Mix tra protezione e rendimento per il certificate sulle banche europee che rende fino al 19,26% annuo

Il Certificate di Vontobel con Isin DE000VG656A7 su Banca MPS, Raiffeisen Bank e Société Générale si compra sotto la pari a 980 euro, con un sottostante che è già volato di oltre il 20%. Il rendimento potenziale annuo, calcolato sul prezzo attuale e sulla restante vita del certificate, è del 19,26%, grazie a premi mensili condizionati con memoria di 15,20 euro. Le barriere cedolari decrescono al ritmo dell’1% al mese: dal 100% del livello iniziale fino a dimezzarsi al 50%. Possibilità di rimborso anticipato da marzo 2026 con barriere decrescenti dal 100% al 65% del valore iniziale. A scadenza (marzo 2029) protezione del capitale fino a ribassi del 40% dal livello iniziale dei sottostanti. Acquistando il certificate oggi, la somma di tutti i premi offre un rendimento potenziale del 70,29% fino alla scadenza tra meno di quattro anni.
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Prezzo sotto la pari e un sottostante già volato
Rendimento elevato, barriere finali molto basse e tre banche solide in Europa. I punti di forza di questo certificate con Isin DE000VG656A7 sono dati da una struttura innovativa che, più passa il tempo, più migliora grazie al rapido calo delle barriere dei premi, aumentando le potenzialità di stacco di tutte le cedole pari a 15,20 euro al mese, a fronte di barriere cedolari a scadenza al 50%.
Vediamo nel dettaglio come funziona e quali sono i pregi e difetti.
Per poter offrire un rendimento così alto, Vontobel mette in campo una struttura molto efficiente: barriere premi e di rimborso anticipato che partono da livelli alti, pari al livello iniziale, per scendere velocemente. Il risultato è quello di avere una barriera finale delle cedole molto bassa: pari al 50%.
Il segreto del certificate è proprio questo: unire una barriera finale bassa con effetto memoria, risultato? L’investitore finale incassa tutte le cedole come se la barriera fosse sempre stata al 50%.
Lanciato sul mercato lo scorso 11 marzo a un valore nominale di 1.000 euro, il certificate ha come sottostanti tre banche europee: Banca MPS, Raiffeisen Bank e Société Générale, che stanno beneficiando dal consolidamento del settore e da una curva dei tassi di interesse sempre più ripida.
Oggi il certificate è acquistabile sul mercato secondario a un prezzo sotto la pari a 980 euro. A condizione che la barriera venga rispettata alla scadenza, l’investitore potrà ottenere 44 cedole mensili, per un potenziale rendimento annuo pari al 19,26% (tenendo conto anche del capital gain di 20 euro come differenza tra il prezzo di acquisto e il rimborso a 1.000 euro).
Il conto è questo: 668,80 euro di premi più 20 euro di capital gain, il risultato è 688,80 euro. Dividiamo questo numero per il prezzo di acquisto (usiamo quello attuale) di 980 euro e arriviamo a un rendimento da qui alla scadenza (marzo 2029) del 70,29%. Ora annualizziamo il rendimento per capire, all'anno, quanto rende il certificate e confrontarlo con gli altri sul mercato: dividiamo 70,29% per 3,65 (anni di vita residui del prodotto) e arriviamo a un ritorno del 19,26% annuo.
Il capitale a scadenza è garantito da una barriera al 60% del livello iniziale del sottostante con la performance peggiore. Dal dodicesimo mese di vita, marzo 2026, l’investitore può approfittare del rimborso anticipato.
Per rafforzare questo scenario, uno dei tre sottostanti si trova ben oltre il livello iniziale: Société Générale è già salito del +17,9%, mentre Banca MPS perde il -5,4% e Raiffeisen Bank il -5,5% dal valore iniziale. Tuttavia, questi ribassi sono legati allo stacco dei dividendi: lo scorso 19 maggio MPS ha distribuito 86 centesimi per azione (circa il 10,6% della chiusura precedente) e il 31 marzo Raiffeisen Bank ha staccato 1,10 euro di cedola (poco meno del 4,3% del valore pre-dividendo).
Questo cosa comporta? Il rischio maggiore si concentra solamente su due sottostanti e non su tre o quattro titoli come accade in molti altri certificate di questa tipologia.
Di seguito una tabellina che mostra i livelli di riferimento:
Se rendimento elevato, barriere profonde, sottostanti solidi e possibile autocall possono rappresentare i pregi, il prezzo da pagare per avere un potenziale ritorno di oltre il 19,26% annuo è dato dal rischio di vedere un sottostante scendere più velocemente della barriera, quindi dimezzarsi senza mai recuperare. In questo scenario i premi potrebbero rimanere tutti in pancia al prodotto.
A compensare questo scenario, il possibile stacco delle cedole grazie all'effetto memoria potrebbe avvicinare il prezzo del certificate ai 1.000 euro di valore nominale.
Oltre alle barriere cedola anche quelle di autocall scendono molto rapidamente, iniziando però un anno dopo. Questo significa che tra le due barriere si creerà una distanza molto limitata del 12% con due forze che spingono verso il valore nominale. Da un lato avremo l'effetto calamita del prezzo vicino a 1.000 euro dato dal potenziale rimborso anticipato a livelli decrescenti mentre dall’altro lato, eventuali cedole in pancia al prodotto ne attenueranno l’eventuale calo dei prezzi: un rialzo dei sottostanti farebbe scattare l’effetto memoria, con lo stacco in un’unica soluzione di tutte le precedenti cedole non distribuite.
La barriera di rimborso anticipato può scendere fino al 65% del livello inziale. Anche in questo caso, ogni volta che i sottostanti si avvicineranno alla barriera di rimborso, il prezzo tenderà a salire vicino a 1.000 euro difendendo l’investitore dalla volatilità.
Premi mensili con memoria di 15,20 euro
Il certificate offre il pagamento di premi mensili con memoria dell’1,52% del nominale (1.000 euro), pari a 15,20 euro (18,24 euro in un anno). I premi sono condizionati al rispetto di una barriera discendente nel tempo: infatti, parte dal 100% del valore iniziale dei sottostanti e si abbassa dell’1% ogni mese per arrivare fino al 50%, rendendo più probabile il pagamento del premio. Le cedole verranno quindi pagate anche in caso di netti ribassi dei sottostanti, basta che ogni mese alle date di osservazione il calo dal valore iniziale del titolo peggiore non superi il rispettivo livello barriera. La prossima data di valutazione mensile è fissata il 7 agosto.
Molto importante la presenza dell’effetto memoria. Questo significa che un premio non pagato non è definitivamente perso ma rimane in pancia al prodotto e, nelle successive date di osservazione, qualora si verifichino le condizioni che danno diritto al pagamento, i primi non pagati in precedenza verranno distribuiti tutte insieme compreso quello di pertinenza di detta data di osservazione.
L'obiettivo di questo certificate è quello di aumentare le possibilità di stacco di tutti i premi, grazie a una barriera decrescente fino al 50% del livello iniziale unita all’effetto memoria. In virtù di questo meccanismo, per chiudere l’investimento in bellezza e portare a casa tutti i 44 premi previsti (le prime quattro cedole sono già state pagate), basterà che il peggiore dei tre sottostanti quoti sopra la barriera (o allo stesso livello) all’ultima data di osservazione, ovvero il 7 marzo 2029. A quel punto l’investitore avrà portato a casa un flusso di cedole pari a 668,80 euro. Acquistando il certificate oggi a 980 euro, il rendimento da qui alla scadenza (tra 3,65 anni) sarebbe del 70,29% (19,26% annualizzato).
Il punto di forza è quello di lasciare lavorare al meglio il tempo e i soldi investiti per poter offrire premi più alti e una barriera più bassa rispetto ai classici cash collect tradizionali. Di contro, rispetto ai classici certificate, l’investitore potrebbe non ricevere delle cedole se il prezzo dei sottostanti scenderà più velocemente del livello decrescente delle barriere.
