. Un’opportunità particolarmente rilevante se si considera che Meta conta già oltre 15 milioni di inserzionisti attivi.
Dalla pubblicità all’AI: la nuova “demand machine”
Nel report, Cordwell sottolinea come Meta abbia ricostruito il proprio motore pubblicitario attorno all’intelligenza artificiale. Sistemi come Andromeda e Lattice consentono oggi di prevedere i comportamenti degli utenti senza fare affidamento sul tracciamento diretto, migliorando l’efficienza del matching tra domanda e offerta pubblicitaria.
Secondo Rothschild, Meta controlla attualmente solo circa un terzo del mercato pubblicitario non-search, e quindi ha ampi margini di crescita grazie all’espansione degli spazi monetizzabili su Instagram, WhatsApp e Messenger. Le stime indicano una crescita media dei ricavi del 18% annuo tra il 2025 e il 2028.
Investimenti elevati, ma con ritorni potenziali
Il rovescio della medaglia resta rappresentato dai costi. Gli investimenti in infrastrutture e sviluppo AI continuano a salire: Rothschild prevede capex fino a 117 miliardi di dollari nel 2026, superiori alle attese del mercato.
Zuckerberg ha già annunciato un’accelerazione sugli investimenti hardware, anche in vista del nuovo ciclo tecnologico Nvidia, necessario per supportare modelli avanzati di generazione testuale, video e immagini. Una strategia che ha alimentato i timori di Wall Street, con il titolo in calo di circa il 9% negli ultimi tre mesi.
Analisti positivi sul titolo
Nonostante le preoccupazioni sui costi, il sentiment degli analisti resta ampiamente favorevole. Rothschild ha alzato il target price da 740 a 900 dollari, ritenendo che il mercato stia sottovalutando il potenziale economico dell’AI di Meta.
Nel complesso, 61 analisti su 67 raccomandano l’acquisto del titolo. Il target price medio è pari a 832 dollari, che implica un upside del 23% rispetto alla quotazione di ieri di 672 dollari.
Attese sui conti del quarto trimestre
Per i risultati che verranno diffusi domani, il consensus prevede:
- ricavi pari a 58,4 miliardi di dollari, in crescita del 21% su base annua;
- utile netto stabile a 20,9 miliardi, rispetto ai 20,8 miliardi del quarto trimestre 2024.
Numeri solidi, ma già appesantiti dall’impatto degli investimenti in intelligenza artificiale, che continueranno a rappresentare il principale elemento di valutazione per il mercato.
Con la monetizzazione dei servizi AI e l’integrazione di Manus, Meta entra ora nella fase più delicata della sua scommessa tecnologica: trasformare una potenza computazionale senza precedenti in ricavi ricorrenti. Una sfida che potrebbe ridefinire il modello di business del gruppo nei prossimi anni.
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