Mps supera le attese, ma la vera sfida è trattenere i banker di Mediobanca

Il gruppo chiude il trimestre con un utile di 521 milioni, migliore delle stime degli analisti, e conferma le sinergie della fusione. Restano sotto osservazione i deflussi nel wealth management legati alle uscite di professionisti senior
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Forte reazione positiva in Borsa: titolo in rialzo del 3,3%
Banca Monte dei Paschi di Siena archivia un primo trimestre superiore alle attese e manda al mercato un messaggio preciso: la fase di incertezza legata alla governance è finita, ora tutta l’attenzione è concentrata sull’integrazione con Mediobanca. Gli investitori sembrano apprezzare. A metà seduta il titolo Mps sale del 3,3% a 9,644 euro, in netta controtendenza rispetto a un Ftse Mib in calo dello 0,8%.
I numeri diffusi martedì mostrano una banca che continua a migliorare la redditività operativa, mentre l’amministratore delegato Luigi Lovaglio rafforza ulteriormente la propria posizione dopo il tentativo di estromissione subito nelle scorse settimane.
Utile oltre le attese, ricavi in crescita
Nel primo trimestre 2026 Mps ha registrato un utile netto di 521 milioni di euro, superiore ai 511 milioni attesi dagli analisti. Il confronto con il 2025 è complesso perché lo scorso anno Mediobanca non era ancora consolidata nel gruppo, ma il dato conferma comunque una buona capacità di tenuta della redditività.
I ricavi sono saliti a 1,96 miliardi di euro, in crescita del 2,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente su base pro-forma. A sostenere il risultato sono stati soprattutto il margine di interesse e le commissioni, mentre il wealth management e l’attività di advisory hanno mostrato un’accelerazione del 7,6%.
Molto osservato anche il risultato operativo netto, salito a 947 milioni di euro, con un incremento del 3,4% su base annua pro-forma e del 9,5% rispetto al trimestre precedente. Migliora inoltre l’efficienza operativa: il cost/income ratio scende al 44%, tre punti meno rispetto al quarto trimestre 2025.
Sul fronte patrimoniale il CET1 ratio si attesta al 15,9%, in lieve calo rispetto al 16,2% di un anno fa, ma ancora su livelli considerati ampiamente solidi.
Lovaglio rafforza il controllo sul gruppo
Più ancora dei numeri trimestrali, il mercato guarda alla stabilizzazione della governance dopo settimane di forti tensioni interne. In conference call Lovaglio ha dichiarato che “l’incertezza è alle spalle” e che il nuovo consiglio di amministrazione garantisce continuità manageriale e capacità operative rafforzate.
Il banchiere continua a essere considerato il principale artefice del rilancio del Monte dei Paschi dopo anni difficili segnati da perdite e interventi pubblici. Il manager, però, resta sotto indagine da parte della procura in relazione all’operazione Mediobanca, accuse che Lovaglio ha sempre respinto.
L’obiettivo dichiarato rimane quello di completare entro fine anno l’integrazione operativa con Mediobanca. Mps conferma inoltre il target di 700 milioni di euro di sinergie entro il 2028. Secondo Lovaglio, circa il 30% delle sinergie previste sarebbe già “garantito” per il 2026.
La sfida più delicata: trattenere i banker di Mediobanca
Uno dei temi più sensibili emersi dalla trimestrale riguarda il personale di Mediobanca, in particolare nell’area wealth management e private banking. L’incertezza sulla governance e il cambio di controllo hanno infatti provocato l’uscita di diversi banker senior e la perdita di masse gestite.
Secondo l’analista Hugo Cruz di KBW, nel trimestre il wealth management ha registrato deflussi per circa 1,1 miliardi di euro proprio a causa delle uscite di professionisti chiave. Tuttavia, aggiunge l’analista, il numero dei banker si sarebbe stabilizzato nelle ultime settimane grazie alle iniziative di retention avviate dal gruppo.
Per Mps la partita è strategica. L’integrazione delle reti di consulenti finanziari di Mediobanca Premier in Banca Widiba rappresenta infatti uno dei tasselli centrali del nuovo gruppo. Lovaglio ha annunciato che Widiba adotterà una nuova denominazione che includerà anche il marchio Mediobanca, segnale evidente della volontà di preservare il valore commerciale del brand di Piazzetta Cuccia.
Risiko bancario, ora Mps frena
Negli ultimi mesi Lovaglio era stato fra i manager più espliciti nel sostenere che il consolidamento del settore bancario italiano sarebbe proseguito. Oggi però il messaggio appare più prudente.
L’amministratore delegato ha spiegato che la priorità assoluta resta il completamento dell’integrazione con Mediobanca e la realizzazione delle sinergie promesse al mercato. Anche sul dossier Generali, partecipazione storica di Mediobanca che resta nel nuovo assetto del gruppo, il tono è stato molto cauto: una presenza “bella da avere”, utile per generare ricavi e partnership industriali, ma non il centro della strategia.
Intanto gli analisti continuano a mantenere un atteggiamento generalmente favorevole sul titolo. Su 12 esperti che seguono Mps, otto consigliano di comprare le azioni mentre quattro hanno una raccomandazione neutrale. La media dei target price è pari a 10,3 euro, circa il 10% sopra le quotazioni attuali.
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