Va sottolineato che i premi del certificate sono considerati dal Fisco “redditi diversi”, e in quanto tali possono compensare le eventuali minusvalenze presenti nello zainetto fiscale dell’investitore. Con questo sistema è possibile recuperare il credito fiscale derivante dalle perdite registrate entro i successivi quattro anni dalla loro realizzazione.
Possibilità di rimborso anticipato da marzo 2026
Può succedere che il certificate non arrivi alla scadenza finale, perché dal dodicesimo mese di vita può essere ritirato in anticipo (autocallability). A partire dalla data di osservazione del 9 marzo 2026, e poi in una qualsiasi delle date mensili successive, il prodotto verrà rimborsato in anticipo se i tre sottostanti avranno un valore pari o superiore al livello autocall.
In particolare, tale soglia è decrescente nel tempo: parte dal 100% del valore iniziale e poi decresce dell’1% ogni mese fino al 65% del valore iniziale. Un meccanismo che viene incontro all’investitore incrementando le probabilità di restituzione del valore nominale (1.000 euro), più il pagamento dell’ultima cedola (15,20 euro) e dei premi eventualmente in memoria.
In uno scenario favorevole, già alla prima finestra utile del 9 marzo 2026, il certificate potrebbe essere ritirato anticipatamente: se i tre titoli si trovassero sopra il livello iniziale, l’investitore riceverebbe 1.000 euro del nominale, a cui si sommerebbero sette cedole mensili più l'ottava maturata al momento del rimborso. Il totale dei premi ammonterebbe quindi a 121,60 euro (15,20 euro x 8). In meno di otto mesi (7,84 mesi) il rendimento sarebbe del 14,45% (121,60 euro di premi più 20 euro di capital gain su 980 euro di acquisto), che su base annua equivale a un ritorno del 22,12%.
Le barriere di autocall discendenti fino al 65% del livello iniziale hanno la funzione di difendere il prezzo del prodotto che, durante il suo arco di vita potrebbe trovarsi ad avere cedole in memoria e la possibilità di richiamo anticipato al valore nominale di 1.000 euro non troppo remota.
Gli scenari possibili alla scadenza finale
L’obiettivo di questa struttura è quello di arrivare comunque a scadenza, offrendo barriere dei premi molto basse (fino al 50% del livello iniziale), distribuire tutte le cedole sfruttando l’effetto memoria e riuscendo ad alzare il premio medio.
La barriera a capitale, osservata solo alla scadenza (7 marzo 2029), è posta al 60% e protegge da discese fino a -40% dal valore iniziale dei sottostanti. Se il certificate non verrà rimborsato anticipatamente, alla scadenza finale saranno tre i possibili scenari (ipotizzando l'acquisto oggi a 980 euro):
- Se tutti e tre i sottostanti quoteranno sopra la barriera, o allo stesso livello, il certificate verrà rimborsato al valore d’emissione di 1.000 euro a cui vanno aggiunti 668,80 euro di premi più 20 euro di capital gain. L’investitore riceverà quindi anche l’ultima cedola e i premi eventualmente non pagati trattenuti in memoria.
- Se il peggiore dei sottostanti avrà perso tra il -40% e il -50% dal valore iniziale, l'investitore riceverà 1.000 euro meno un importo proporzionale alla performance del sottostante peggiore, ma in questo caso i premi cumulati grazie all'effetto memoria potrebbero più che compensare tale perdita sul capitale. Facciamo un esempio: un calo del 41% del peggiore dei sottostanti comporterebbe un rimborso del certificato a 590 euro, a cui si sommano 668,80 euro di premi e 20 euro di capital gain arrivando a 1.278,80 euro, con una discesa del 50% del worst of siamo a 1.188,80 euro, sempre in guadagno.
- Se invece alla scadenza finale anche solo uno dei sottostanti dovesse quotare sotto il 50% dal valore iniziale (più che dimezzato), il certificate verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei titoli. Per fare il calcolo esatto, ad oggi impossibile, dovremmo sapere l'ammontare dei premi distribuito.
Ipotizziamo che il prodotto valga 1.000 euro e che il worst of accusi un ribasso del 60% dal valore iniziale: il certificate verrà rimborsato a 600 euro (40% del valore iniziale). A questo valore dobbiamo aggiungerci le eventuali cedole staccate. Ad esempio, se dovesse staccare 410,40 euro (27 premi su 44) saremmo in pari sul nominale. Con un worst of al 30% del valore nominale (-70% di performance) e un rimborso a 300 euro è facile aspettarsi una perdita.
Nello scenario negativo, ovvero a scadenza con uno sforamento della barriera sul capitale, le cedole elevate eventualmente distribuite durante la vita del certificato potrebbero aiutare a compensare, in parte o tutta, la perdita sul nominale.
È bene ricordare che, nell’arco di tutta la vita del prodotto, i premi sfiorano da soli il 70,29% (calcolato sul prezzo di oggi a 980 euro), rappresentando una forte protezione sul capitale investito fino alla barriera cedolare del 50%.
Altro aspetto, ogni volta che il certificate si porterà sotto la pari il rendimento sale. Oggi il certificate passa di mano a 980 euro, per un ritorno annualizzato del 19,26%. Per flussi cedolari bassi lo si avverte poco, ma con flussi cedolari elevati la differenza è sostanziale. Ad esempio, acquistando il certificate a 900 euro, il rendimento annuo salirebbe del 23,40% e quello finale dell’85,42% nei 3,65 anni rimanenti di vita del prodotto.
Il risiko bancario e la curva dei tassi di interesse
Il 2025 è un anno frizzante per il settore bancario europeo grazie all’andamento dei tassi e al risiko del comparto, in un contesto macro che punta a una distensione tra Ucraina e Russia.
Sul primo punto basta sfogliare la cronaca per cogliere la storicità del momento: i movimenti del risiko coinvolgono i nomi più blasonati della finanza e travolgono anche un’icona come Mediobanca, un tempo considerata intoccabile. Piazzetta Cuccia, che prende il nome dal fondatore della banca, Enrico, è messa sotto scacco da Banca MPS, fino a pochi anni fa a un passo dal fallimento per poi risorgere con la cura dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio.
Banco BPM ha acquisito Anima tramite un’offerta pubblica di acquisto, ma l’ex Popolare di Milano è a sua volta oggetto del desiderio di UniCredit. Andrea Orcel è protagonista anche in Germania con la scalata su Commerzbank, della quale controlla il 28%. Alla logica del riassetto non sfugge Illimity, con Banca Ifis che la vuole far sua, e poi anche Bper Banca si è fatta avanti per Popolare di Sondrio della quale condivide il principale azionista, Unipol.
Il tutto in uno scenario macro favorevole al settore grazie a una curva dei tassi di interessi in Europa che si fa sempre più ripida, andando così ad aumentare i margini di profitto delle banche.
Prosegue, intanto, il taglio dei tassi di interessa da parte della Bce, l’ultimo il 5 giugno e l'ottavo consecutivo in un anno di 25 punti base. Secondo Bloomberg è prevista un’ulteriore riduzione a settembre, quando i colloqui con gli Stati Uniti dovrebbero essere conclusi e le nuove previsioni mostreranno le implicazioni più puntuali dei dazi. Sebbene la crescita e l’inflazione saranno probabilmente più deboli nei prossimi mesi, le ingenti spese militari e infrastrutturali europee potrebbero spingere queste due voci verso l’alto nel lungo termine.
Il taglio da parte dell’istituto di Francoforte ha un forte effetto sui tassi a breve termine (1-3 anni). Sul lungo periodo, invece, influiscono maggiormente dinamiche legate all’economia reale, come il piano di 1.000 miliardi di spesa del governo tedesco: 500 milioni nella difesa e altri 500 in infrastrutture.
Se uno Stato aumenta il suo deficit annunciando nuove spese, i tassi di interesse sul suo debito tendono a salire, poiché gli investitori chiedono rendimenti più elevati per compensare il rischio associato all'emissione di nuovo debito.
