Negli Stati Uniti non si licenzia e non si assume

Si evince questo dai dati sullโoccupazione diffusi ieri pomeriggio, il rapporto sui posti di lavoro di domani sarร coerente con gli ultimi messaggi di prudenza sullโallentamento monetario arrivati dalla Federal Reserve. Oxford Economics si aspetta un solido aumento delle buste paga non agricole di 185.000 unitร , superiore all'attuale consenso di 153.000 di FactSet. I banchieri centrali degli Stati Uniti sono preoccupati dell'impatto delle politiche di Donald Trump sullโinflazione eย segnalano che potrebbe esserci un rallentamento nel taglio dei tassi d'interesse nel 2025 a causa di questa incertezza.
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La borsa degli Stati Uniti ha dato lโimpressione ieri, di voler anticipare la chiusura straordinaria di oggi per il funerale di Stato dellโex presidente Jimmy Carter. Il Dow Jones ha chiuso in rialzo di 107 punti, pari allo 0,3%, mentre lo S&P 500 รจ salito dello 0,2%. Il Nasdaq Composite ha perso lo 0,1%.
L'andamento contrastato รจ da imputare ai segnali poco chiari provenienti dal mercato del lavoro: il numero di americani che hanno richiesto nuovi sussidi di disoccupazione รจ sceso ai minimi da 11 mesi nella prima settimana del 2025. Ma anche se i licenziamenti sembrano rimanere bassi, la prima misura delle assunzioni di dicembre รจ stata piรน debole del previsto. L'indagine ADP ha mostrato che i datori di lavoro privati hanno aggiunto solo 122.000 posti di lavoro a dicembre, al di sotto dei 135.000 previsti. Si tratta inoltre di un rallentamento rispetto al tasso di 146.000 nuovi posti di lavoro di novembre.
Nancy Vanden Houten, economista capo di Oxford Economics, ha detto a Barronโs che gli Stati Uniti si trovano nel bel mezzo di un mercato del lavoro "senza licenziamenti e senza assunzioniโ. A suo avviso, il rapporto sui posti di lavoro di domani sarร coerente con gli ultimi messaggi di prudenza sullโallentamento monetario arrivati dalla Federal Reserve. Vanden Houten si aspetta un solido aumento delle buste paga non agricole di 185.000 unitร , superiore all'attuale consenso di 153.000 di FactSet.
VERBALI
I banchieri centrali degli Stati Uniti sono preoccupati dell'impatto delle politiche di Donald Trump sullโinflazione eย segnalano che potrebbe esserci un rallentamento nel taglio dei tassi d'interesse nel 2025 a causa di questa incertezza. Senza citare direttamente il presidente eletto, i membri del Federal Open Market Committee, hanno menzionato i settori in cui i cambiamenti della prossima amministrazione potrebbero influire negativamente sull'inflazione, in particolare immigrazione e commercio. Tutto questo, emerge dai verbali relativi allโultimo incontro - terminato il 18 dicembre - dellโorganismo della Federal Reserve responsabile della politica monetaria.
"Quasi tutti i partecipanti ritengono che i rischi al rialzo per le prospettive d'inflazione siano aumentatiโ, si legge nelle minute del meeting.ย Emerge inoltre che "alcuni partecipanti" si erano espressi a favore del mantenimento dei tassi invariati, anzichรฉ tagliarli.
Il mese scorso, la Banca centrale statunitense ha deciso - con 11 voti a favore e uno contrario - di tagliare i tassi d'interesse di 25 punti base al 4,25%-4,50%. Si รจ trattato del terzo taglio consecutivo, il secondo di 25 punti base dopo la riduzione di mezzo punto percentuale di settembre. I tassi d'interesse erano stati abbassati allo 0-0,25%, nel marzo del 2020, per combattere gli effetti negativi della pandemia di coronavirus sull'economia statunitense, e poi progressivamente alzati. Dal marzo 2022, si erano susseguiti 11 rialzi dei tassi in 16 mesi, fino a raggiungere il 5,25%-5,50% - il livello piรน alto dal 2001 - dove erano stati mantenuti per 14 mesi.
