Nasdaq ancora in rosso dopo le vendite di ieri

Nasdaq ancora in rosso dopo le vendite di ieri

Proseguono le vendite partite ieri dopo la notizia dell’aumento dei prezzi di alcuni prodotti Apple deciso a causa dell'impennata dei costi dei componenti di memoria e archiviazione che potrebbe colpire anche altre big tech.

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Wall Street oggi in rosso

Azionario sui tecnologici ancora in calo dopo la chiusura negativa di ieri (Nasdaq a -0,46%), con il permanere dello scetticismo degli investitori sulle elevate valutazioni legate all’intelligenza artificiale.

Prima dell’apertura di Wall Street, i future sul Nasdaq cedono oltre l’1%, seguiti dai contratti sullo S&P500 (-0,50% e da quelli sul Dow Jones (-0,10%). Il dollaro cede nei confronti dell’euro, con il cross EUR/USD a 1,14m mentre non si ferma il calo del Bitcoin, ormai sotto quota 60 mila dollari.

Dal fronte delle materie prime, il petrolio continua a scendere, con il Brent a 73,30 dollari e il greggio WTI a 69,90 dollari al barile. Oro poco mosso, a 4.049 dollari (prezzo spot) e 4.064 dollari l’oncia.

Il Nasdaq 100 si avvia verso il suo primo calo settimanale in tre settimane, ma resta comunque superiore del 28% rispetto ai minimi di marzo.

Tech ancora in calo

Il calo dei future sul Nasdaq mostra nuove difficoltà per le società tecnologiche, ieri preda delle vendite sui timori che l'impennata dei costi dei componenti di memoria e archiviazione possa colpire i produttori di dispositivi, dopo che Apple ha aumentato i prezzi dei suoi MacBook e iPad, mentre le ottimistiche previsioni di Micron sembrano indicare che la pressione sui prezzi è destinata a continuare.

La decisione della Casa di Cupertino, spiegano gli esperti di Deutsche Bank, è arrivata in risposta all'impennata della domanda di memorie e storage, ma la notizia ha alimentato le preoccupazioni più ampie sul fatto che i data center per l'intelligenza artificiale stiano generando pressioni inflazionistiche.

Florian Ielpo, responsabile macro presso Lombard Odier Investment Managers, ha dichiarato che gli investitori hanno iniziato a "mettere in discussione le ipotesi su prezzi, offerta e investimenti (capex) alla base del ciclo delle infrastrutture per l'IA". Tuttavia, ha aggiunto che il ripiegamento non è l'indizio di un crollo più ampio del mercato. "Il sell-off sembra meno una liquidazione macroeconomica e più una rivalutazione della parte più affollata del mercato", ha spiegato.

Intanto, un articolo del New York Times secondo cui OpenAI starebbe pianificando di posticipare la sua mega-Ipo al 2027 sta ulteriormente frenando l'interesse per il settore tecnologico. "Questa mossa avrebbe un forte valore simbolico, dato che l’azienda ha di fatto dato il via a tutto il tema dell’intelligenza artificiale con il lancio di ChatGPT nel 2022", spiega Danni Hewson, responsabile dell’analisi finanziaria presso AJ Bell.

Inflazione e Fed

Nel frattempo, con un mercato dell'IA già sotto pressione a causa delle crescenti aspettative di un aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve quest'anno, il dato elevato di maggio comunicato ieri dell'indice di spesa per consumi personali (PCI), il principale indicatore dell'inflazione utilizzato dalla Fed, ha mantenuto viva questa prospettiva.

Oltre tre quarti degli economisti intervistati da un sondaggio Reuters condotto dal 23 al 25 giugno prevedono che il tasso sui Fed funds rimanga invariato per il resto del 2026, in aumento rispetto a circa il 70% registrato prima della riunione di giugno e a poco meno della metà del mese scorso.

"Al momento, mantenere i tassi invariati piuttosto che aumentarli è la posizione più appropriata. Il comitato è di fatto diviso a metà: ci sono un paio di membri che potrebbero lasciarsi influenzare da questa mossa aggressiva dei prezzi dell’energia", secondo Josh Hirt, economista senior di Vanguard, che in precedenza aveva previsto un taglio. "Se continueremo a ricevere dati macro che vanno in questa direzione, sarà estremamente difficile giustificare la mancata revisione al rialzo dei tassi", ha aggiunto Hirt.

Notizie societarie e pre market USA

Synaptics (+4%): acquisirà ON Semiconductor (-8%) per un’operazione interamente in azioni del valore di circa 7 miliardi di dollari, segnando la sua più grande acquisizione di sempre.

Amgen (+1%): l’Agenzia europea per i medicinali ha raccomandato la revoca dell’autorizzazione all’immissione in commercio per Tavneos, il farmaco dell’azienda per le malattie autoimmuni rare, citando la mancanza di benefici che superino i rischi.

Columbus Circle Capital Corp II (+4%): quoterà in borsa il produttore statunitense di droni da carico Elroy Air tramite un accordo definitivo di fusione valutandola 800 milioni di dollari pre-money e a un valore aziendale post-transazione di circa 1 miliardo.

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