Il mercato ha già reagito. Il grafico in basso mostra come solo un anno fa la curva dei tassi era molto diversa da quella attuale. La linea tratteggiata verde mostra il rendimento dei Bund tedeschi di 12 mesi fa quando i tassi a breve erano più alti di quelli a lungo periodo. E oggi invece? La linea verde continua mostra la curva dei tassi attuale che ha subito un'inversione, ovvero i tassi a breve sono più bassi di quelli a lungo. La differenza tra i tassi a lungo e quelli a breve, ora è positivo. Questo sta permettendo alle banche di tutta Europa di continuare a mettere a segno utili da record, nonostante la Bce continua a tagliare.
La stessa dinamica si può notare in Francia, con la curva degli Oat (linee blu nel grafico). In Italia, invece, la situazione è diversa (linee rosse nel grafico): la curva dei tassi attuale ha subito un forte irripidimento, ovvero il rendimento dei Btp a breve termine è sceso molto rispetto a quello di lungo periodo.
Ma cosa c’entra la curva dei tassi con i margini del settore bancario?
Molto, moltissimo, le banche tendono a finanziarsi a breve, a tassi bassi, e a prestare a lungo termine, vedi mutui e prestiti alle aziende, a tassi più alti. Il differenziale dei due tassi rappresenta il margine di guadagno delle banche. Più alto è questo differenziale più il settore fa il pieno di utili.
Andiamo ad analizzare uno ad uno i sottostanti.
Banca MPS
Da quasi defunta a predatore: il miracolo Lovaglio. Fino a pochi anni fa, nessuno avrebbe potuto prevedere un’operazione simile. Il 24 gennaio, Banca MPS ha lanciato un’offerta pubblica di scambio (Ops) su Mediobanca, provocando un terremoto ai vertici della finanza italiana. Operazione gradita dal governo che ha già fatto sapere che non eserciterà il golden power.
L’istituto di piazzetta Cuccia ha però sin da subito rigettato l’offerta in quanto “non concordata e fortemente distruttiva di valore”. Con l’offerta su Mediobanca, Banca MPS si candida a regista per la nascita del terzo polo bancario italiano, integrando la rete retail della banca senese con le competenze di piazzetta Cuccia nell'investment banking e nell'asset management. Ma la partita si è complicata dopo l'annuncio da parte di Mediobanca di un'Ops su Banca Generali da 6,3 miliardi di euro, finanziata interamente in azioni Assicurazioni Generali già in portafoglio.
Il 25 giugno è arrivata la notizia che la Bce ha concesso il via libera Ops di MPS su Mediobanca. L’autorizzazione dell’istituto di Francoforte riguarda sia la partecipazione di controllo diretta su Piazzetta Cuccia che indiretta in Mediobanca Premier e Compass Banca. Il cda di MPS nei giorni scorsi aveva compiuto un altro passaggio clou, verso l'operazione di acquisizione di piazzetta Cuccia esercitando la delega all'aumento di capitale da 13,1 miliardi al servizio dell'offerta.
Il 2 luglio l’istituto senese ha comunicato l’ok all’operazione arrivato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). Si tratta di un’approvazione “incondizionata” all’acquisizione del controllo di Mediobanca. Sempre il 2 luglio la Consob ha approvato il documento di offerta relativo all’Ops. Per ciascuna azione di Piazzetta Cuccia portata in adesione all’offerta, MPS riconoscerà un corrispettivo unitario rappresentato da 2,533 azioni ordinarie dell'offerente di nuova emissione. Il periodo di adesione è iniziato oggi 14 luglio 2025 e terminerà l'8 settembre 2025 (salvo proroghe).
Raiffeisen Bank
Poco conosciuta in Italia, Raiffeisen Bank ha una forte presenza nell'Europa centrale e orientale con focus su mercati più dinamici come la Polonia, l'Ungheria e la Romania. Il titolo è stato molto penalizzato per la sua esposizione in Russia e Ucraina, ma ha già reagito positivamente alle discussioni di una possibile pace e rimarrà sensibile a questo tema.
A maggio, il ceo Johann Strobl ha detto: “Continuiamo a lavorare per la vendita della nostra filiale in Russia, abbiamo colloqui in corso con diverse parti interessate, ma bisognerà vedere se gli sviluppi dello scenario geopolitico faciliteranno questo obiettivo”.