GUERRE COMMERCIALI
A pochi giorni dalla fine del suo termine alla Casa Bianca, Joe Biden lavora su ulteriori restrizioni all'esportazione di chip per l'intelligenza artificiale. Bloomberg riporta stamattina che gli Stati Uniti vogliono limitare la vendita di questi apparati, sia a livello di paese che di azienda, con l'obiettivo di concentrare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale in nazioni amiche e di indurre le aziende di tutto il mondo ad allinearsi agli standard americani. Il risultato sarebbe un'espansione delle restrizioni sul commercio di semiconduttori alla maggior parte del mondo, un tentativo di controllare la diffusione della tecnologia AI in un momento di crescente domanda. Le normative, che potrebbero essere emanate entro venerdรฌ, creerebbero tre livelli di restrizioni sui chip. Al livello piรน alto, un piccolo numero di alleati statunitensi manterrebbe un accesso sostanzialmente illimitato ai chip americani. Un gruppo di avversari, invece, verrebbe effettivamente bloccato dall'importazione dei semiconduttori. E la stragrande maggioranza del mondo si troverebbe di fronte a limiti sulla potenza di calcolo totale che puรฒ essere destinata a un singolo paese.
EUROPA
Le borse dovrebbero aprire in lieve ribasso, future del Dax di Francoforte -0,1%. Ieri il Ftse Mib di Milano ha chiuso in rialzo dello 0,5%.
Lโeuro รจ alla terza seduta consecutiva di debolezza su dollaro, a 1,030. Cade sui minimi da aprile la sterlina, a 0,812 su dollaro. Il tasso di rendimento del bond decennale della Gran Bretagna รจ salito ieri di dodici punti base a 4,81%, un livello che non si vedeva dal 2008. Crescono i timori sulla tenuta dei conti pubblici del Regno Unito e si intensificano in modo indiscriminato le vendite sui gilt.
ATTENTI AL PRECIPIZIO
Chi compra oggi lโS&P500 di Wall Street, deve sapere che sta pagando prezzi alti, il Cyclically Adjusted PE (CAPE) Ratio elaborato dallโeconomista premio Nobel, Robert Shiller negli anni ottanta, era a 38 alla fine di novembre del 2024 , oltre il doppio rispetto alla sua media di lungo termine. Lo strumento basato sugli utili aziendali medi degli ultimi 10 anni corretti per lโinflazione, negli ultimi 30 anni รจ 28, oltre un terzo sotto il valore attuale. Lโinvito alla cautela รจ contenuto in una nota di previsioni sul 2025 firmata daย Amadeo Alentorn, portfolio manager del Merian Global Equity Absolute Return Fund di Jupiter AM.
Le valutazioni sono eccessive perchรฉ cโรจ un poco sensato, ma molto umano,ย eccesso di ottimismo. La finanza e lโeconomia hanno lasciato il posto alla psicologia, anzi, alle credenze.
Alentorn chiama in causa ancora Shiller e nega che tutte le informazioni di mercato siano contenute nei prezzi, si tratta, a suo avviso di unโimmagine iper-razionale.ย Il mondo reale รจ fatto di prezzi che incorporano gli errori psicologiciย dei partecipanti al mercato. โAd esempio, รจ stato dimostrato cheย gli investitori tendono ad acquistare maggiormente quei titoli di cui si parla ai notiziari, che hanno alti volumi di scambi e rendimenti giornalieri estremi. Ed รจ stato anche dimostrato che le aziende statunitensi che nei loro nomi avevano le parole โAmerica(no/a)โ o โUSAโ generavano rendimenti positivi di circa il 6% allโanno nel corso della Seconda guerra mondiale, la guerra di Corea e dopo lโ11 settembre 2001โ, si legge nella nota.
In aggiunta al rischio di un eccesso di ottimismo, cโรจ ilย rischio concentrazione.ย โLโinvestitore che acquista un ETF che replica lโS&P 500 sta destinando circa un terzo del suo denaroย a soli sette dei 500 titoli che compongono lโindice. I magnifici setteย (NVIDIA, Apple, Microsoft, Alphabet, Amazon, Meta e Tesla) arrivano a quasi un terzo della capitalizzazione di mercato dellโindice. Un simile investitore si sta quindi esponendo ai titoli tecnologici, cosรฌ come allo stile di investimento growthโ.
In Asia Pacifico, scende la borsa di Tokyo e si ferma la discesa dello yen. Lโindice Nikkei perde lโ1% nel giorno della pubblicazione dei dati sui salari base in Giappone.
Sulla paritร i mercato azionari della Cina.
TITOLI
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