Nuova delusione FedEx dopo il profit warning sui conti


Il trimestre ha visto il fatturato della società non raggiungere le previsioni diffuse da pochi giorni, anche se gli eps hanno sorpreso in positivo.


Possibili rendimenti dal 10% al 20%

Scopri la nostra selezione di certificate di investimento!


Numeri deludenti per FedEx

Nuova delusione arrivata ieri sera dalla trimestrale di FedEx dopo il warning lanciato a metà settembre, addirittura inferiori a quanto comunicato in quell’occasione.

Il secondo trimestre della società americana di trasporto ha visto un fatturato di 23,2 miliardi di dollari, risultando così inferiore al range di 23,5-24 miliardi annunciato la scorsa settimana, anche se superiore ai 22 miliardi dell’anno precedente.

Migliore il risultato degli eps, arrivati a 3,33 dollari e maggiore dei 2,65 dollari attesi, mentre nello stesso periodo del 2021 avevano toccato i 4,09 dollari.

I venti contrari

Dalla società hanno parlato di “flessione dei volumi globali” che ha influito negativamente sui risultati operativi consolidati, addirittura accelerando nelle ultime settimane del trimestre a causa dell’indebolimento delle condizioni economiche e dalle difficoltà di servizio.

Alla luce di queste condizioni, il management indica di essere impegnato “con velocità e agilità per affrontare un ambiente operativo difficile, agendo sulle leve dei costi, del commercio e della capacità per adattarci all'impatto della riduzione della domanda”, secondo quanto dichiarato da Raj Subramaniam, presidente e amministratore delegato.

“Mentre il nostro team continua a lavorare in modo aggressivo per affrontare i venti contrari a breve termine, stiamo rafforzando in modo significativo il nostro business e l'esperienza dei clienti, anche con un picco eccezionale”, aggiungeva il manager.

Le misure

In risposta alle sfide davanti a sé, la società spiega di essere impegnata ad attuare sui costi, sulla gestione dei rendimenti e sulla qualità dei ricavi per mitigare il calo dei volumi.

Dal fronte dei costi, nell’anno fiscale 2023 l'azienda prevede di generare un risparmio totale sui costi di 2,2-2,7 miliardi di dollari, compresa la riduzione dei compensi variabili per gli incentivi, rispetto al piano precedente.

Nel primo trimestre, l'azienda ha realizzato circa 300 milioni di dollari di questi risparmi e prevede di realizzare circa 700 milioni di dollari di risparmi nel secondo trimestre.

Inoltre, a partire dal 2 gennaio 2023, le tariffe FedEx Express, FedEx Ground e FedEx Home Delivery aumenteranno in media del 6,9%, mentre quelle FedEx Freight aumenteranno in media del 6,9%-7,9%, a seconda della scala tariffaria di trasporto del cliente.

Outlook

La società ha confermato le previsioni dei giorni scorsi, con i ricavi del secondo trimestre dell’anno fiscale 2023 attesi tra 23,5 e 24 miliardi di dollari ed un utile per azione pari a o superiore a 2,75 dollari.

Sono previste spese in conto capitale pari a 6,3 miliardi di dollari e il riacquisto di azioni ordinarie per 1,5 miliardi di dollari nell’esercizio 2023, di cui 1 miliardo nel secondo trimestre.

“Queste previsioni”, spiega il comunicato della società, “si basano sulle attuali previsioni economiche e sulle aspettative di prezzo del carburante, sull'assenza di ulteriori restrizioni commerciali legate al Covid-19, sul completamento dei riacquisti di azioni previsti nel secondo trimestre e sull'assenza di ulteriori sviluppi geopolitici negativi”.

“Sono certo che le azioni sui costi che stiamo attuando con urgenza miglioreranno l'efficienza e la redditività a sostegno dei nostri obiettivi finanziari a lungo termine”, dichiarava Michael C. Lenz, vicepresidente esecutivo e direttore finanziario di FedEx.

Analisi sul profit warning

A Wall Street, intanto, il titolo ha ceduto oltre l’1% nell’after hours dopo la diffusione dei risultati, proseguendo sullo stesso trend nel pre-market USA.

Continua, dunque, il calo delle azioni della società dopo il profit warning lanciato lo scorso 15 settembre, con una perdita di valore del titolo del 24% nelle cinque sedute successive, spingendo l’analista Brian Ossenbeck di JP Morgan a ridurre il target price sul titolo da 214 a 192 dollari (‘neutral’), rispetto ai 154 della chiusura di ieri.

Di profit warning “clamoroso” parla Giuseppe Sersale, Strategist di Anthilia Capital Partners Sgr, anche se “non si tratta del primo”.

In questo periodo si è assistito allo stesso allarme da parte di Ford e dell’austriaca Lenzing, società attiva in tessile e carta che ha ritirato la guidance, “motivando con un marcato peggioramento del mercato nel trimestre corrente a causa di scarsa visibilità sulla domanda ed esplosione di costi energetici e dei materiali”, sottolinea l’esperto.

“Il punto è più generale”, aggiunge Sersale: “fra meno di un mese negli Usa, e poco più in Europa, inizia la stagione delle trimestrali” e “il momento per le aziende per fare warning o abbassare le attese degli analisti è questo”, infatti “i warning cominciano ad arrivare e con essi il calo delle stime degli utili”.

La Finestra sui Mercati

Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!

Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy