Microsoft spiccherà il volo come fece Apple 15 anni fa


Dan Ives, l’analista superstar di Wedbush, paragona il potenziale di sviluppo dell’AI al boom degli iPhone fra il 2007 e il 2015. Il gruppo di Redmond è in forte vantaggio rispetto a Google e Amazon. Target price alzato a 450 dollari


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Una delle migliori idee di investimento del 2024

Chiamato a scegliere chi sarà il maggior beneficiario dell’intelligenza artificiale nel 2024, il broker americano Webush ha indicato senza esitazione Microsoft. In un report diffuso giovedì 28 dicembre, l’analista superstar Daniel Ives ha scritto che il colosso del software si appresta a vivere un “iPhone moment”, facendo un parallelo con il boom dei ricavi realizzato da Apple fra il 2007 e il 2015 dopo il lancio del suo smartphone (da 1,4 miliardi di dollari a 230 miliardi in otto anni).

Wedbush sostiene che Microsoft è una delle migliori idee di investimento per il 2024, grazie al fatto che la monetizzazione dell'intelligenza artificiale (AI) farà cambiare la traiettoria di crescita dell’azienda nei prossimi anni. Il report prevede che nei prossimi tre anni oltre il 60% della clientela di Microsoft utilizzerà funzioni di intelligenza artificiale per la gestione delle imprese e del commercio. Già il bilancio 2024 (che chiuderà alla fine del prossimo mese di giugno) registrerà ricavi significativi dalle applicazioni da AI, ma la svolta – sostiene il broker – arriverà con l’esercizio 2025.

Target price alzato da 425 a 450 dollari

Sulla base di queste considerazioni Wedbush ha confermato la raccomandazione Outperform (farà meglio della media del settore) e ha alzato il target price a 450 dollari da 425 dollari. Rispetto al prezzo di chiusura di giovedì 28 dicembre (375 dollari), Wedbush vede un potenziale di rialzo del 20% nei prossimi 12 mesi. Microsoft ha realizzato quest’anno un rialzo del 56%, in linea con la performance dell’indice Nasdaq 100. Su 55 analisti che coprono Microsoft, 50 raccomandano di comprare le azioni e il target price medio è 416 dollari (+11% sul prezzo attuale).

Microsoft ha un forte vantaggio competitivo

L’analista Ives afferma che gli sviluppi dell’AI hanno dato a Microsoft “un forte vantaggio competitivo sul cloud nei confronti dei concorrenti Amazon e Google”, e che il prezzo delle azioni non incorpora ancora la prossima ondata di crescita del cloud e dell’intelligenza artificiale. "Nelle ultime settimane, durante le nostre numerose conversazioni con i clienti e i partner di Microsoft, ci è apparso chiaro che le opportunità di monetizzazione legate all'implementazione dell'AI e di ChatGPT nel cloud rappresentano un'opportunità di trasformazione per tutto il settore, e Microsoft è davanti a tutti", afferma Ives.

Copilot frutterà 25 miliardi di maggiori ricavi

Il prodotto su cui Microsoft punta di più è Copilot, un’applicazione di intelligenza artificiale basata su ChatGpt e applicata alla suite 365 (Word, PowerPoint, Excel, Teams, etc.) che dovrebbe cambiare il modo di lavorare delle persone con importanti risparmi di tempo ed energie. La previsione di Ives è che Copilot potrebbe fruttare un aumento di ricavi di 25 miliardi di dollari nell’esercizio 2025.

Il report di Wedbush non dice nulla sui rischi che Microsoft potrebbe correre in seguito alla causa avviata dal New York Times nel confronti di Microsoft e OpenAI, la società che ha sviluppato ChatGPT, per violazione del copyright. Il gruppo editoriale sostiene che i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) alla base di ChatGPT siano stati addestrati utilizzando testi e articoli del New York Times senza autorizzazione, e di conseguenza chiede un risarcimento, oltre all'eliminazione di tutti gli LLM contenenti i dati del Times.

La causa con il NYT non preoccupa gli analisti

Su questo tema sono intervenuti ieri altri analisti. Brad Sills di Bank of America ha scritto che la disputa legale può avere “un impatto minimo o nessun impatto”, sui conti di Microsoft. L’analista afferma che "Microsoft ha istituito un Consiglio per l'AI responsabile che si riunisce regolarmente per stabilire gli standard per la privacy dei dati e per prevenire le allucinazioni e i pregiudizi dell'LLM".

Fred Havemeyer, analista di Macquarie, prevede che altre cause verranno intentate per violazione del copyright contro OpenAI, Microsoft e altri costruttori di GenAI. Ma la situazione non desta preoccupazioni. “Continuiamo a ritenere che Microsoft sia posizionata in modo favorevole per affrontare questa e altre potenziali cause", afferma l’analista. La linea difensiva dei fornitori di AI è che agli LLM operano secondo lo standard del “fair use” e generano nuovi contenuti piuttosto che replicare materiale protetto da copyright.

Infine, Ashton Welles di Evercore è convinto che il contenzioso fra il New York Times e Microsoft si chiuderà con un accordo per un contratto di licenza, sulla falsariga di quello che OpenAI ha recentemente firmato con il gruppo editoriale tedesco Axel Springer. Per gli editori, afferma il broker, l’AI è passata dall'essere una minaccia ad essere vista come una opportunità di crescita, con contratti di licenza da decine di milioni di dollari all’anno.

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