Nvidia ora teme i chip prodotti da DeepSeek

Indiscrezioni di stampa parlano di una strategia dell’azienda cinese mirata ad abbandonare i prodotti della società statunitense, trend già in atto non solo in Cina.
Indice dei contenuti
DeepSeek e il suo chip
Un chip per l’intelligenza artificiale prodotto in proprio dalla startup cinese DeepSeek per cercare di ridurre la sua dipendenza dai prodotti di Nvidia e Huawei, su cui fare affidamento per addestrare ed eseguire i suoi modelli utilizzati in tutto il mondo.
L’indiscrezione è stata pubblicata in queste ore dall’agenzia Reuters, secondo la quale il chip è progettato per l’inferenza (la fase dell’elaborazione IA in cui un modello addestrato genera risposte per gli utenti) e per l’addestramento di nuovi modelli.
L’iniziativa sarebbe ancora in fase iniziale, secondo l’agenzia, e l’azienda sta contattando partner esterni e intrattenendo trattative con società di progettazione, fonderie e memoria. Il progetto è iniziato circa un anno fa, secondo una fonte.
Ipotesi che ha attirato vendite sulle azioni Nvidia a Wall Street, dove cedeva il 2% nel pre market USA di oggi, aprendo poi la seduta sullo stesso trend, a 192 dollari.
Spinta cinese ad abbandonare Nvidia
L’indiscrezione arriva in un contesto in cui diverse aziende cinesi stanno cercando di abbandonare gli acceleratori avanzati di Nvidia a favore di chip di produzione nazionale, a dimostrazione di come le tensioni con gli Stati Uniti stiano rimodellando lo sviluppo delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale e alimentando le ambizioni di Pechino di sostituire la tecnologia americana.
Secondo un sondaggio di Bloomberg Intelligence pubblicato oggi, i dirigenti cinesi affermano che nei prossimi 12 mesi aumenteranno al 46% il loro budget alla produzione propria degli acceleratori IA, rispetto al 30% attuale. Inoltre, l'80% dei dirigenti ha dichiarato che la spesa totale per le infrastrutture quest'anno sta superando il budget previsto, principalmente a causa degli elevati costi dei progetti legati all'IA.
Sebbene i prodotti Nvidia rimangano popolari, si prevede che la quota di mercato dell'azienda di Santa Clara si ridurrà man mano che i suoi chip H2O, che Pechino ha esortato le aziende tecnologiche a non utilizzare, diventeranno più difficili da reperire e le aziende locali prenderanno il sopravvento, secondo il sondaggio.
A guadagnare da questo cambio potrebbero essere i principali costruttori locali e i loro fornitori chiave, come Tencent Holdings, Alibaba e Huawei Technologies. Anche gli acceleratori di IA prodotti da Hygon Information Technology e Cambricon Technologies sono stati valutati da un ampio campione di intervistati nel sondaggio.
"La spinta della Cina a sostituire i semiconduttori per l'IA stranieri con quelli di produzione locale sta facendo progressi, il che probabilmente andrà a vantaggio di produttori nazionali come Huawei e Hygon", si legge nel report di Bloomberg, basato su un sondaggio condotto su 60 dirigenti di aziende cinesi operanti nei settori del software, della finanza, della produzione e della vendita al dettaglio.
Un trend mondiale
Le mosse per liberarsi da Nvidia non riguardano solo la Cina. A giugno 2025, OpenAI ha presentato Jalapeño, il suo primo chip personalizzato per l’inferenza, sviluppato con Broadcom, mentre Anthropic starebbe valutando di produrre i propri chip AI, come riportato da Reuters ad aprile.
Per DeepSeek, questa mossa ha anche una dimensione strategica aggiuntiva: i controlli statunitensi sulle esportazioni impediscono alle aziende cinesi di acquistare i chip più avanzati di Nvidia, e Pechino sta spingendo i suoi campioni tecnologici a sviluppare alternative nazionali.
In un’intervista del 2024 con un media cinese, il fondatore di DeepSeek, Liang Wenfeng, ha definito i controlli sulle esportazioni di chip una sfida per l’azienda.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!

