Morgan Stanley scommette su IonQ: la partecipazione supera il 5%

La banca d’affari dichiara 20,8 milioni di azioni della società. Il titolo prende fiato dopo il rally dell’ultimo mese, mentre i risultati di IonQ e Infleqtion confermano la forte crescita dei ricavi del settore
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Dopo il rally, il titolo prende fiato
Arriva da Morgan Stanley l’ultima conferma dell’interesse delle grandi istituzioni finanziarie verso il quantum computing. La banca d’affari americana ha comunicato di detenere 20,83 milioni di azioni di IonQ, pari al 5,6% del capitale della società americana specializzata nei computer quantistici. Ai prezzi attuali la partecipazione vale circa 900 milioni di dollari.
La notizia emerge da una comunicazione Schedule 13G alla Sec e va però interpretata con qualche cautela. Il documento fotografa infatti la situazione al 30 giugno. Si tratta inoltre di una partecipazione dichiarata come passiva, acquisita nell’ambito della normale attività di investimento e non con l’obiettivo di esercitare il controllo sulla società.
Wall Street non si è comunque lasciata impressionare dalla notizia. Ieri IonQ ha chiuso a 43,3 dollari, in calo dell’1,7%, portando al 5,7% la flessione delle ultime cinque sedute.
Più che un segnale di sfiducia, il movimento assomiglia però per ora a una pausa dopo la corsa delle settimane precedenti: nell’ultimo mese il titolo ha guadagnato circa il 26%.
Alzate le previsioni per l’intero 2026
A sostenere le quotazioni sono stati soprattutto i risultati del secondo trimestre, pubblicati lo scorso 5 agosto. IonQ ha registrato ricavi record per 80,1 milioni di dollari, in crescita del 287% rispetto allo stesso periodo del 2025 e superiori del 20% al punto medio della guidance fornita dalla società.
Il management ha inoltre alzato le previsioni per l’intero 2026, indicando ora ricavi compresi fra 280 e 290 milioni di dollari e confermando l’obiettivo di una crescita organica del 100%.
La società resta pesantemente in perdita, come del resto quasi tutti i protagonisti emergenti del quantum computing. Nel secondo trimestre la perdita adjusted Ebitda è stata di 120,3 milioni di dollari. IonQ dispone però di una notevole potenza di fuoco finanziaria: a fine giugno aveva 3 miliardi di dollari fra cassa e investimenti, circa 2 miliardi pro forma dopo l’acquisizione di SkyWater Technology.
Dai laboratori cominciano ad arrivare i ricavi
Ed è proprio questo il punto sul quale si sta giocando la partita del quantum computing. Per anni gli investitori hanno comprato soprattutto una promessa: computer capaci, grazie alle proprietà della fisica quantistica, di affrontare determinati problemi con capacità irraggiungibili dalle macchine tradizionali.
Ora cominciano ad apparire i primi segnali di trasformazione di quella promessa in un mercato vero. A confermarlo sono anche i risultati appena pubblicati da Infleqtion, società americana che utilizza una tecnologia diversa da quella di IonQ. Mentre quest’ultima basa i propri computer su ioni intrappolati, Infleqtion utilizza atomi neutri raffreddati e manipolati attraverso laser.
Nel secondo trimestre Infleqtion ha realizzato 12,6 milioni di dollari di ricavi, più che raddoppiati (+116%) rispetto a un anno prima e superiori ai 10,6 milioni attesi dagli analisti. La società ha inoltre alzato a circa 43 milioni di dollari la previsione di fatturato per l'intero 2026, rispetto alla precedente indicazione di almeno 40 milioni.
Anche qui il rovescio della medaglia sono le perdite. Il rosso operativo è triplicato a 30,6 milioni di dollari, mentre la perdita operativa adjusted è salita a 17 milioni dai 7,3 milioni di un anno prima.
Il governo Usa accelera sul quantum
Ma Infleqtion offre anche un'altra indicazione importante sulla direzione che sta prendendo il settore. Una parte rilevante della domanda arriva infatti dal governo americano.
La società collabora con NASA, Department of Energy e Darpa e ha sviluppato, oltre ai computer quantistici, sensori e orologi atomici con applicazioni che interessano direttamente la sicurezza nazionale. DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) è un'agenzia governativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Nata nel 1958 a seguito del lancio dello Sputnik, si occupa di creare nuove tecnologie avanzate per uso militare e ha contribuito in passato alla nascita di Internet (Arpanet) e del GPS.
Infleqtion punta a realizzare entro la fine dell'anno un sistema da 30 qubit logici, un traguardo che rappresenterebbe un altro passo verso macchine capaci di affrontare problemi di interesse commerciale.
Il sostegno pubblico americano sta così diventando uno dei principali acceleratori dell'intero comparto, mentre Washington considera ormai le tecnologie quantistiche una priorità strategica anche nella competizione con la Cina.
Per IonQ e i suoi concorrenti la sfida resta enorme. I ricavi stanno crescendo rapidamente, ma partono da livelli ancora minuscoli rispetto alle valutazioni raggiunte in Borsa e le perdite continuano ad assorbire centinaia di milioni di dollari. Proprio per questo che la presenza di investitori come Morgan Stanley assume un significato interessante:segnala che anche una parte della grande finanza è disposta a scommet tere che quelle promesse possano trasformarsi in un'industria.
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