Mps, ecco i nuovi catalist per il titolo secondo Barclays

Dopo una trimestrale giudicata solida, gli analisti del broker si attendono novità importanti dalla fusione con Mediobanca e dal fronte delle operazioni di fusione e acquisizione.
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Mps e la fusione con Mediobanca
Focus degli analisti di Barclays su Banca Monte dei Paschi di Siena dopo i risultati del secondo trimestre diffusi nei giorni scorsi mentre sullo sfondo resta la prospettiva di operazioni di M&A.
Per la banca britannica, i risultati diffusi a inizio agosto “sono stati solidi”, con una “buona performance per Mps e anche un certo recupero trimestrale per Mediobanca Corporate Investments Banking (CIB)”, la storica divisione che offre servizi finanziari avanzati per grandi imprese e istituzioni.
Il broker prevede che il potenziale prossimo catalizzatore da monitorare sarà l’assemblea degli azionisti per finalizzare la fusione con Mediobanca.
Attenzione ai possibili M&A
“Resta l'attenzione sulle possibili opzioni di fusione e acquisizione", avvisano da Barclay dopo che, in merito agli sviluppi questo ambito, "il management di Mps ha ribadito il proprio impegno nell'individuare qualsiasi potenziale alternativa strategica all'offerta pubblica di acquisto e di scambio di Intesa Sanpaolo, nel migliore interesse degli azionisti di Siena e degli altri stakeholder, con la logica di creare valore a lungo termine per loro”.
Nel dettaglio, proseguono dal broker, “il management di MPS ha fornito alcune indicazioni, seppur non del tutto chiare”.
“A quanto ci risulta, l'obiettivo sarebbe quello di presentare qualsiasi opzione in tempo utile affinché possa rappresentare un'alternativa all'offerta di Intesa (ovvero, l'assemblea straordinaria degli azionisti di Intesa si terrà il 10 settembre e l'offerta pubblica di acquisto verrà lanciata poche settimane dopo)”, e “Queste opzioni strategiche potrebbero includere un dividendo straordinario e Mps potrebbe valutare la possibilità di ridurre il proprio coefficiente Cet1 al 13% dopo tale distribuzione”.
Dal fronte Banco Bpm, le discussioni sono terminate, così come comunicato da entrambe le banche in due comunicati stampa del 31 luglio, “ma Mps è ora aperta ad altre opzioni che potrebbero presentarsi”, sottolineano da Barclays.
Infine, “il management di Piazza Salimbeni ha affermato che una decisione sulla possibile vendita della propria partecipazione in Generali sarà presa nel migliore interesse degli azionisti e in modo coerente con gli sviluppi strategici, la relativa creazione di valore, la determinazione dei prezzi".
L’aggiornamento delle stime
Il broker ha poi aggiornato la stima sull'EPS rettificato per Mps (entità combinata) del +2% in media per il periodo 2026-2028, per effetto di "commissioni e ricavi da trading più elevati e costi leggermente inferiori (2027-2028)".
"Riportiamo la nostra valutazione al 2027, correggendo il fatto che in precedenza gli utili del 2027 erano stati calcolati al VAN come se si riferissero al 2026; questo avrebbe ridotto il nostro prezzo obiettivo a 9,5 euro, ma, dati i rendimenti delle previsioni sugli utili per azione discussi in precedenza e la riduzione della soglia di capitale in eccesso al 13% (dal 14% che utilizzavamo in precedenza) per riflettere meglio l'opzionalità di una società indipendente/M&A, il nostro prezzo obiettivo si sposta a 10,1 euro (dai 10,3 euro precedenti)” dagli attuali 12,052 euro (+0,20%).
“Rivediamo il nostro utile per azione rettificato per Mediobanca del +4% per il periodo 2026-2028 in media, a causa di maggiori ricavi netti da interessi e commissioni, e aumentiamo il nostro prezzo obiettivo a 18,4 euro da 17,6 euro", ha concluso Barclays.
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