Obbligazioni in calo? Riposizionare non è uscire dal mercato

Se di recente avete aperto l'estratto conto, e vi siete chiesti se le obbligazioni sono ancora un buon investimento per il vostro portafoglio, non siete i soli. I rendimenti più elevati attuali possono migliorare i rendimenti futuri. Riposizionare il portafoglio non è la stessa cosa che uscire dal mercato
A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM
Giornata di dati macro di medio rilievo, ma comunque capace di orientare i mercati, soprattutto perché tocca due nervi scoperti: il settore immobiliare americano e il sentiment economico europeo.
Negli Stati Uniti l’attenzione sarà tutta concentrata sull’edilizia residenziale. Sono attese le housing starts e building permits di settembre, seguite dai pending home sales. Dopo mesi di tassi elevati e mutui ancora costosi, questi numeri diranno quanto sta reggendo la domanda di case. Un rallentamento più marcato del previsto rafforzerebbe l’idea di un mercato immobiliare in raffreddamento e potrebbe spingere gli investitori a prezzare un tono più accomodante della Fed in vista della riunione del 27-28 prossimi. Al contrario, una sorpresa positiva segnalerebbe una certa resilienza dei consumatori americani, sostenendo dollaro e rendimenti dei Treasury nel breve periodo. Non si tratta di dati di primissimo piano come l’inflazione o i non-farm payrolls, ma in questa fase del ciclo restano un termometro importante della tenuta dell’economia reale.
In Europa il focus si sposta sul clima di fiducia. Lo ZEW di ottobre, sia per l’Eurozona sia soprattutto per la Germania, offrirà una lettura aggiornata delle aspettative degli analisti e degli investitori istituzionali. Dopo i valori ancora deboli del mese precedente, il mercato si attende un lieve ripiegamento. Un ulteriore indebolimento, in particolare sul fronte tedesco, ribadirebbe i rischi di una crescita anemica e manterrebbe alta la pressione sulla BCE, che il 29 ottobre dovrà decidere la prossima mossa. Accanto allo ZEW arriveranno anche il current account dell’area euro e alcuni dati secondari su prezzi alla produzione e costruzioni, utili per completare il quadro ma destinati a restare in secondo piano.
Nel complesso, la combinazione di questi indicatori arriva in un momento delicato. Negli Stati Uniti il recente mix di inflazione e consumi lascia ancora margini di incertezza sulla traiettoria della Fed, mentre in Europa il sentiment resta fragile e la Germania continua a essere il punto debole della ripresa. Una lettura debole sia sul housing americano sia sullo ZEW europeo potrebbe favorire un tono più cauto sui mercati, con pressione sugli asset rischiosi e rendimenti in calo. Una tenuta migliore delle attese, invece, offrirebbe un po’ di respiro e potrebbe sostenere un clima più costruttivo in vista dei PMI flash di fine settimana e delle riunioni monetarie imminenti.
Se di recente avete aperto l'estratto conto, constatato un calo nel valore delle vostre obbligazioni e vi siete chiesti se queste siano ancora un buon investimento per il vostro portafoglio, non siete i soli. Come sappiamo, i prezzi e i rendimenti delle obbligazioni si muovono generalmente in direzioni opposte e, negli ultimi mesi, i rendimenti sono aumentati notevolmente. Ciò ha causato alcuni cali di prezzo piuttosto preoccupanti. Prima di apportare qualsiasi modifica al vostro portafoglio obbligazionario, è comunque utile concentrarsi sulla direzione futura del percorso, non solo sull'ostacolo che state affrontando oggi.
La domanda è se i rendimenti più elevati attuali possono migliorare i rendimenti futuri. Uno dei fattori più importanti che influenzano i rendimenti futuri delle obbligazioni è il rendimento offerto al momento dell'investimento. Sebbene l'aumento dei rendimenti abbia penalizzato i prezzi delle obbligazioni nel breve termine, significa anche che le obbligazioni genereranno maggiori entrate in futuro. In altre parole, la battuta d'arresto odierna potrebbe migliorare le prospettive di rendimento future.
Riposizionare il portafoglio non è la stessa cosa che uscire dal mercato. Molti investitori trattano ogni vendita di obbligazioni allo stesso modo, ma l'intenzione è fondamentale. Vendere per avere liquidità significa abbandonare completamente il mercato. Se i rendimenti scendono e i prezzi delle obbligazioni si riprendono, si potrebbe perdere quell'opportunità. Riposizionare è diverso. Significa rimanere investiti, adattando al contempo il portafoglio per riflettere meglio il contesto attuale. Se si ha bisogno di liquidità per spese impreviste, vendere potrebbe essere la soluzione migliore. Se si sta semplicemente reagendo alla volatilità del mercato, riposizionare potrebbe essere l'approccio più indicato.
Perché gli investitori continuiamo a preferire le scadenze più brevi? Le scadenze più brevi sono meno sensibili all'aumento dei tassi e consentono agli investitori di reinvestire prima a rendimenti più elevati, mentre le scadenze più lunghe sono soggette a maggiori oscillazioni di prezzo in caso di aumento dei tassi. Sebbene possano ottenere buoni risultati in caso di calo dei tassi, continuiamo a ritenere che il rischio di un aumento dei tassi rimanga.
Perché non considerate le opportunità di compensazione delle minusvalenze fiscali? L'aumento dei tassi di interesse ha portato molte obbligazioni a essere scambiate al di sotto del prezzo di acquisto. Per gli investitori con conti soggetti a tassazione, ciò potrebbe creare un'opportunità per realizzare perdite che possono contribuire a compensare i guadagni in altre parti del portafoglio. È importante sottolineare che la compensazione delle minusvalenze non significa abbandonare le obbligazioni. Gli investitori possono spesso reinvestire in titoli simili o utilizzare i proventi per riposizionarsi verso scadenze a breve termine, dove continuiamo a vedere valore.
Rendimenti più elevati creano disagio nel breve termine, ma migliorano il potenziale di reddito futuro. Piuttosto che reagire alle fluttuazioni di mercato a breve termine, gli investitori potrebbero voler valutare come i loro portafogli obbligazionari sono posizionati in vista del futuro. Parlate con il vostro consulente finanziario per capire qual è la strategia più adatta alle vostre esigenze.
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