Nvidia è terribilmente sottovalutata. Ecco perché

Nvidia è terribilmente sottovalutata. Ecco perché

Il titolo è salito dell’8,7% dopo i conti, ma secondo Barron’s resta decisamente a buon mercato. La sorprendente guidance sul 2028 ha fatto balzare le stime degli utili e scendere il P/E forward a sole 15 volte

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Quando una market cap da 5.500 miliardi è troppo piccola

Nvidia è terribilmente sottovalutata. Può sembrare un’affermazione paradossale per una società che vale circa 5.500 miliardi di dollari, che negli ultimi dodici mesi è salita del 26% e che soltanto giovedì ha guadagnato l’8,7% in Borsa. Eppure è questa la conclusione a cui arriva Barron’s dopo avere analizzato i risultati trimestrali e, soprattutto, le nuove previsioni fornite dal management.

Il punto non è quanto Nvidia sia salita, ma quanto rapidamente continuino a crescere i suoi utili attesi. Tanto rapidamente che, nonostante il rally delle azioni, il titolo oggi tratta a un multiplo sorprendentemente basso rispetto alla crescita prevista.

A cambiare i conti è stata soprattutto una frase pronunciata dalla Cfo Colette Kress all’inizio della conference call: Nvidia prevede che nell’esercizio fiscale 2028 i ricavi cresceranno di circa il 70%.

È una previsione eccezionale non soltanto per le dimensioni del numero, ma anche perché l’esercizio 2028 inizierà fra appena cinque mesi, il primo febbraio 2027. Wall Street si aspettava fino a pochi giorni fa che la crescita rallentasse al 45%.

Gli utili salgono, il P/E scende, gli analisti rifanno i conti

La guidance ha costretto gli analisti a rifare rapidamente i conti. Nelle 24 ore successive alla trimestrale, 39 dei 60 esperti censiti da FactSet hanno pubblicato nuove stime. La previsione media dell’utile per azione rettificato per l’esercizio 2028 è balzata da 12,81 a 14,86 dollari: un aumento del 16% praticamente da un giorno all’altro.

Ed è qui che emerge il paradosso sottolineato da Barron’s. Con le nuove stime, il rapporto prezzo/utili di Nvidia sui risultati attesi nell’esercizio che chiuderà il 31 gennaio 2028 è sceso da 16 a circa 15 volte. Solo 15 volte gli utili per una società che prevede di aumentare i ricavi del 70%.

La crescita della domanda va ben oltre il 70%

C’è poi un secondo elemento che rafforza la tesi. Il 70% indicato da Nvidia non rappresenterebbe la domanda che la società pensa di incontrare, ma ciò che ritiene di poter effettivamente produrre.

Kress ha definito esplicitamente la previsione “supply constrained”, cioè limitata dalla capacità di approvvigionamento. Il Ceo Jensen Huang è stato ancora più esplicito: la domanda, ha detto, è «molto superiore al 70%».

In altre parole, il problema di Nvidia non sarebbe trovare clienti, ma riuscire a produrre abbastanza sistemi per soddisfarli. La taiwanese TSMC che produce fisicamente i chip ideati e disegnati da Nvidia, continua ad avere vincoli di capacità. Soprattutto, le memorie necessarie ai sistemi Nvidia sono diventate più costose e difficili da reperire.

JPMorgan ritiene che la guidance possa essere ancora conservativa, proprio perché la domanda senza i vincoli produttivi procederebbe a un ritmo sensibilmente superiore.

Il mercato sembra avere recepito il messaggio. Giovedì Nvidia ha chiuso a 227,9 dollari, in rialzo dell’8,7%, realizzando in una sola seduta di Wall Street un aumento di valore record di 442 miliardi di dollari. Il rialzo dall’inizio dell’anno è del 22%.

Su 61 esperti che seguono Nvidia, 58 consigliano di comprarla. Il target price medio è salito a 320 dollari, il 5% in più rispetto a due giorni prima della pubblicazione dei risultati e circa il 40% sopra le quotazioni attuali.

La crescita travolgente del cash-flow

Anche la generazione di cassa comincia ad assumere dimensioni impressionanti. Nei primi sei mesi dell’esercizio 2027 Nvidia ha prodotto 70 miliardi di dollari di free cash flow e ne ha restituiti 45 miliardi agli azionisti. Per la seconda metà dell’anno Wall Street si aspetta altri 93 miliardi di free cash flow.

Restano naturalmente dei rischi. Il margine lordo, stabile al 75% negli ultimi tre trimestri, è previsto al 74% nel trimestre in corso e potrebbe scendere fino al 71% nel quarto trimestre a causa soprattutto dell’aumento dei prezzi delle memorie. Nvidia prevede però di riportarlo al 72-73% nel prossimo esercizio anche attraverso aumenti dei prezzi.

Dopo questa trimestrale la questione posta da Barron’s è semplice e tocca tutti gli investitori: quanto è ragionevole che una società caratterizzata da una crescita dei ricavi del 70% e da un utile superiore al 55% dei ricavi, venga valutata appena 15 volte gli utili attesi?

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