Nvidia può salire ancora? Nei risultati di domani la risposta per gli investitori

Il titolo guadagna il 12% da inizio anno, ma il target medio degli analisti è a 305 dollari, il 46% sopra la quotazione attuale. Occhi puntati sulla guidance e sulla crescita della domanda per AI.
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Un’altra trimestrale da record
Domani, mercoledì 26 agosto, dopo la chiusura di Wall Street Nvidia presenterà i risultati del secondo trimestre dell’esercizio 2027. E ancora una volta l’appuntamento avrà un’importanza che va ben oltre i conti della società.
Nvidia è considerata il principale termometro degli investimenti mondiali nell’intelligenza artificiale. La domanda alla quale il mercato cerca una risposta è semplice: le centinaia di miliardi che Microsoft, Amazon, Alphabet, Meta e gli altri grandi operatori stanno riversando nei data center continueranno a crescere oppure il gigantesco ciclo di investimenti nell’AI sta avvicinandosi al picco?
Per il momento i numeri non mostrano grandi segnali di rallentamento. Secondo il consensus raccolto da MarketScreener, Nvidia dovrebbe chiudere il trimestre con ricavi per 92,1 miliardi di dollari, in crescita del 97,2% rispetto ai 46,7 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso. L’utile netto è atteso a 51,2 miliardi, contro 26,4 miliardi di un anno fa: un aumento del 93,9%.
Le previsioni sono sostanzialmente allineate con le indicazioni della società, che aveva prospettato ricavi trimestrali intorno a 91 miliardi di dollari, con una possibile oscillazione del 2%.
La vera partita si gioca sulle previsioni
Numeri così elevati potrebbero però non bastare per entusiasmare Wall Street. Daniel Newman, amministratore delegato di Futurum Group, ha definito Nvidia il test più limpido per capire se la domanda di infrastrutture AI abbia già raggiunto il massimo.
Newman ritiene possibile che i ricavi del trimestre arrivino addirittura a 94-95 miliardi di dollari e guarda soprattutto alle indicazioni che Nvidia fornirà per il trimestre successivo: il fatturato potrebbe salire verso 107-108 miliardi e successivamente superare quota 110 miliardi.
Il punto cruciale sarà dunque la velocità della crescita. Se Nvidia continuerà ad accelerare i ricavi mantenendo contemporaneamente il margine lordo intorno alla metà dell’area del 70%, secondo Newman sarà difficile sostenere che il ciclo degli investimenti nell’AI abbia già imboccato la fase discendente.
Gli investitori guarderanno inoltre alla composizione della domanda nel Data Center. Finora il boom è stato alimentato soprattutto dagli hyperscaler, i giganti come Microsoft, Amazon, Alphabet e Meta. Secondo le stime citate da Benzinga, gli hyperscaler americani potrebbero investire circa 916 miliardi di dollari nei prossimi dodici mesi e quasi 1.200 miliardi nell’anno successivo.
Un segnale particolarmente positivo arriverebbe però da una crescita più rapida della domanda proveniente da aziende industriali, imprese tradizionali, governi, operatori sovrani e neocloud. Dimostrerebbe che l’adozione dell’intelligenza artificiale sta uscendo dal ristretto gruppo dei colossi tecnologici per diffondersi nell’intera economia.
Quasi 400 miliardi di ricavi nell’anno
Le aspettative per l’intero esercizio danno la misura della trasformazione di Nvidia. Il consensus di MarketScreener prevede per l’anno che si concluderà il 31 gennaio 2027 ricavi per 395,7 miliardi di dollari, in aumento dell’83,3% rispetto ai 215,9 miliardi dell’esercizio precedente.
L’utile dovrebbe quasi raddoppiare, passando da 120 a 230,6 miliardi di dollari, con una crescita del 92,2%. Se le previsioni saranno rispettate, Nvidia riuscirà quindi ad aumentare ulteriormente una redditività già eccezionale: l’utile netto salirebbe al 58,2% dei ricavi, dal 55,5% dell’anno precedente.
Numeri che spiegano il sostegno quasi unanime degli analisti. Dei 62 esperti censiti da MarketScreener che seguono Nvidia, 59 consigliano di acquistare il titolo. La media dei target price è pari a 305 dollari, valore che implica un potenziale di rialzo di circa il 46% rispetto alle quotazioni attuali.
Il mercato pretende sempre di più
L’entusiasmo degli analisti non significa tuttavia che una buona trimestrale garantisca un rialzo immediato del titolo. Nvidia ha chiuso lunedì a 208,48 dollari, in calo del 2,9%, portando al 12% il guadagno da inizio anno e al 16% quello degli ultimi dodici mesi.
Le quotazioni risentono anche della recente risalita dei rendimenti dei Treasury, che ha penalizzato soprattutto i titoli tecnologici e growth. Ma per Nvidia esiste un problema supplementare: le aspettative sono talmente elevate che persino risultati superiori al consensus possono essere accolti con freddezza se le previsioni del management non superano ciò che gli investitori hanno già incorporato nei prezzi.
Da notare che al prezzo attuale Nvidia vale solo 22 volte gli utili previsti per l’intero esercizio 2027
Dopo le GPU, Nvidia punta sull’inferenza
Intanto Nvidia continua ad ampliare la propria offerta. Lunedì la società ha annunciato l’avvio della produzione su larga scala del Groq 3 LPX rack, prima importante commercializzazione della tecnologia acquisita con l’operazione da 20 miliardi di dollari su Groq, il maggiore investimento della storia del gruppo.
I chip Groq sono progettati soprattutto per l’inferenza a bassissima latenza, cioè per rendere più rapida la risposta dei sistemi AI quando il modello è già stato addestrato. Nvidia dichiara che un rack Groq 3 LPX, composto da 256 chip, può raggiungere 3.400 token al secondo.
Non si tratta di sostituire le GPU, che rimangono il cuore dell’addestramento e di gran parte dell’inferenza, ma di affiancare processori specializzati alle nuove piattaforme Vera Rubin. È un altro tassello della strategia con cui Nvidia punta a controllare una quota sempre maggiore dell’infrastruttura necessaria all’intelligenza artificiale.
A marzo il Ceo Jensen Huang aveva stimato vendite cumulative per mille miliardi di dollari entro il 2027 tra i sistemi Blackwell e la nuova generazione Vera Rubin. I risultati di domani sera diranno quanto velocemente Nvidia si sta avvicinando a quell’obiettivo.
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