Mps alza il sipario sul nuovo piano al 2030

Il management parla di un deciso cambio di passo nel posizionamento strategico e nella struttura del gruppo, puntando soprattutto sull’integrazione con Mediobanca per creare un soggetto bancario leader del mercato.
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Mps e il nuovo Piano Industriale
Da radici profonde a nuove frontiere – Una forza competitiva di primo piano nel settore bancario. È questo il titolo del Piano Industriale 2026-2030 approvato ieri sera dal consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena.
Il nuovo piano, sottolinea la nota dell’istituto pubblicata questa mattina, “segna un deciso cambio di passo nel posizionamento strategico e nella struttura del Gruppo, facendo leva sul percorso di trasformazione di successo realizzato negli ultimi anni e sull’integrazione con Mediobanca, con l’obiettivo di creare un gruppo bancario leader, diversificato e competitivo, caratterizzato da solida redditività, robustezza patrimoniale e una maggiore remunerazione per gli azionisti”.
Inoltre, prosegue il management, “esprime pienamente il potenziale di valore del gruppo attraverso la combinazione tra BMPS e Mediobanca, generando benefici sostenibili per tutti gli stakeholder e valorizzando i punti di forza distintivi del gruppo”.
A Piazza Affari, intanto, le azioni Mps aprono la seduta sopra la parità, per poi virare immediatamente in rosso e scendere a 8,55 euro, segnando un calo di oltre il 3%.
Gli elementi chiave del piano
Tra gli elementi “chiave del piano”, Mps sottolinea come i due brand coinvolti siano “iconici”, ampiamente riconosciuti e sinonimo di fiducia. Il modello di business “diversificato”, completo e resiliente, vede un ruolo chiaro e definito per ciascuna attività nella creazione di valore e rafforzamento della capacità di servizio per i clienti.
La forte complementarità dei business presente un'offerta di prodotti distintiva, in cui asset gathering & wealth management, corporate & investment banking e private banking contribuiscono per circa il 44% dei ricavi complessivi.
Inoltre, si sottolinea il franchise commerciale, solido e radicato, capace di generare una crescita sostenibile e profittevole, a cui si aggiunge oltre 1 miliardo di investimenti IT in arco piano per il pieno sviluppo di una piattaforma tecnologica digitale e potenziata dall'intelligenza artificiale.
Infine, la banca evidenzia una scala significativa e una posizione patrimoniale best-in-class per cogliere opportunità ad alto valore aggiunto anche in nuovi mercati.
Obiettivi finanziari e patrimoniali
Il piano vede obiettivi finanziari e patrimoniali “chiari”, con un margine di intermediazione in crescita fino a 9,5 miliardi nel 2030, con un cagr del 4,6%, sostenuto da un mix di ricavi diversificato e con un contributo crescente della componente commissionale (cagr 2025-2030 pari a +5,6%).
Il rapporto cost/income ratio è visto in ulteriore riduzione dal 46% nel 2025 al 38% nel 2030 e l’utile netto adjusted dovrebbe arriavare a 3,7 miliardi nel 2030 (3,3 miliardi nel 2028).
Per quanto riguarda il ROTE adjusted, questo viene previsto pari al 18% nel 2030 e il net npe ratio all'1% entro il 2030, con una significativa solidità patrimoniale, con CET1 ratio a circa il 16% lungo l'intero orizzonte di piano, e un elevato buffer di capitale (circa 3 miliardi) che consente ampia flessibilità strategica per valutare nuove opportunità sia di crescita che di remunerazione agli azionisti.
A questo si aggiunge una forte, crescente e sostenibile creazione di valore: il payout sarà al 100% per distribuire agli azionisti circa 16 miliardi in arco piano e sono attesi 700 milioni di sinergie a regime dalla piena integrazione con Mediobanca.
Il Piano prevede poi masse in gestione nei Private Markets in crescita da circa 2,5 miliardi nel 2025 a circa 5 miliardi nel 2030. Per la divisione Cib il piano prevede una traiettoria verso un margine di intermediazione pari a circa 1,3 miliardi e un utile ante imposte di circa 0,8 miliardi entro il 2030, a fronte di impieghi in crescita da circa 22 miliardi a 27 miliardi.
La fusione con Mediobanca
Il board di Mps ha inoltre informato della prosecuzione in corso delle attività istruttorie e di analisti in vista della definizione del progetto di fusione con Mediobanca.
Il cda e il Comitato per le parti correlate proseguiranno le rispettive attività istruttorie che si prevede possano concludersi il giorno 10 marzo 2026. Il processo continuerà ad essere condotto nel rispetto dell'applicazione dei presidi richiesti dalla disciplina per le operazioni con parti correlate. Entro quella data verrà definito anche il concambio che porterà il delisting di Piazzetta Cuccia.
“Stiamo costruendo un gruppo bancario solido, diversificato e profittevole, capace di generare una crescita sostenibile e rendimenti molto attraenti per tutti i nostri azionisti", afferma Luigi Lovaglio, spiegando che "il nuovo piano industriale rappresenta la naturale evoluzione del percorso di trasformazione realizzato con successo negli ultimi anni. Abbiamo disegnato una struttura di gruppo chiara ed efficace, in grado di valorizzare pienamente le piattaforme di Mps e Mediobanca per migliorare l'esperienza dei clienti su tutti i canali".
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