Dal punto di vista dei fondamentali Raiffeisen ha una solida posizione patrimoniale e una buona capacità di generare profitti, caratteristiche che le permettono di essere un potenziale attore di rilievo in un processo di consolidamento.
Société Générale
Société Générale, una delle principali banche francesi, ha mostrato un forte interesse nel partecipare al consolidamento del settore bancario europeo. Il presidente Lorenzo Bini Smaghi ha sottolineato l'importanza di creare grandi istituti bancari europei per competere con le controparti statunitensi e garantire la stabilità finanziaria del Vecchio Continente.
Banco Santander ha riavviato la copertura del settore bancario francese con un giudizio “outperform” per Société Générale con un target price in rialzo a 63,5 euro (da 48,5 euro precedente). Gli analisti della banca spagnola vedono un comparto bancario francese ancora zavorrato dal quadro macroeconomico nazionale, che limita la possibilità di sovraperformare rispetto ai concorrenti europei. L’unico vero fattore positivo, spiegano, resta il livello delle valutazioni, ritenute ancora attraenti. I tagli ai costi già avviati e la possibilità di buone notizie dalla divisione retail francese sono considerati da Santander i catalizzatori principali per Société Générale.
Di recente, la banca francese ha annunciato il lancio della stablecoin USD CoinVertible (USDCV), ancorata al dollaro statunitense e sviluppata sulle blockchain di Ethereum e Solana. USDCV si affianca così alla già esistente EURCV, la stablecoin in euro introdotta nell’aprile 2023, ampliando l’offerta crypto della banca.
Il debutto di USDCV si inserisce in un contesto di forte fermento: secondo il Wall Street Journal, diverse banche americane stanno esplorando progetti simili, mentre i dati de The Block indicano che il mercato delle stablecoin ha recentemente superato i 250 miliardi di dollari, dominato da Tether (USDT) e Circle (USDC). Anche la regolamentazione progredisce a livello globale, con il Congresso USA al lavoro sul controverso GENIUS Act e la Corea del Sud pronta a introdurre licenze specifiche per stablecoin.
Cosa dicono gli analisti sulle tre banche
Il consensus raccolto da Bloomberg sui tre titoli del paniere, che riportiamo nella tabella sottostante, è sostanzialmente positivo.
Bloomberg censisce 9 analisti che coprono Banca MPS. Di questi, 3 raccomandano Buy, 5 suggeriscono Hold e solo 1 dice Sell. La media dei target price è 8,07 euro, con un upside potenziale del 12% rispetto alla quotazione attuale a Piazza Affari. Per toccare la barriera, fissata a 4,328 euro, l’azione Banca MPS dovrebbe scendere del 40,1% dal livello attuale.
Anche per Raiffeisen Bank la maggior parte degli analisti ha raccomandazioni positive. Su 16 esperti che coprono il titolo, 9 raccomandano Buy, 4 hanno un giudizio Hold e 3 Sell. La media dei target price è 26,85 euro, distante del 3% dal prezzo attuale a Vienna. La barriera è fissata a 15,84 euro, distante del 40,3% dai corsi attuali.
Su Société Générale 13 analisti raccomandano Buy e 9 hanno giudizio Hold. Sono 2 le raccomandazioni Sell. La media dei target price è 50,77 euro, +6% rispetto al prezzo attuale a Parigi. La barriera è posta a 25,245 euro, per toccarla il titolo dovrebbe perdere il 47,4% dalla quotazione corrente.
Attenzione: Il Certificate DE000VG656A7 è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7.
Ricordiamo che investire in certificati espone l’investitore al rischio fallimento dell’emittente e a quello di azzeramento di un sottostante, casi che possono comportare la perdita dell’intero investimento.
Vontobel gode di un buon rating:
- Aa3 da parte di Moody's
I potenziali rendimenti indicati sono sempre al lordo della tassazione.
Prima di ogni investimento leggere sempre tutti i documenti scaricabili dalla pagina del prodotto dell’emittente.
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