Nulla di nuovo dal discorso della Lagarde


I mercati continuano a chiedersi dove andranno a finire i tassi di interesse vista la lotta senza quartiere all’inflazione.

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM


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Richiesta settimanale dei sussidi alla disoccupazione in uscita oggi alle 14:30 (stima 195k contro 190k della scorsa settimana).

Ieri dati contrastanti dalla Germania: le vendite al dettaglio MoM di gennaio sono risultate minori delle attese (-0,3% contro +2% stimato), mentre la produzione industriale MoM di gennaio è risultata nettamente migliore delle attese (+3,5% contro +1,4% stimato). La revisione del PIL del 4Q22 dell’Europa è risultata pari allo zero, (+0,1% il dato di fine gennaio). Sul fronte USA, gli occupati ADP (non agricoli) di febbraio sono cresciuti di più delle attese (242k contro 200k di gennaio).

Ieri è stato il turno della Lagarde. Sostanzialmente, il presidente della BCE ha ribadito quelle che aveva detto qualche giorno fa nel corso di un’intervista al gruppo editoriale spagnolo Vocento, ovvero che è ancora troppo presto per dichiarare la vittoria sull’inflazione. E’ vero che si stanno facendo dei progressi, ma ancora molto rimane da fare per la BCE (gli ultimi dati non indicano infatti che è in atto una disinflazione). Dall’altra parte, la Lagarde non ha mancato di sottolineare come i Governi dovrebbero mettere in campo azioni concrete e mirate alla popolazione che più sta soffrendo per la crescita dei prezzi.

In ogni caso, alla BCE sono convinti che l’inflazione complessiva continuerà a diminuire nei prossimi mesi, grazie anche alle azioni della banca centrale. Questo significa che sicuramente nel meeting del 16 marzo i tassi di interesse aumenteranno di 50 bp (è stato detto chiaramente), ma che le aspettative sono per aumenti analoghi nei meeting seguenti, fintanto che l’inflazione non sarà completamene domata.

Tutte cose che sapevamo già. Nessuna novità dunque dalla BCE. La domanda dei mercati continua ad essere questa: dove andranno a finire i tassi di interesse nel 2023?. L’aumento dei tassi potrebbe infatti fermarsi al 4%, livello che rappresenterebbe una sorta di compromesso tra la necessità di ridurre la corsa dei prezzi e portare il sistema economica verso un soft landing.

Ma potrebbe anche raggiungere livelli più elevati se l’inflazione YoY dovesse superare nel corso del 2023 il 6% in media e rimanere stabilmente sopra quella degli USA. Per combattere l’inflazione in modo significativo i tassi di interesse di riferimento dovrebbero essere per un periodo prolungato più alti del tasso di inflazione. Ma questo condurrebbe probabilmente il sistema economico verso un qualcosa di più vicino ad un hard landing.

Quello che vediamo è che i governi europei (la BCE in questo caso non c’entra) stanno facendo lo stesso errore di sostegno eccessivo all’economia fatto dall’amministrazione USA (sia Trump che Biden) e, per questa via, alimentano l’inflazione. Aumentando invece in modo significativo i tassi di interesse, la BCE renderebbe più costosi i finanziamenti tendendo a ridurli ma il sostegno statale e gli aumenti salariali continuerebbero a garantire la stabilità dei consumi. L’elevato numero di posti di lavoro vacanti tenderà a diminuire soltanto quando ci saranno aspettative economiche positive. Fino ad allora, la tendenza al rialzo degli stipendi continuerà inesorabilmente, magari non nel 2023, ma sicuramente nel 2024.

Di una cosa siamo certi: il prossimo decennio di leadership del mercato azionario sarà probabilmente molto diverso da quanto visto recentemente: il picco della globalizzazione, l’onshoring e i crescenti rischi geopolitici stanno creando cambiamenti strutturali significativi all’interno dell’economia Europea e questo contribuirà a tenere più elevati i tassi di interesse e l’inflazione rispetto agli ultimi 10 anni. La maggiore consapevolezza della disruption tecnologica, che ha costituito uno dei maggiori talloni d’Achille delle aziende value negli ultimi dieci anni, contribuirà probabilmente a sostenerne gli utili. Questi cambiamenti avvantaggeranno le società con flussi di cassa a breve termine e duration più breve.

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